
Si è conclusa ad Antigua la prima edizione della Mini Globe Race, il giro del mondo in solitario riservato alle piccole barche della classe Globe 5.80. Dopo oltre un anno di navigazione e circa 24.000 miglia percorse attraverso gli oceani del pianeta, il primo concorrente a tagliare il traguardo è stato lo svizzero Renaud Stitelmann con la sua barca Capucinette.
L’arrivo è avvenuto l’8 marzo 2026 a Falmouth Harbour, Antigua, lo stesso porto da cui la regata era partita il 23 febbraio 2025. Stitelmann ha completato il giro del mondo in 180 giorni, 11 ore e 25 minuti di navigazione effettiva, imponendosi nettamente nella classifica generale.

Un giro del mondo su barche lunghe meno di sei metri
La Mini Globe Race è una regata particolare anche nel panorama delle competizioni oceaniche. Le barche ammesse sono infatti le Globe 5.80, piccoli velieri di appena 5,80 metri di lunghezza, progettati dall’australiano Don McIntyre con l’obiettivo di rendere possibile un giro del mondo a costi relativamente accessibili.
Una delle caratteristiche più originali della classe è proprio la costruzione delle barche. Molti skipper realizzano infatti la propria imbarcazione partendo da un kit di autocostruzione, assemblato in compensato marino e resina epossidica.
Anche la barca vincitrice, Capucinette, rientra in questa filosofia: è stata costruita dallo stesso Stitelmann, che ha seguito personalmente il progetto fino al varo prima di prepararla per la lunga avventura oceanica.

La regata dominata da Stitelmann
Fin dalle prime fasi della competizione, Stitelmann ha dimostrato un passo superiore rispetto agli altri concorrenti. Il velista svizzero è riuscito a mantenere una navigazione costante e molto efficiente, sfruttando al meglio le caratteristiche della sua Globe 5.80.
La sua Capucinette si è dimostrata affidabile e veloce nelle lunghe tratte oceaniche. Tappa dopo tappa, Stitelmann ha consolidato il vantaggio fino a presentarsi ad Antigua con un margine significativo sugli altri partecipanti.
La media complessiva della navigazione è stata di poco superiore ai 5 nodi, una velocità notevole considerando le dimensioni dell’imbarcazione e la durata della regata.
Una regata che punta sull’avventura
La Mini Globe Race nasce con uno spirito molto diverso rispetto alle grandi regate professionistiche come il Vendée Globe. Qui l’obiettivo non è la tecnologia estrema o i budget milionari, ma l’avventura oceanica accessibile, la navigazione pura e la capacità del singolo skipper di gestire la barca e sé stesso per mesi in mare.
Il successo della prima edizione dimostra che l’idea funziona. Una flotta di piccoli velieri ha attraversato gli oceani affrontando tempeste, lunghi periodi di solitudine e difficoltà tecniche, riportando l’attenzione su una dimensione della vela che ricorda le grandi imprese dei pionieri della navigazione oceanica.
Con l’arrivo di Stitelmann ad Antigua si apre la pagina degli arrivi che rimarrà aperta, probabilmente per molto tempo. La Mini Globe Race è destinata probabilmente a diventare un appuntamento ricorrente per chi sogna un giro del mondo a vela lontano dai grandi budget e vicino allo spirito originario dell’avventura oceanica.
© Riproduzione riservata






















