
La tutela della Posidonia oceanica passa anche da un’informazione molto più precisa a disposizione di chi naviga. È uno dei temi emersi durante la European Sustainable Boating Roundtable, organizzata da European Boating Industry insieme a Confindustria Nautica durante il Salone Nautico di Genova.
L’industria sta lavorando per migliorare la mappatura ad alta risoluzione delle praterie di Posidonia, con l’obiettivo di rendere questi dati disponibili direttamente sugli strumenti normalmente utilizzati a bordo.
Per il diportista il problema è molto concreto. Durante l’estate, soprattutto nelle baie più frequentate del Mediterraneo, non sempre è semplice capire con sufficiente precisione se sotto la barca ci sia sabbia, roccia oppure una prateria di Posidonia.
Le cartografie attualmente disponibili possono indicare la presenza della pianta, ma spesso non hanno una risoluzione sufficiente per individuare con precisione i margini delle praterie e quindi le piccole zone libere nelle quali potrebbe essere possibile ancorare senza danneggiare il fondale.
Le mappe della Posidonia potrebbero arrivare sui chartplotter
Il progetto richiamato a Genova da Joe Lynch, CEO di ICOMIA, è già entrato in una fase più concreta. ICOMIA, Mediterranean Posidonia Network e 11th Hour Racing hanno avviato una collaborazione che punta proprio a ottenere una cartografia più dettagliata delle aree sensibili e di quelle soggette a restrizioni.
L’obiettivo è integrare queste informazioni nei chartplotter e nelle applicazioni di navigazione utilizzate dai diportisti.
È probabilmente questo l’aspetto più interessante dell’iniziativa. Non si tratterebbe quindi semplicemente di creare nuove mappe destinate agli enti o agli studiosi, ma di portare l’informazione direttamente sulla carta elettronica utilizzata dallo skipper durante la scelta dell’ancoraggio.
ICOMIA sottolinea infatti che nelle zone costiere mediterranee a maggiore traffico nautico manca ancora una cartografia sufficientemente dettagliata e omogenea delle praterie. L’organizzazione considera l’ancoraggio ricreativo una delle pressioni che interessano maggiormente la Posidonia nelle aree più frequentate.
Un problema sempre più presente nella navigazione estiva
Negli ultimi anni il rapporto tra ancoraggi e Posidonia è diventato un tema quotidiano per chi naviga in Mediterraneo. In molte località sono aumentate le aree protette, i divieti e i controlli, mentre contemporaneamente skipper e comandanti devono riuscire a individuare zone nelle quali dare fondo senza danneggiare le praterie.
Una cartografia più dettagliata potrebbe aiutare entrambi gli obiettivi: proteggere la Posidonia e rendere più semplice per il diportista rispettare le regole.
Le praterie di Posidonia hanno un ruolo particolarmente importante nell’ecosistema mediterraneo: contribuiscono alla stabilizzazione dei sedimenti, costituiscono habitat per numerose specie marine e funzionano come importanti depositi naturali di carbonio.
Secondo ICOMIA, la loro estensione nel Mediterraneo è stimata in circa 12.200 chilometri quadrati.
Dare allo skipper informazioni precise prima di calare l’ancora
La strada indicata dall’industria nautica è quindi quella di trasformare una parte della tutela ambientale in uno strumento operativo: quando si entra in una rada, lo skipper dovrebbe poter vedere con precisione sulla propria elettronica dove si trova la Posidonia e dove invece è possibile cercare un fondale adatto all’ancoraggio.
È un approccio che potrebbe risultare molto più efficace della sola introduzione di nuovi divieti: mettere chi naviga nelle condizioni di sapere esattamente dove può ancorare prima ancora di calare l’ancora.
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