
Alla RORC Caribbean 600 il mare dei Caraibi ha mostrato ancora una volta le sue due facce: quella della competizione tecnica tra maxi yacht e quella, più dura, delle condizioni che possono cambiare in pochi minuti il destino di una barca.
Partita come sempre da Antigua, la regata di circa 600 miglia attorno alle isole dell’arcipelago ha messo di fronte due noti protagonisti del circuito offshore internazionale: Black Jack 100 e Leopard 3.
Il duello tra Black Jack 100 e Leopard 3 lungo le 600 miglia caraibiche
Il confronto tra i due 100 piedi si è sviluppato lungo tutto il percorso, in un’alternanza di vantaggi costruiti sulle diverse andature e sulle scelte tattiche. Black Jack 100, maxi di progettazione Reichel/Pugh già noto in passato come Alfa Romeo II, ha trovato velocità e continuità soprattutto nelle andature portanti, quando il vento stabile ha permesso di esprimere appieno il potenziale dello scafo leggero e del piano velico generoso.
Leopard 3, progetto Farr, ha risposto con solidità nelle fasi di bolina e nei tratti più impegnativi, sfruttando struttura e potenza per restare sempre a contatto. Il distacco tra le due barche è rimasto contenuto per molte ore, con scambi di posizione legati a salti di vento e alle rotte scelte tra Barbuda, Nevis, Saba e le altre isole che disegnano il percorso.
Alla fine Black Jack 100 ha tagliato per primo il traguardo in tempo reale tra i monoscafi, dopo poco meno di due giorni di navigazione. Un risultato costruito su ritmo costante, manovre pulite e una gestione attenta dei cambi di vento tipici di questa regata.
Il ribaltamento di Cata Sensation e l’intervento in mare
Se il duello tra i maxi ha rappresentato il lato agonistico della RORC 600, un episodio avvenuto nelle prime fasi della regata ha riportato l’attenzione sul tema della sicurezza. Il catamarano TS42 Cata Sensation si è capovolto a nord-ovest di Antigua durante il passaggio di uno squall con raffiche sostenute.
A bordo si trovavano sei persone. L’equipaggio è stato recuperato da un’altra barca in regata, un Class40 che ha interrotto momentaneamente la propria corsa per prestare assistenza. Successivamente sono intervenute anche le autorità locali per coordinare le operazioni nell’area. Non si sono registrate conseguenze gravi per le persone coinvolte, ma l’immagine del multiscafo rovesciato ha ricordato quanto le condizioni nei Caraibi possano cambiare rapidamente.
La presenza di temporali isolati, con raffiche intense e mare irregolare, è una variabile nota in questa competizione. La combinazione tra velocità elevate e fenomeni improvvisi richiede equipaggi preparati e barche in assetto corretto.
Una regata offshore tra performance e gestione del rischio
La RORC Caribbean 600 continua a essere un banco di prova per imbarcazioni e navigatori. Non è soltanto una sfida di velocità, ma una regata oceanica in cui strategia, conoscenza meteo e capacità di adattamento incidono quanto la pura performance.
Il successo di Black Jack 100 in tempo reale tra i monoscafi e il ribaltamento di Cata Sensation raccontano due aspetti della stessa disciplina. Da una parte l’evoluzione tecnica dei maxi yacht, dall’altra la necessità di mantenere sempre alta l’attenzione in mare aperto.
In questo equilibrio tra competizione e sicurezza si gioca il senso della vela offshore: una navigazione che resta sport, ma che non smette mai di essere mare.
© Riproduzione riservata


















