
Dopo la controversa e precipitosa uscita di scena di Giovanni Soldini, a Maranello, nei capannoni di Hypersail Ferrari, il bastone del comando passa nelle mani di Enrico Voltolini.
Chi è Enrico Voltolini e perché Ferrari lo ha scelto
Quando Ferrari decide di affidare il progetto Hypersail a Enrico Voltolini, non sceglie semplicemente un tecnico. Sceglie una figura che rappresenta un certo modo di intendere la vela moderna.
Voltolini nasce come velista agonista. La sua classe è il Finn, una delle derive più fisiche e tecniche, dove il margine tra controllo e perdita è minimo. È lì che costruisce la sensibilità sul mezzo, quella capacità di leggere ogni variazione e trasformarla in velocità. Una base che, nel tempo, diventa il suo vero valore.
Da velista passa all’ingegneria nautica, senza mai perdere il contatto con l’acqua. Questo doppio percorso lo porta dentro alcuni dei contesti più avanzati della vela contemporanea: campagne di America’s Cup e circuiti ad alte prestazioni come SailGP. Ambienti in cui la differenza non è solo nel progetto, ma nella capacità di far funzionare sistemi complessi in condizioni reali.
È proprio qui che Voltolini costruisce il suo profilo.
Non è un progettista puro, né solo un velista. È una figura di connessione. Una di quelle che stanno tra il disegno e la navigazione, tra il laboratorio e il mare. In Hypersail questo ruolo diventa centrale: il progetto Ferrari non è una barca tradizionale, ma una piattaforma tecnologica estrema, dove aerodinamica, elettronica e controllo devono lavorare insieme senza margini di errore.
Voltolini entra nel team fin dall’inizio, lavorando accanto a Giovanni Soldini nella fase di sviluppo. Non arriva quindi come sostituto esterno, ma come evoluzione interna del progetto.
Il passaggio da Soldini a Voltolini: cosa cambia per Hypersail
Quando Soldini esce di scena, il passaggio di consegne non segna una rottura. Segna un cambio di fase.
Soldini è stato l’uomo della visione, quello che ha dato forma all’idea Hypersail e costruito il team. Voltolini è l’uomo della messa a terra. A lui spetta il compito più difficile: trasformare un prototipo avanzato in una barca capace di esprimere prestazione reale.
Significa coordinare test, interpretare dati, gestire sistemi che devono dialogare tra loro in tempo reale. Significa anche prendere decisioni rapide, spesso senza precedenti a cui riferirsi.
In questo senso, la sua età conta fino a un certo punto. Conta di più il percorso: una crescita dentro la vela ad alte prestazioni, dove ogni errore si paga immediatamente e ogni miglioramento è misurabile.
Oggi Voltolini è il punto di equilibrio di Hypersail.
Non è il volto mediatico del progetto. Non è quello che lo ha immaginato. È quello che deve farlo funzionare.
E nel momento in cui Hypersail passa dal disegno al mare, è probabilmente il ruolo più delicato di tutti.
L’unica cosa che manca a Voltolini è l’enorme esperienza in oceano accumulata da Giovanni Soldini e la sua notorietà.
Voltolini sicuramente è l’uomo giusto in questo momento del programma, ma non avere più Soldini al timone, per Ferrari rappresenta una grave perdita. Se si dice Hypersail, ancora pochi sanno cosa è, se si dice Giovanni Soldini, non c’è nessuno che non sappia che si sta parlando di uno dei più grandi velisti di sempre.
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