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martedì 10 marzo 2026
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Pesca dalla barca: le regole 2026 da conoscere per evitare sanzioni

Dal 2026 cambiano alcune regole per la pesca ricreativa in mare. Permessi, registrazione delle catture, app RecFishing e limiti da conoscere per evitare sanzioni

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Nel 2026 alcune novità normative cambiano il quadro della pesca ricreativa in mare, attività praticata da molti diportisti durante le uscite in barca. Le modifiche arrivano dal nuovo sistema europeo di controllo della pesca e introducono strumenti digitali per monitorare alcune catture. Non si tratta di una rivoluzione completa delle regole, ma di nuovi obblighi che si aggiungono alla normativa italiana già esistente. Conoscere queste disposizioni è importante per evitare sanzioni e problemi durante eventuali controlli in mare.

Il permesso per pescare in mare resta obbligatorio

In Italia la pesca sportiva in mare non richiede una licenza a pagamento, ma è comunque necessario effettuare la comunicazione gratuita al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF). Si tratta di una registrazione online che serve a censire i pescatori ricreativi e che deve essere sempre valida quando si pratica l’attività.

Dopo la registrazione viene rilasciata una ricevuta che costituisce il titolo per svolgere la pesca ricreativa. In caso di controllo della Guardia Costiera è necessario poter dimostrare di aver effettuato la comunicazione, anche mostrando il documento in formato digitale.

Dal 2026 arriva la registrazione digitale delle catture

La principale novità riguarda l’introduzione di sistemi digitali per registrare alcune catture. Il nuovo regolamento europeo sul controllo della pesca prevede che, per determinate specie considerate sensibili, i pescatori ricreativi debbano comunicare le catture attraverso strumenti digitali.

Questo sistema viene realizzato tramite una piattaforma e un’applicazione chiamata RecFishing, che permette di registrare i dati relativi al pescato, come la specie catturata, il numero di esemplari e l’area di pesca. L’obiettivo è migliorare il monitoraggio dell’impatto della pesca ricreativa sugli stock ittici europei.

Le specie per cui è richiesta la registrazione

L’obbligo di registrazione non riguarda tutte le specie pescate, ma solo alcune considerate particolarmente sensibili dal punto di vista della conservazione. Tra quelle attualmente soggette a monitoraggio rientrano specie come il tonno rosso, la spigola e l’anguilla europea.

Per queste specie il pescatore ricreativo deve comunicare la cattura tramite il sistema digitale previsto. In futuro l’elenco potrebbe essere aggiornato se l’Unione Europea deciderà di estendere il monitoraggio ad altri stock ittici.

Le regole italiane restano valide

Le nuove norme europee non sostituiscono la normativa italiana sulla pesca ricreativa, ma si aggiungono ad essa. Chi pesca dalla barca deve quindi continuare a rispettare tutte le disposizioni già previste dalla legge nazionale.

Tra queste rientrano il rispetto delle taglie minime di cattura, i limiti giornalieri per alcune specie e i periodi di fermo biologico stabiliti per la tutela delle risorse marine. Inoltre rimangono in vigore i divieti di pesca nelle aree marine protette o nelle zone dove l’attività è limitata.

Gli attrezzi consentiti nella pesca ricreativa

La pesca sportiva può essere praticata solo con attrezzature non professionali. Sono generalmente consentite canne da pesca, lenze con ami e piccole attrezzature manuali utilizzate a livello amatoriale.

L’uso di strumenti tipici della pesca professionale, come reti o sistemi di cattura massiva, non è consentito nella pesca ricreativa. In caso di utilizzo di attrezzi non autorizzati possono essere applicate sanzioni e può essere disposto il sequestro dell’attrezzatura.

Il pescato non può essere venduto

Una delle regole fondamentali della pesca ricreativa è il divieto di commercializzazione del pescato. Il pesce catturato durante l’attività sportiva può essere trattenuto solo per consumo personale o familiare.

La vendita del pescato, anche occasionale, può essere considerata attività di pesca professionale abusiva e comportare sanzioni amministrative rilevanti.

Chi deve registrarsi per la pesca ricreativa

Le nuove disposizioni europee prevedono che l’obbligo di registrazione delle catture riguardi i pescatori ricreativi a partire dai 16 anni di età quando catturano specie soggette a monitoraggio.

L’obbligo vale indipendentemente dal tipo di pesca praticata, quindi sia per chi pesca da terra sia per chi pesca dalla barca o in apnea.

Controlli e sanzioni

I controlli sulla pesca ricreativa vengono effettuati principalmente dalla Guardia Costiera e dalle Capitanerie di porto. Durante le verifiche possono essere controllati i documenti di registrazione, il pescato a bordo, le attrezzature utilizzate e il rispetto delle taglie minime.

Le violazioni possono comportare sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, il sequestro dell’attrezzatura o del pescato.

Una pesca ricreativa sempre più monitorata

Le novità introdotte nel 2026 rappresentano un passo verso un maggiore controllo della pesca ricreativa in Europa. L’obiettivo delle istituzioni è raccogliere dati più precisi sulle catture per gestire in modo più efficace le risorse marine.

Per chi pesca dalla barca la regola più importante resta quella di informarsi prima di uscire in mare, rispettare i limiti previsti dalla normativa e utilizzare solo attrezzature consentite.

© Riproduzione riservata

   

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