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giovedì 26 marzo 2026
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Roma per Uno, Due, Tutti: la regata offshore che apre la stagione nel Tirreno

La Roma per Uno, Due, Tutti apre la stagione offshore con 540 miglia nel Tirreno. Una regata tecnica tra solitari, coppie ed equipaggi completi

Un briefing di un edizione passata della Roma x Due, regata sempre molto affollata
Un briefing di un edizione passata della Roma x Due, regata sempre molto affollata
Aladar Aladar Aladar
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La stagione della vela d’altura nel Tirreno si apre ancora una volta con una regata che negli anni ha costruito un’identità precisa, legata più alla prova tecnica e alla navigazione che all’evento in sé. La Roma per Uno, Due, Tutti torna con il suo format consolidato, mantenendo un ruolo centrale nel calendario offshore italiano.

La partenza è fissata come da tradizione dal porto di Riva di Traiano, con una rotta di circa 540 miglia verso Lipari e ritorno. Un percorso che non cambia nella sostanza e che continua a essere scelto per la sua capacità di mettere gli equipaggi di fronte a condizioni variabili, tipiche del Tirreno primaverile.

Una regata costruita sul formato

La particolarità della Roma per Due non è solo nel tracciato, ma nella struttura della partecipazione. Nata nel 1994 come regata in doppio, ha progressivamente aperto a equipaggi completi e alla navigazione in solitario, mantenendo però una coerenza di fondo: essere un banco di prova per la vela offshore.

Questa articolazione permette di vedere in mare barche e approcci molto diversi. Il confronto tra chi naviga da solo, chi in coppia e chi con equipaggi completi restituisce ogni anno una fotografia abbastanza fedele di come sta evolvendo la vela d’altura, soprattutto sul piano della gestione della barca e della strategia.

Il valore tecnico del percorso

Il tratto tra la costa laziale e le Eolie non è mai lineare. Le condizioni meteo di aprile impongono scelte continue, sia sul piano tattico che su quello della resistenza dell’equipaggio. Non è una regata veloce nel senso puro del termine, ma una prova in cui la continuità fa la differenza.

Negli anni, proprio questo tipo di percorso ha attirato classi molto diverse tra loro, dai Mini 6.50 ai Class 40, fino alle barche IRC e ORC, creando una flotta eterogenea ma tecnicamente significativa.

Per alcune classi, in particolare i Mini, la regata rappresenta anche un passaggio importante all’interno del circuito mediterraneo, contribuendo alla formazione di velisti che poi proseguono su programmi oceanici.

Tra sport e territorio

Accanto all’aspetto sportivo, la regata continua a mantenere un legame forte con il territorio di partenza. Riva di Traiano e Civitavecchia restano il centro operativo dell’evento, non solo per la logistica ma anche per le attività a terra, che accompagnano la regata con incontri tecnici e momenti di preparazione.

Negli ultimi anni si è cercato di rafforzare questa dimensione, con iniziative rivolte sia agli equipaggi sia a chi segue la regata da terra. Non è un cambiamento radicale, ma un’evoluzione graduale che affianca la componente sportiva senza modificarne la natura.

Un riferimento stabile nel calendario

La Roma per Uno, Due, Tutti continua a occupare una posizione precisa nel calendario: è una regata di inizio stagione, utilizzata da molti equipaggi per testare barca e assetto in vista di programmi più lunghi.

Non è una regata che cambia ogni anno e proprio questa continuità è uno degli elementi che ne definiscono il ruolo. Più che introdurre novità, mantiene un modello riconoscibile, in cui la difficoltà del percorso e la varietà degli equipaggi restano i punti centrali.

In un panorama offshore che tende a diversificarsi, questa regata rimane una delle poche a conservare una struttura semplice e leggibile, basata sulla navigazione pura e sulla capacità di adattarsi alle condizioni del mare.

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