
Due anni di intercettazioni avrebbero così permesso di ricostruire uno scenario di illegalità diffusa, fatto di intimidazioni e pressioni per ottenere favoritismi e scorciatoie nella concessione di licenze per diversi tipi di attività commerciale. Tra gli indagati figurano infatti amministratori comunali come il sindaco Pompeo Porzio, gestori dei pontili, rappresentanti delle forze dell'ordine e anche Angelo Bardellino, un familiare del defunto boss dei casalesi Antonio Bardellino. Le ipotesi di reato sono molteplici, diverse a seconda degli indagati; tra queste, corruzione, concussione, falso in atto publico e abuso d'ufficio. Secondo il procuratore Andrea De Gasperis e il pm Giuseppe Milano gli indizzi raccolti sarebbero più che rilevanti.
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