
Una nave adibita al trasporto di animali vivi, in navigazione da Great Bitter Lake in
Nel momento dell’emergenza il mare era in burrasca, con onde che raggiungevano i cinque metri di altezza. L’avaria al motore ha reso la nave ingovernabile, esponendola al rischio concreto di finire contro gli scogli dell’isola di San Pietro. Di fronte al progressivo scarroccio verso costa, il comandante ha deciso di lanciare una richiesta di soccorso.
Il segnale di emergenza è stato raccolto dall’
La nave, lunga 116 metri, battente bandiera di Saint Kitts and Nevis e identificata come Blue Ocean A, era specializzata nel trasporto di bestiame ma al momento dell’incidente navigava senza carico. Un primo tentativo di rimorchio è risultato particolarmente complesso: la tensione esercitata dal moto ondoso e dalla deriva verso la costa ha causato la rottura ripetuta di quattro cavi di traino.
Con la poppa del cargo che continuava ad avvicinarsi alle secche e ai promontori rocciosi, la situazione ha raggiunto una fase critica. È stata valutata anche l’ipotesi di evacuare l’equipaggio per via aerea. Sul posto sono intervenuti un elicottero dell’Aeronautica Militare e mezzi aerei della Guardia Costiera, ma le forti raffiche di vento hanno impedito di effettuare il trasferimento delle persone in sicurezza.
Nel tentativo di arrestare la deriva, il comandante ha fatto calare le ancore. In un primo momento queste non sono riuscite a fare testa, ma hanno contribuito a rallentare la corsa della nave verso gli scogli, guadagnando tempo prezioso per l’arrivo di ulteriori mezzi di soccorso.
Nel frattempo la Capitaneria di Porto ha richiesto l’intervento di un rimorchiatore di maggiori dimensioni, giunto sul posto solo nelle prime ore dell’alba del 29 gennaio. Il mezzo è riuscito ad agganciare la nave e a condurla in acque più sicure, dove sono state nuovamente calate le ancore e verificata la loro tenuta.
Una volta stabilizzata la situazione, l’equipaggio si è concentrato sulla riparazione del motore, sempre sotto il controllo degli uomini della Capitaneria di Porto, rimasti in zona fino al completamento dell’intervento tecnico. Solo dopo il ripristino della propulsione la nave ha potuto riprendere la navigazione verso la Spagna.
Il salvataggio si è concluso senza feriti e senza impatti ambientali. Le operazioni sono state rese meno critiche dal fatto che la nave non trasportasse animali vivi: in presenza di carico, la gestione dell’emergenza sarebbe stata sensibilmente più complessa.
Anche in questa occasione il dispositivo di soccorso coordinato dalla Capitaneria di Porto ha dimostrato la propria efficacia nella gestione di emergenze in mare in condizioni meteo particolarmente avverse, evitando che un’avaria tecnica si trasformasse in un naufragio lungo una costa ad alto rischio.
© Riproduzione riservata





















