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sabato 28 novembre 2020

Ripartono i Cantieri di Pisa

Falliti nel 2017 con il gruppo Mondomarine, sono stati acquistati da un’azienda francese

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Pisa – Rinascono, dopo un fallimento e due anni di fermo, i Cantieri di Pisa. Tornano al lavoro i 22 operai che vi lavoravano al momento della chiusura nel 2017. A rilevare il ramo d’azienda costituito dal marchio Cantieri di Pisa e dal Cantiere, è stata la Sea Finance srl, una società di proprietà di un piccolo gruppo Monegasco attivo nel settore dei charter delle barche di lusso. La cifra pagata al curatore fallimentare è stata di 2,6 milioni di euro e il passaggio di proprietà avverrà nei prossimi giorni, il 9 novembre.

I Cantieri di Pisa iniziarono la loro attività appena i tedeschi, nel 1945, uscirono da una Pisa devastata dalla guerra. Già 5 anni dopo il cantiere lavorare a pieno regime e fu necessario comprare un nuovo capannone, il cantiere ancora esistente oggi e oggetto della cessione alla Sea Finance.

Da prima il cantiere fu impegnato nella fornitura di motovedette alla Guardia di Finanza, poi passò agli Yacht da diporto sia a vela che a motore. La vela purtroppo non fu mai un ramo principale dell’attività, ma da qui, comunque, uscirono delle bellissime barche, come il 21 metri Kalea del 1965, il 14,73 metri Ro-Ro del 1958, o il Tyrsa, ketch di 20 metri del 1957. Barche che, nella maggior parte dei casi, oggi sono oggetto di culto da parte dei loro armatori.

Purtroppo i cantieri riprenderanno la produzione partendo dalle imbarcazioni a motore, innanzitutto i tre superyacht non completati che sono in cantiere.

Diverso sarebbe stato se il gruppo Ottobock, proprietario del cantiere Baltic, che aveva mostrato un forte interesse per il sito avesse presentato una sua offerta e acquistato lo stabilimento trasformandolo in una Baltic italiana.