
Dal 19 agosto 2024, data in cui il Bayesian, il Perini Navi di 56 metri ancorato nella baia di Porticello vicino Palermo, è affondato portando con sé sette vite, sono passati 19 mesi.
Molti si chiedono perché, dopo tutto questo tempo, non si sappia ancora nulla. Gli indagati restano indagati, i sospetti restano sospetti e, nel frattempo, attorno a quel naufragio si è sviluppata una ridda di supposizioni che finisce per confondere la realtà.
Vediamo quindi di capire cosa può essere accaduto e perché, ad oggi, non ci sono stati sviluppi ufficiali sul fronte delle indagini. Prima, però, è utile ricapitolare quanto è successo e qual è la situazione attuale.
I fatti e le vittime
A bordo del Bayesian c’erano 22 persone: di queste, 7 sono morte. Tra le vittime c’era un solo membro dell’equipaggio, Recaldo Thomas, il cuoco di bordo. Gli altri erano Mike Lynch, proprietario della barca e imprenditore attivo nel settore della sicurezza cibernetica. Le sue società avevano contratti con diversi servizi segreti nel mondo e, a quanto sembra, nella cassaforte del Bayesian custodiva due hard disk contenenti informazioni molto importanti, che avrebbero fatto gola a molti 007.
Con lui è morta anche la figlia diciottenne, Hannah. L’unica a salvarsi della famiglia è stata la moglie di Lynch, Angela Bacares, che è anche l’amministratore unico della società che ufficialmente possiede il Bayesian, la Revtom Ltd.
Tra le altre vittime c’era Jonathan Bloomer, presidente di una delle banche d’affari più importanti del mondo, Morgan Stanley, una di quelle banche considerate troppo grandi per fallire, perché un loro eventuale crollo potrebbe innescare una crisi globale. Le altre vittime erano Judy Bloomer, moglie di Jonathan, Chris Morvillo, avvocato di Lynch, e Neda Morvillo, sua moglie.
Indagini e tempi della giustizia
Nei giorni immediatamente successivi al naufragio, il procuratore di Termini Imerese, Raffaele Cammarano, ha iscritto nel registro degli indagati tre membri dell’equipaggio: il comandante James Cutfield; Timothy (Tim) Parker Eaton, ufficiale di macchina; e Matthew Griffith(s), il marinaio di guardia in plancia al momento dell’incidente. Le ipotesi di reato sono gravi: omicidio colposo plurimo e naufragio colposo, ai quali si aggiunge anche il reato di inquinamento ambientale.
Nel frattempo, tra maggio e giugno 2025, il Bayesian è stato recuperato e portato su un piazzale del porto di Termini Imerese, dove sono state eseguite una lunga serie di perizie.
La domanda che molti si pongono è: è normale che, a distanza di 19 mesi, l’indagine non sia ancora conclusa e non si sappia nulla? In realtà, il procuratore aveva 6 mesi di tempo per portare a termine le indagini, termine che poteva essere prorogato due volte, sempre per 6 mesi. In totale, quindi, aveva a disposizione 18 mesi. Il termine è scaduto il 26 febbraio 2026, circa un mese fa.
Cosa succede ora?
A questo punto il procuratore può fare due scelte. La prima è archiviare la pratica, ritenendo che gli indagati siano del tutto estranei ai fatti: in questo caso le loro posizioni vengono archiviate e si riparte alla ricerca di eventuali nuovi responsabili. La seconda è che, sulla base delle prove raccolte, si convinca che i tre indagati, o almeno uno di loro, siano responsabili: in questo caso procede con l’incriminazione e il rinvio a giudizio. Per prendere questa decisione ha tre mesi di tempo dalla chiusura delle indagini.
Questo significa che entro il 26 maggio 2026 il procuratore dovrà scoprire le sue carte.
Altri indagati
I nomi dei tre indagati sono noti non perché siano stati comunicati dalla Procura, ma perché sono stati resi pubblici dai loro avvocati difensori. Per primo è stato il legale del comandante a comunicare alla stampa che il suo assistito era stato iscritto nel registro degli indagati; successivamente lo hanno fatto anche i difensori dell’ufficiale di macchina e del marinaio. Tuttavia, è possibile che esistano altri indagati di cui non si è a conoscenza, perché nessuno ha ritenuto opportuno informare la stampa.
Ad esempio, se la procura avesse iscritto l’amministratore delegato del cantiere Perini Navi, ritenendo che una parte della responsabilità del naufragio possa essere legata alla costruzione della nave, è probabile che il suo avvocato non avrebbe diffuso la notizia. Il nome del cantiere ne risentirebbe pesantemente, anche se l’amministratore del gruppo al quale appartiene Perini Navi, che è quotato in borsa, sarebbe comunque tenuto a informare la Consob, l’ente di controllo della Borsa.
Dal momento che non ci sono notizie di questo tipo, è possibile pensare che la procura ritenga che il naufragio non sia imputabile a difetti di costruzione o di progettazione del Bayesian.
Conclusione
In conclusione, il fatto che ad oggi non si sappia ancora nulla rientra nei tempi della giustizia ed è del tutto normale. Le decisioni della procura saranno rese note entro il 26 maggio e non è escluso che emergano elementi inattesi. Di conseguenza, tutte le ipotesi di complotto basate sul silenzio della procura non hanno fondamento, almeno finché questo silenzio resta compatibile con i tempi ordinari dell’indagine.
© Riproduzione riservata





















