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martedì 27 gennaio 2026
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Morte di Giovanni Marchionni:svolta nelle indagini sulla scomparsa dello skipper a Portisco

Depositata la relazione finale sulla morte dello skipper Giovanni Marchionni. Gli esami indicano l’inalazione di acido solfidrico a bordo del motoscafo ormeggiato a Portisco.

Per la morte di Giovanni Marchionni, gli esami puntano contro le batterie della barca
Per la morte di Giovanni Marchionni, gli esami puntano contro le batterie della barca
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L’ombra di un giallo tecnico si allunga sulla morte di Giovanni Marchionni, lo skipper 21enne di Bacoli trovato senza vita l’8 agosto 2025 nella cabina di un motoscafo Fiart di 17 metri, di proprietà della famiglia titolare del cantiere costruttore, ormeggiato al Marina di Portisco, in Costa Smeralda. Il ritrovamento, avvenuto nelle prime ore del mattino, ha dato il via a una lunga serie di accertamenti da parte della Procura di Tempio Pausania e dei consulenti tecnici incaricati di ricostruire le circostanze del decesso e individuarne le cause.

Nel corso delle indagini sono state seguite diverse piste. Nelle settimane immediatamente successive al ritrovamento del corpo, periti e consulenti si sono concentrati sulle possibili esalazioni all’interno dell’ambiente chiuso della barca. Alcune prime rilevazioni avevano evidenziato valori anomali di monossido di carbonio in prossimità della cabina, dato che non ha però trovato conferma negli accertamenti successivi. Parallelamente, sono emersi odori e tracce di sostanze potenzialmente tossiche riconducibili a una batteria danneggiata e a una possibile fuoriuscita di gas.

Autopsia ed esami di laboratorio

Il percorso investigativo non è stato lineare. L’autopsia, eseguita nei giorni successivi al decesso, ha escluso segni di violenza, l’assunzione di sostanze stupefacenti o psicofarmaci e ha individuato un arresto cardiocircolatorio come causa immediata della morte, senza però chiarirne l’origine. Per questo motivo, gli esami tossicologici e istologici sui tessuti sono stati affidati a laboratori specialistici e prorogati più volte nel tentativo di individuare un elemento determinante.

L’ipotesi dell’acido solfidrico

Solo negli ultimi giorni è stata depositata in Procura la relazione finale degli esami. Secondo quanto emerge dalle analisi, Giovanni Marchionni avrebbe inalato acido solfidrico, un gas altamente tossico che può svilupparsi in ambienti chiusi in presenza di materiali come batterie difettose. È questa la causa ritenuta più probabile del decesso dalle perizie, anche se spetterà ora alla magistratura valutare e contestualizzare i risultati nell’ambito dell’inchiesta aperta per omicidio colposo a carico di ignoti.

Le indagini non si sono limitate agli aspetti tecnici legati alla presenza del gas. Un altro elemento centrale riguarda il ruolo di Marchionni a bordo dell’imbarcazione. In un primo momento, la proprietaria aveva parlato di una presenza come ospite in vacanza, ma successivi elementi raccolti dagli inquirenti hanno suggerito che il 21enne potesse trovarsi a bordo per svolgere attività di skipper. Sono in corso verifiche anche sulla natura del rapporto e sull’eventuale inquadramento lavorativo.

Il motoscafo resta sotto sequestro nel porto di Portisco, in attesa di ulteriori approfondimenti tecnici. La Procura di Tempio Pausania sta ora valutando le implicazioni della relazione autoptica e degli esiti tossicologici all’interno del fascicolo aperto nei mesi successivi alla morte del giovane. La famiglia di Giovanni Marchionni è assistita da legali che hanno seguito l’intero iter investigativo, ribadendo la necessità di fare piena luce su ogni aspetto della vicenda.

Il cordoglio della comunità di Bacoli

La comunità di Bacoli ha seguito con attenzione l’evolversi delle indagini fin dalle prime ore dopo il ritrovamento. Il sindaco aveva espresso pubblicamente la vicinanza dell’amministrazione alla famiglia, proclamando il lutto cittadino nel giorno dei funerali. L’esito degli accertamenti, pur senza fornire risposte definitive su quanto accaduto quella notte di agosto, rappresenta un passaggio importante per chiarire una vicenda che ha sollevato interrogativi nella comunità dei diportisti.

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