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venerdì 30 gennaio 2026
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Nave in avaria al largo di Carloforte, notte di soccorsi al largo dell’isola di San Pietro

Una nave mercantile in avaria al largo dell’isola di San Pietro rischia di finire sugli scogli. Complesso intervento di soccorso coordinato dalla Capitaneria di Porto.

Nave per il trasporto di animali vivi diretta in Spagna ha rischiato di finire contro gli scogli dell'isola di San PIetro in Sardegna, salvata dall'intervento della Guardia Costiera che ha organizzato il salvataggio
Nave per il trasporto di animali vivi diretta in Spagna ha rischiato di finire contro gli scogli dell'isola di San PIetro in Sardegna, salvata dall'intervento della Guardia Costiera che ha organizzato il salvataggio
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Una nave adibita al trasporto di animali vivi, in navigazione da Great Bitter Lake in Egitto e diretta a Cartagena in Spagna, ha lanciato un allarme nella notte tra il 28 e il 29 gennaio mentre si trovava a sud-ovest della Sardegna, all’altezza dell’isola di San Pietro. A bordo dell’unità, che non trasportava carico, si trovavano 33 persone.

Nel momento dell’emergenza il mare era in burrasca, con onde che raggiungevano i cinque metri di altezza. L’avaria al motore ha reso la nave ingovernabile, esponendola al rischio concreto di finire contro gli scogli dell’isola di San Pietro. Di fronte al progressivo scarroccio verso costa, il comandante ha deciso di lanciare una richiesta di soccorso.

Il segnale di emergenza è stato raccolto dall’IMRCC e immediatamente rilanciato alla Capitaneria di Porto di Carloforte, che ha assunto il coordinamento delle operazioni. In mare sono uscite due motovedette della Guardia Costiera insieme a un rimorchiatore locale, nel tentativo di mettere in sicurezza l’unità.

La nave, lunga 116 metri, battente bandiera di Saint Kitts and Nevis e identificata come Blue Ocean A, era specializzata nel trasporto di bestiame ma al momento dell’incidente navigava senza carico. Un primo tentativo di rimorchio è risultato particolarmente complesso: la tensione esercitata dal moto ondoso e dalla deriva verso la costa ha causato la rottura ripetuta di quattro cavi di traino.

Con la poppa del cargo che continuava ad avvicinarsi alle secche e ai promontori rocciosi, la situazione ha raggiunto una fase critica. È stata valutata anche l’ipotesi di evacuare l’equipaggio per via aerea. Sul posto sono intervenuti un elicottero dell’Aeronautica Militare e mezzi aerei della Guardia Costiera, ma le forti raffiche di vento hanno impedito di effettuare il trasferimento delle persone in sicurezza.

Nel tentativo di arrestare la deriva, il comandante ha fatto calare le ancore. In un primo momento queste non sono riuscite a fare testa, ma hanno contribuito a rallentare la corsa della nave verso gli scogli, guadagnando tempo prezioso per l’arrivo di ulteriori mezzi di soccorso.

Nel frattempo la Capitaneria di Porto ha richiesto l’intervento di un rimorchiatore di maggiori dimensioni, giunto sul posto solo nelle prime ore dell’alba del 29 gennaio. Il mezzo è riuscito ad agganciare la nave e a condurla in acque più sicure, dove sono state nuovamente calate le ancore e verificata la loro tenuta.

Una volta stabilizzata la situazione, l’equipaggio si è concentrato sulla riparazione del motore, sempre sotto il controllo degli uomini della Capitaneria di Porto, rimasti in zona fino al completamento dell’intervento tecnico. Solo dopo il ripristino della propulsione la nave ha potuto riprendere la navigazione verso la Spagna.

Il salvataggio si è concluso senza feriti e senza impatti ambientali. Le operazioni sono state rese meno critiche dal fatto che la nave non trasportasse animali vivi: in presenza di carico, la gestione dell’emergenza sarebbe stata sensibilmente più complessa.

Anche in questa occasione il dispositivo di soccorso coordinato dalla Capitaneria di Porto ha dimostrato la propria efficacia nella gestione di emergenze in mare in condizioni meteo particolarmente avverse, evitando che un’avaria tecnica si trasformasse in un naufragio lungo una costa ad alto rischio.

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