
Una collisione con una balena in pieno Pacifico, la barca che comincia rapidamente a imbarcare acqua e quattro velisti costretti ad abbandonarla sulla zattera di salvataggio. È accaduto a circa 250 miglia nautiche a nord di Norfolk Island, dove lo yacht australiano Tai Tam ha lanciato l’allarme nel pomeriggio di sabato 26 settembre. La tempestiva attivazione dell’EPIRB ha permesso ai soccorritori di conoscere rapidamente la posizione dell’equipaggio e organizzare un’operazione che si è conclusa diverse ore più tardi con il recupero di tutti e quattro i velisti.
Secondo il Rescue Coordination Centre di Maritime New Zealand, l’allarme dell’EPIRB è stato ricevuto intorno alle 13:00, ora neozelandese. Tai Tam, yacht battente bandiera australiana indicato dai soccorritori come un 51 piedi, aveva comunicato di aver urtato una balena e stava imbarcando acqua. Il registro navale australiano riporta per l’imbarcazione una lunghezza di 14,98 metri e anno di costruzione 2018.
La situazione ha costretto rapidamente i quattro membri dell’equipaggio ad abbandonare la barca e trasferirsi sulla zattera di salvataggio. Nella zona il mare raggiungeva circa due metri di altezza.
Un P-8A Poseidon individua la zattera
Il Rescue Coordination Centre ha fatto decollare un P-8A Poseidon della Royal New Zealand Air Force, mentre diverse unità che navigavano nella zona sono state deviate verso la posizione indicata dall’EPIRB. L’aereo è riuscito a localizzare i naufraghi e a stabilire comunicazioni radio con loro e con le navi coinvolte nell’operazione.
Il recupero è avvenuto intorno alle 6 del mattino di domenica 27 settembre, quando sul posto è arrivata la Sofrana Surville, nave mercantile lunga 143 metri. I quattro velisti sono stati trasferiti a bordo e risultano tutti in salvo. Nell’operazione sono stati coinvolti anche il centro di coordinamento australiano JRCC Australia, il MRCC di Nouméa e un’altra barca a vela presente nell’area.
L’EPIRB attivato subito
Al di là della dinamica, sulla quale potranno emergere ulteriori dettagli, questo incidente è soprattutto un caso concreto di quanto l’equipaggiamento di sicurezza possa cambiare l’esito di un’emergenza in oceano.
A 250 miglia da Norfolk Island non c’è infatti la possibilità di aspettarsi un soccorso immediato. Una volta abbandonata la barca, quattro persone su una zattera diventano un bersaglio estremamente piccolo in una superficie di mare enorme. In questa situazione conoscere rapidamente la loro posizione è fondamentale.
Ed è proprio questo l’aspetto sottolineato da Mike Clulow, responsabile operativo del Rescue Coordination Centre: secondo il centro neozelandese l’equipaggio ha seguito correttamente le procedure e la precoce attivazione dell’EPIRB è stata determinante per consentire ai soccorsi di raggiungerlo.
Perché l’EPIRB può fare la differenza
È un particolare che merita attenzione anche per chi naviga molto più vicino alle nostre coste. L’EPIRB non impedisce un incidente e non risolve una falla, ma nel momento in cui una barca deve essere abbandonata trasmette ai soccorritori un’informazione essenziale: dove cercare.
Nel caso di Tai Tam, tra la collisione e il recupero sono comunque trascorse molte ore. L’equipaggio aveva però una zattera di salvataggio, un segnale di emergenza attivo e una macchina dei soccorsi che conosceva la sua posizione. Tre elementi che hanno trasformato un incidente potenzialmente molto grave in un salvataggio concluso con tutti i velisti incolumi.
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