venerdì 23 gennaio 2026
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Vende l’hotel e parte in barca a vela: la nuova vita di Mauro Gregorio a bordo di un Contest 38

Mauro Gregorio, 62 anni, vende l’hotel di famiglia e parte in barca a vela per un giro del mondo. La storia, la rotta e i costi del viaggio.

A destra il riminese Mauro Gregorio, 62 anni. A sinistra lo skipper e marinaio Andrea Baculo
A destra il riminese Mauro Gregorio, 62 anni. A sinistra lo skipper e marinaio Andrea Baculo
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Quando un uomo decide di cambiare rotta fa una scelta che nasce da anni di pensieri accumulati, da un desiderio che cresce lentamente fino a diventare impossibile da ignorare. È quello che è successo a Mauro Gregorio, 62 anni, riminese di lungo corso, che dopo mezzo secolo passato a dirigere l’Hotel King – attività di famiglia sul lungomare dal 1967 – ha scelto di mettere in pausa la vita di terra per dedicarsi a ciò che aveva sempre custodito nel cuore: la vela.

Con lui non c’era solo la voglia di navigare. C’era anche il bisogno di sentirsi vivo, di tornare protagonista di una storia diversa, che andasse oltre la reception, le chiavi delle stanze e le mattine iniziate prima dell’alba. La sua decisione non è stata improvvisata: è stata il frutto di una riflessione profonda. Vendere l’albergo non per rinunciare a una sicurezza, ma per rispondere a un richiamo più forte.

Una barca d’altura anni ’80 per partire davvero

La barca scelta per questa nuova fase è un Contest 38 S ketch, un classico yacht da crociera di poco più di 11 metri, progettato secondo i canoni della barca d’altura degli anni ’80: solida, marina, pensata per affrontare navigazioni lunghe, magari lente, ma in sicurezza. Una barca che, con una spesa contenuta, permette davvero di mettersi in viaggio senza trasformare il sogno in un’impresa fuori portata.

Un Contest uguale a quello acquistato da Mauro Gregorio
Un Contest uguale a quello acquistato da Mauro Gregorio

La partenza e la rotta verso l’Atlantico

La partenza ufficiale del suo giro del mondo è datata 25 settembre 2025. Con un equipaggio composto da quattro amici di Rimini e un velista lombardo esperto, Mauro ha puntato verso l’Africa, fino a Capo Verde, per prepararsi alla grande traversata atlantica seguendo la rotta della ARC (Atlantic Rally for Cruisers).

Una scelta intelligente: affrontare la prima traversata atlantica con il supporto di una grande organizzazione, che aiuta a gestire logistica, sicurezza e preparazione. La rotta dell’Atlantico, quella che vive nell’immaginario di quasi ogni velista, attraversa migliaia di miglia di oceano fino ai Caraibi e mette alla prova esperienza, resistenza e capacità di adattarsi agli umori del mare.

Purtroppo, un imprevisto tecnico ha rallentato la partenza dalle Canarie, che alla fine è avvenuta il 2 dicembre 2025, quando Suahil II – così Mauro ha battezzato la sua barca – ha preso la via degli Alisei.

Oltre 2.200 miglia nautiche di oceano, sedici giorni di navigazione continua, notti sotto cieli sconfinati e quella sensazione unica di essere sospesi tra vento e acqua: questo è stato il primo grande capitolo del viaggio. Arrivare a Grenada, nell’arcipelago dei Caraibi, non è stato solo un punto segnato sulla carta nautica, ma la conferma che la scelta intrapresa era quella giusta.

Non è stato un percorso privo di difficoltà: stanchezza, dubbi e prove mentali, difficoltà a convivere in spazi ristretti con altre persone, fanno parte dell’avventura. Ma proprio il superamento di quei momenti ha portato con sé una gratificazione profonda, quella che arriva quando si capisce di aver fatto davvero qualcosa di importante per sé stessi.

Ora Suahil II naviga tra le isole della Martinica e di Porto Rico, in un mare dai colori difficili perfino da raccontare, dove ogni alba porta con sé l’odore salmastro dell’avventura e ogni tramonto sembra chiudere una storia per aprirne un’altra.

Il piano di Mauro Gregorio non si ferma qui. Un ritorno in Romagna è previsto solo per un matrimonio di famiglia a maggio, poi di nuovo rotta verso sud e verso est, con tappe che abbracciano Canale di Panama, Galapagos, Polinesia, Oceano Indiano e infine il Mediterraneo. Non è solo un giro del mondo: è la riscrittura di un’esistenza. Una vita nuova disegnata con la bussola del desiderio e con la consapevolezza che, per chi lo ama davvero, il mare può diventare casa più di qualunque luogo fermo.

Accanto a Mauro c’è l’esperienza di Andrea Baculo, skipper professionista alla sua terza traversata atlantica, con una filosofia tanto semplice quanto potente: non avere aspettative, procedere passo dopo passo, con gli occhi aperti verso l’avventura. Una visione fatta di rispetto per il mare, attenzione alla sicurezza e disciplina nella navigazione, che ha aiutato a trasformare un sogno in una rotta concreta, tracciata con rigore e passione.

Quanto costa davvero partire per un anno in barca a vela

L’avventura di Mauro dimostra che realizzare un progetto del genere è possibile anche senza fare qualcosa di estremo. Non è necessario essere eroi o super esperti: serve determinazione, preparazione e una scelta chiara. Non è noto quanto Mauro abbia speso per realizzare il suo piano, ma i numeri di chi ha intrapreso viaggi simili aiutano a capire l’ordine di grandezza.

Un Contest 38 oggi si trova sul mercato intorno ai 70–80.000 euro. Considerando un 50% in riparazioni e modifiche per renderla più adatta a un viaggio di mesi, oltre all’armo necessario per partire, si arriva a circa 120.000 euro. Per viaggiare con tranquillità per otto mesi o un anno, si può stimare un budget di 40–50.000 euro, includendo anche eventuali rientri in Italia per gestire pratiche rimaste in sospeso e mantenendo una riserva per gli imprevisti (in alcune zone del mondo, anche un bisogno medico può costare cifre molto alte). Mauro probabilmente ha speso di più perché con lui ha anche un marinaio skipper.

In totale, quindi, si parla di circa 140.000–170.000 euro per partire un anno con l’unica preoccupazione di seguire la rotta giusta. Non è poco, ma è un obiettivo possibile. E regalarsi un viaggio capace di lasciare un segno per tutta la vita, forse, può valerne la pena.

Volendo, si può anche risparmiare scegliendo una barca più piccola o più datata, ma difficilmente l’ordine di spesa scende sotto i 110.000 euro.

La domanda allora diventa inevitabile: si può rinunciare a una bella macchina nuova e a qualche settimana di sci, per permettersi di partire sei o otto mesi e fare il giro del mondo passando per gli stretti?

Mauro lo ha fatto.

Scheda tecnica: Contest 38 S ketch

Modello: Contest 38 S (ketch)
Cantiere: Contest Yachts – Conyplex, Paesi Bassi
Progettista: Dick Zaal
Lunghezza fuori tutto (LOA): 11,36 m circa
Lunghezza al galleggiamento (LWL): ca. 9,09–9,30 m
Larghezza (beam): 3,66 m
Pescaggio: circa 1,95 m
Dislocamento: ca. 8.500–8.748 kg
Ballast: ca. 3.444 kg
Materiale scafo: vetroresina (GRP)
Tipologia di chiglia: fin keel
Tipo di rig: ketch (albero di maestra + albero di mezzana)
Superficie velica: ca. 50 m² (538 ft²)
Motore: diesel Volvo Penta (varianti 36–50 HP a seconda dell’anno/cablaggio)
Cabine/Alloggi: tipicamente 2 cabine + salone con cuccette, zona cucina e servizi interni adatti alla crociera offshore

© Riproduzione riservata

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