
La vela fa davvero paura? Incidenti, sicurezza e dati reali spiegano perché andare in barca a vela è molto meno pericoloso di quanto si pensi.
Rubrica: e-mail al direttore
Leggo con piacere crescente il vostro magazine online ma, tra le tante notizie e gli articoli che pubblicate quotidianamente, mi capita spesso di imbattermi in racconti di naufragi, persone che cadono in mare, barche che prendono fuoco e, ancora, in molti articoli dedicati alla sicurezza: come evitare questo pericolo, come prevenire quell’altro.
Essendo un novizio della vela, leggendo queste cose mi viene spontaneo chiedermi: “Non è che sto facendo una cretinata a pensare di comprare una barca, se poi la vela è così pericolosa?”. È una domanda che giro a lei.
Edoardo C.
Grazie per la sua e-mail e la rassicuro subito: no, andare in barca non è affatto pericoloso. Anzi, statisticamente parlando, è una delle attività più sicure che si possano praticare d’estate, sotto molti punti di vista.
Gli incidenti gravi che coinvolgono barche a vela ogni anno sono pochi, e quelli con esiti mortali sono pochissimi. Con “pochissimi” intendiamo che difficilmente si superano i dieci casi l’anno.
Questo accade perché il velista medio è una persona attenta e consapevole del fatto che non si può navigare senza prestare attenzione a determinati aspetti. Del resto, lo stesso vale per l’auto: imboccare un’autostrada contromano è evidentemente pericoloso, così come decidere di uscire dal porto con una forza otto in corso.
Per guidare in sicurezza ha dovuto imparare molte cose, e molte altre le ha apprese con l’esperienza. Lo stesso vale per la barca: per andare a vela in sicurezza è necessario conoscere alcune nozioni di base.
Non si può salire a bordo senza preparazione e partire. Bisogna sapere cosa sono i terzaroli, capire cosa succede quando la barca sbanda, conoscere cos’è un EPIRB o un AIS. Non perché ci si troverà necessariamente a usarli, ma perché esiste la possibilità che un giorno servano.
È lo stesso principio che vale per l’auto, dove molte persone tengono un piccolo estintore: non perché siano certe che la macchina prenderà fuoco, ma perché, nell’eventualità, avranno qualcosa con cui spegnere un principio d’incendio.
La vela non è pericolosa, almeno non lo è nel Mediterraneo nei periodi in cui normalmente naviga il diportista medio. Lo conferma anche il fatto che la maggior parte delle notizie su vittime e naufragi riguarda eventi avvenuti fuori dal Mediterraneo.
Può acquistare la sua barca con tranquillità e godersi la vela. Non c’è vacanza più bella di quella fatta in barca a vela.
Maurizio Anzillotti
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