
Nonostante una situazione economica tutt’altro che brillante, l’Italia continua a rappresentare un mercato di primo piano per i cantieri che costruiscono barche di grande serie. I numeri parlano chiaro: il nostro paese è il primo mercato per Dufour ed è stabilmente tra i più importanti per Beneteau e Jeanneau, mentre incontrano maggiori difficoltà Bavaria e Hanse.
La spiegazione non è univoca e va cercata su più livelli. Se si osserva la scarsa diffusione in Italia di cantieri come Contest, Hallberg-Rassy o Alubat, emerge subito una differenza legata al tipo di navigazione e al profilo del diportista italiano.
Il Mediterraneo, soprattutto nei mesi estivi, è un mare generalmente più facile rispetto ai mari del Nord o agli oceani: venti moderati, onda contenuta e lunghe finestre di bel tempo. In questo contesto, l’attenzione si sposta naturalmente verso il comfort, la vivibilità e la fruibilità degli spazi, mentre altri aspetti progettuali, fondamentali per la navigazione in condizioni più impegnative, diventano meno determinanti.
Questo non significa che le barche di grande serie siano meno solide. Beneteau e Dufour hanno dimostrato nel tempo l’affidabilità dei loro progetti, con migliaia di unità che navigano in tutti i mari del mondo. Tuttavia, si tratta di imbarcazioni pensate per un utilizzo diverso rispetto a scafi progettati specificamente per mari difficili.
Nei progetti destinati alla navigazione oceanica o ai mari del Nord, la distribuzione dei pesi è un elemento centrale. Cantieri come Contest, Hallberg-Rassy o Solaris, ad esempio, evitano soluzioni come serbatoi collocati a prua o a poppa, scelte invece frequenti nelle barche di grande serie, dove le esigenze di layout e di comfort hanno un peso maggiore.
Accanto agli aspetti tecnici, esiste una componente culturale molto forte. In Italia l’estetica ha sempre avuto un ruolo centrale nelle decisioni d’acquisto. Per molti anni Dufour è stata percepita come il riferimento in termini di design, e questo ha contribuito in modo significativo al successo del marchio sul mercato italiano.
Negli ultimi anni lo scenario si è evoluto. Beneteau, con il nuovo 52 piedi, ha presentato un modello in grado di competere direttamente anche sul piano dell’estetica e, con ogni probabilità, continuerà a sviluppare questa linea per rafforzare la propria presenza nei mercati latini, Italia in testa.
Un altro elemento determinante è rappresentato dalle dimensioni delle imbarcazioni vendute. In Italia, soprattutto lungo la costa tirrenica, si acquistano mediamente barche più grandi rispetto ad altri paesi. Questo incide in modo diretto sul valore complessivo del mercato, aumentando il peso dell’Italia in termini di fatturato anche quando il numero di unità vendute è simile a quello di altri mercati europei.
Il mercato italiano è inoltre meno frammentato rispetto ad altri, come quello francese, dove trovano spazio anche cantieri più piccoli ma di buona qualità. In Italia le scelte si concentrano su un numero limitato di marchi, sostenuti da una comunicazione molto forte e da un’elevata visibilità.
Il risultato è un mercato che ruota principalmente attorno a pochi nomi: Beneteau, Jeanneau, Bavaria, Hanse, Dufour, Cantiere del Pardo e Solaris, ai quali si affianca Italia Yachts, cresciuto negli ultimi anni soprattutto in termini di qualità percepita. Per molti altri cantieri, la sopravvivenza passa da numeri molto ridotti, spesso limitati a poche unità vendute ogni anno.
Il ruolo centrale dell’Italia nel panorama della nautica di grande serie nasce quindi dall’intersezione tra condizioni di navigazione favorevoli, attenzione al comfort e al design, dimensioni medie elevate delle barche acquistate e forte concentrazione dell’offerta. Un insieme di fattori che continua a rendere il mercato italiano strategico per i grandi cantieri europei, anche in una fase economica complessa.
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