Spartivento
ADVERTISEMENT
Spartivento
ADVERTISEMENT
sabato 21 marzo 2026
Spartivento
  aggiornamenti

Moro di Venezia III a Ravenna: protocollo per il recupero e il rilancio della vela

Il Moro di Venezia III al centro di un protocollo a Ravenna per il recupero dello scafo e il rilancio della cultura velica e del territorio

Il moro di Venezia III
Il moro di Venezia III
NSS Group NSS Group NSS Group
PUBBLICITÀ

A Ravenna torna al centro dell’attenzione una delle imbarcazioni più rappresentative della storia della vela italiana. Il Moro di Venezia III, oggi esposto nella Darsena di città, è al centro di un nuovo protocollo d’intesa che unisce istituzioni pubbliche e realtà locali con l’obiettivo di avviare un percorso di recupero e rilancio culturale legato al mare.

Il progetto e il ruolo del Moro di Venezia III

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro-settentrionale, Comune di Ravenna, Camera di Commercio di Ferrara Ravenna, Fondazione Raul Gardini, Circolo Velico Ravennate e Compagnia Portuale. L’accordo prevede una serie di interventi che non si limitano alla manutenzione dell’imbarcazione, ma puntano a costruire un sistema di iniziative dedicate alla tradizione velica e al turismo nautico.

Il Moro di Venezia III non è una barca qualsiasi. Varato nel 1991, è uno degli scafi del sindacato voluto da Raul Gardini per la sfida alla Coppa America del 1992, dove l’Italia si portò a casa la Louis Vuitton Cup con il Moro di Venezia V, cosa che gli diede accesso alla finale. Il Moro di Venezia III, in particolare, vinse il campionato mondiale IACC del 1991 prima di essere utilizzato come unità di prova durante la campagna americana.

Oggi quell’esperienza viene riletta in chiave territoriale. Il protocollo, della durata prevista di quattro anni, include interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per preservare lo scafo, ma anche attività pubbliche, eventi e iniziative legate alla vela. L’operatività sarà affidata al Circolo Velico Ravennate, che gestirà anche il pontile della darsena destinato a diventare un punto di riferimento per le attività nautiche cittadine.

Accanto agli aspetti tecnici emerge una dimensione più ampia. L’operazione punta a rafforzare il legame tra Ravenna e la sua storia velica, riportando al centro una stagione che negli anni Novanta aveva proiettato la città in un contesto internazionale. Il Moro, oggi esposto a terra, rappresenta una testimonianza visibile di quella fase, ma anche un elemento attorno a cui costruire nuove iniziative.

Il contributo economico previsto è limitato ma dall’alto valore simbolico: la Camera di Commercio sosterrà il progetto con un finanziamento iniziale, mentre la Fondazione Gardini garantirà un supporto annuale. L’impianto complessivo resta quindi legato alla capacità degli attori locali di trasformare il progetto in un percorso continuativo.

Nel contesto della vela italiana, l’operazione si inserisce in una linea già vista negli ultimi anni, quella del recupero di barche storiche come strumenti di promozione culturale e sportiva. Nel caso di Ravenna, però, il valore simbolico è particolarmente forte: il Moro di Venezia rappresenta uno dei pochi momenti in cui l’Italia ha sfidato apertamente il dominio anglosassone nella Coppa America.

Resta da capire se questo progetto riuscirà a trasformarsi in qualcosa di più di un intervento conservativo. La sfida non è solo riportare a nuova vita uno scafo, ma costruire attorno a esso un sistema che tenga insieme memoria, sport e sviluppo locale. In questo senso, il protocollo rappresenta un primo passo, ma il risultato dipenderà dalla continuità delle iniziative e dalla loro capacità di coinvolgere pubblico e territorio.

© Riproduzione riservata

SVN VIAGGI SVN VIAGGI SVN VIAGGI
ARTICOLI DI VIAGGI
WhatsApp SVN WhatsApp SVN WhatsApp SVN
CANALE WHATSAPP