
Il 31 gennaio 2026 una nuova pagina si è aggiunta ai libri di navigazione al largo dell’Atlantico: il velista belga Quentin Debois ha portato a termine una traversata in solitario che, almeno nei tempi preliminari, migliora il precedente riferimento per una rotta da est verso ovest tra Europa e Caraibi stabilendo un nuovo record.
Debois, 38 anni, originario di Liège, aveva lasciato Cadice il 6 gennaio a bordo di un Mini 6.50, imbarcazione di poco più di sei metri progettata per affrontare grandi traversate oceaniche. L’intento, dichiarato fin dal momento della partenza, era quello di chiudere la rotta fino a San Salvador, nelle Bahamas, in meno di 30 giorni: un tempo che avrebbe migliorato il primato stabilito nel 2024 dalla spagnola Aina Bauza.
La navigazione e il tempo registrato
Dopo tre settimane di navigazione solitaria, segnate da condizioni meteo variabili, correnti atlantiche e venti di scirocco, Debois ha tagliato la linea di arrivo alle 6:30 UTC di sabato mattina, impiegando 24 giorni, 19 ore e 31 minuti. Il tempo registrato è ora in fase di valutazione ufficiale da parte del World Sailing Speed Record Council, l’organismo che omologa i tempi per queste categorie di prestazioni.
Il percorso e la distanza percorsa
Il percorso seguito da Debois includeva il passaggio obbligato a nord di Gran Canaria, un punto di controllo imposto dal regolamento per questa tipologia di traversata. La distanza totale coperta è stata di circa 3 884 miglia nautiche, equivalenti a oltre 7 200 chilometri sulle rotte oceaniche.
Questa traversata rappresenta per Debois la seconda esperienza transatlantica in solitario; la prima risale al 2023 e gli aveva già dato familiarità con le difficoltà di una rotta lunga e solitaria, su un’imbarcazione in cui gli spazi e il comfort sono ridotti all’essenziale.
Compito cruciale per raggiungere prestazioni di rilievo in mare aperto è stata la preparazione tecnica e strategica. Sebbene la barca sia piccola, ogni elemento dal routing meteorologico alla gestione delle vele, dagli assetti di chiglia e timone alle riserve di acqua e viveri, è stato calibrato con rigore. Il supporto di una squadra a terra, gestendo previsioni e rotte, ha fatto parte integrante della pianificazione, anche se la decisione finale in navigazione spettava al solo Debois.
I progetti futuri
Dopo lo sbarco alle Bahamas, il velista belga ha dichiarato di considerare già un nuovo progetto per la stagione: affrontare la rotta inversa, da ovest verso est, da New York verso la costa inglese con l’obiettivo di migliorare il tempo registrato per quel segmento, attualmente fissato in poco più di 17 giorni.
Nel contesto più ampio delle imprese oceaniche, l’attenzione verso i record di attraversate non è una novità: negli anni diversi navigatori hanno cercato di spingere oltre i limiti delle barche e dei ritmi umani, impostando prestazioni che mescolano capacità marinaresche, tecnologia e gestione psicofisica in un ambiente inospitale come l’Atlantico.
La traversata di Debois offre spunti di riflessione sulla dimensione delle sfide in solitario: dall’importanza della meteo nelle grandi distanze alla gestione delle risorse personali e materiali, passando per la logistica di una squadra che, pur non essendo a bordo, influisce indirettamente sul risultato finale.
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