
Di fronte all’Atlantico, dove l’orizzonte sembra svanire nel mare, Lorenzo Barone ha portato a compimento una delle fasi più impegnative del «Project Dust»: la traversata dell’oceano a remi, in completa solitudine e senza alcuna forma di propulsione artificiale. La notizia dell’arrivo sulle coste della Guyana, nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, conferma ciò che per settimane era stato seguito da lontano, grazie alla traccia Gps che ha accompagnato il suo percorso su migliaia di chilometri di oceano aperto.
Barone, 28 anni, originario di San Gemini in provincia di Terni, aveva lasciato la Mauritania il 19 dicembre scorso con una piccola imbarcazione priva di vela e motore, affidando la propria posizione unicamente alla tecnologia di localizzazione satellitare. Il viaggio, concepito come una sfida di resistenza più che come un’impresa competitiva, si inserisce in un progetto più ampio, pensato per collegare in successione ambienti e paesaggi estremi: dal Sahara all’Atlantico, dall’Amazzonia alle Ande.
Un mese di navigazione a remi in solitaria, senza supporto esterno
Per oltre un mese Barone ha remato, giorno dopo giorno, senza collegamenti internet o team di supporto. La solitudine, in questo contesto, non è stata solo una condizione fisica ma una variabile costante della sua esperienza quotidiana: la comunicazione con il mondo esterno si basava esclusivamente sull’aggiornamento della sua posizione sulla mappa digitale, visibile a chi seguiva il progetto dall’Italia e oltre.
La scelta di un’imbarcazione essenziale ed economica – realizzata in compensato marino e pensata per resistere alle sollecitazioni marine – riflette un approccio pragmatico alla traversata. Senza vela né motore, la barca a remi ha richiesto a Barone di fare affidamento sulla propria resistenza fisica e sulle condizioni meteorologiche, con correnti e venti che hanno influenzato costantemente il corso della rotta.
Le traversate a remi e il confronto con imprese precedenti
Baroine non è il primo ad avere fatto un impresa del genere. Uno dei più famosi è Alex Bellini che oltre l’Atlantico ha remato anche il Pacifico, ma Lorenzo è il primo ad aver inserito la traversata dell’atlantico in un programma molto più vasto nel quale, a questo punto, è a metà strada.
Project Dust: l’arrivo in Guyana e le prossime tappe del viaggio
L’arrivo in Guyana segna la fine di una tappa e l’inizio di quelle che il «Project Dust» prevede oltre l’oceano, in contesti geografici e climatici altrettanto impegnativi.
Nella comunità di appassionati e sostenitori, in Umbria e oltre, l’attenzione adesso si concentra sui sviluppi successivi del progetto, mentre l’esperienza di Barone nella traversata atlantica diventa elemento di confronto nelle riflessioni sul rapporto tra uomo, ambiente e spazi estremi.
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