
La mattina del 6 marzo, sulla lunga striscia di sabbia del Poetto, a Cagliari, molti passanti hanno notato uno scafo insabbiato vicino alla riva. Una barca a vela di circa dodici metri, trascinata dalle correnti fino al bagnasciuga dopo una notte di maltempo. Per chi osservava la scena poteva sembrare solo l’ennesima imbarcazione in difficoltà. Per Matias, invece, quella barca era molto di più: era la sua casa.
Matias ha 44 anni ed è nato in Argentina. Da anni vive viaggiando per mare con la sua famiglia e con gli animali di bordo. La barca non era solo il mezzo con cui attraversare oceani e coste, ma il luogo in cui si svolgeva la vita quotidiana. Dopo aver navigato in molte parti del mondo, la famiglia aveva deciso di fermarsi in Sardegna, attratta dalla costa e dall’atmosfera dell’isola. L’idea era quella di restare, almeno per un periodo, trasformando la navigazione in una nuova fase di vita.
L’urto con un gommone e la ferita nello scafo
L’episodio che ha portato alla perdita della barca non è iniziato con il maltempo. Alcuni giorni prima, mentre l’imbarcazione era ormeggiata, un gommone in navigazione veloce avrebbe colpito la prua provocando una ferita nello scafo lunga circa un metro. L’imbarcazione che avrebbe causato l’urto non si sarebbe fermata. In attesa di una riparazione completa e dell’intervento dell’assicurazione, Matias aveva effettuato una sistemazione provvisoria per limitare le infiltrazioni.
La notte del maltempo e la barca trascinata sulla spiaggia
La situazione è cambiata nella notte tra il 5 e il 6 marzo. Le condizioni del mare sono peggiorate e l’acqua ha iniziato a entrare proprio attraverso quella ferita nella prua. Le onde hanno progressivamente appesantito lo scafo. Con l’aumentare del moto ondoso le cime di ormeggio si sono spezzate e la barca ha iniziato a muoversi senza controllo. In poche ore lo scafo è stato trascinato verso riva, riempiendosi di acqua e sabbia fino ad arenarsi sulla spiaggia del Poetto.
Quella notte a bordo non c’era nessuno. La famiglia aveva scelto di restare a terra proprio perché le previsioni indicavano condizioni difficili. La scena della barca che si allontanava dall’ormeggio è stata osservata da lontano, mentre il mare faceva il resto. Nel giro di circa tre ore quella che era stata una casa galleggiante per anni è diventata uno scafo incagliato sulla spiaggia.
Il Poetto è una delle spiagge più estese del golfo di Cagliari, un litorale sabbioso lungo circa otto chilometri che separa il mare dalle saline di Molentargius. Qui arrivano spesso barche in difficoltà quando vento e correnti spingono verso la costa, soprattutto durante le perturbazioni più intense.
Una casa perduta e l’aiuto della comunità nautica
Per Matias, però, la questione non riguarda solo il recupero di una barca. Quello scafo rappresentava la sua abitazione, il luogo in cui la famiglia viveva stabilmente. Il danno economico è significativo e la rimozione dell’imbarcazione dalla spiaggia richiede operazioni costose e autorizzazioni.
Intorno alla vicenda si è attivata la comunità nautica locale. Amici e conoscenti hanno avviato una raccolta fondi online con l’obiettivo di aiutare la famiglia a recuperare la barca o, se necessario, a trovare una nuova soluzione per tornare a vivere in mare. Per ora Matias e i suoi familiari sono al sicuro, ma si trovano senza quella casa che per anni li ha accompagnati lungo le rotte del Mediterraneo e oltre.
Chi vive a lungo in navigazione sa che il mare può cambiare le cose in poche ore. A volte lo fa durante una tempesta, altre per una serie di eventi che si concatenano nel tempo. Al Poetto è rimasto uno scafo sulla sabbia e la storia di una famiglia che, dopo anni passati a navigare, si ritrova improvvisamente a ricominciare da terra.
Una riflessione sulla sicurezza in rada
A Matias va tutta la nostra solidarietà, ma non possiamo evitare di notare come per molti marinai sarebbe impensabile abbandonare la barca in rada perché il tempo è previsto brutto, soprattutto se si sa che la barca è in una situazione di fragilità.
Quella barca è stata abbandonata a se stessa e il mare se l’è presa. Forse se Matias avesse deciso di rimanere a bordo, o ancora meglio di ricoverare la barca in un marina sin tanto che lo scafo non fosse stato messo in sicurezza, la storia sarebbe finita in modo diverso, tanto più che in questo periodo i prezzi dei marina sono abbordabili anche in Sardegna.
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