
Dalla Vendée Globe alla The Ocean Race, dalla Golden Globe alla Clipper: caratteristiche, differenze e rischi delle grandi regate intorno al mondo
Fare il giro del mondo in barca a vela non è solo una competizione sportiva. È una prova psicologica, tecnica e fisica che mette a confronto l’uomo con gli oceani del Sud, le depressioni che nascono senza ostacoli e onde che possono superare i dieci metri.
Ogni regata intorno al mondo ha una propria identità: c’è quella tecnologica e velocissima, quella “vintage” senza GPS, quella a squadre, quella aperta anche agli amatori. Cambia il formato, ma resta una costante: il rischio non è mai teorico.
Le principali regate intorno al mondo: caratteristiche e differenze

Vendée Globe: l’Everest dei mari
È la regata simbolo della vela oceanica moderna. Solitario, senza scalo, senza assistenza. Partenza e arrivo a Les Sables-d’Olonne ogni quattro anni. È probabilmente l’avventura sportiva più dura che un uomo possa affrontare, paragonabile solo alle scalate delle vette più impegnative.
L’ultima edizione (2024-2025) è stata vinta da Charlie Dalin, che ha completato il giro del mondo in poco più di 64 giorni, stabilendo un nuovo riferimento in termini di velocità media su un IMOCA con foil. La prossima edizione è prevista nel 2028.
È una regata dove la componente tecnologica è molto importante, si consideri che il primo Vendée Globe fu chiuso in 109 giorni; nel 2013 Françoise Gabart ci mise 78 giorni e Dalin solo 64 giorni. Questo dà un’idea chiara dell’evolversi di queste barche e dei loro skipper.
Il Vendée Globe è considerato una delle competizioni sportive più dure al mondo. Nel corso delle edizioni non sono mancati disalberamenti, collisioni con oggetti galleggianti e scafi capovolti. Nel 2008 Jean Le Cam rimase intrappolato nello scafo rovesciato e fu salvato in mare aperto.
Oggi la tecnologia ha aumentato la sicurezza, ma le velocità elevate e il passaggio nei tre grandi capi – Buona Speranza, Leeuwin e Horn – mantengono altissimo il livello di rischio.
Il Vendée Globe è anche la regata più romantica tra tutte, gli skipper si considerano cavalieri del mare e rispettano scrupolosamente un loro codice d’onore che impone di fermarsi a soccorrere un compagno anche se si sta per vincere la competizione.

The Ocean Race: la sfida collettiva
Nata nel 1973 come Whitbread Round the World Race, è la grande circumnavigazione a tappe con equipaggio. Questa nel 2001 cambiò nome e divenne Volvo Ocean Race sino al 2018, quando divenne The Ocean Race.
L’ultima edizione completata (2023) è stata vinta da 11th Hour Racing Team. La prossima è prevista nel 2027.
Qui la pressione è diversa: si naviga in gruppo, ma a velocità molto elevate. Alla The Ocean Race partecipano due tipi di barche, gli IMOCA che abbiamo già visto nel Vendée Globe e i VOR 65, eredità della Volvo Ocean Race. Entrambe sono barche con equipaggio e sono considerate barche estreme, progettate per essere leggere e performanti più che confortevoli. Turni di poche ore, coperta sempre bagnata, freddo costante nell’Oceano del Sud.
Il rischio è alto, ma condiviso. La presenza di più persone a bordo aumenta la capacità di intervento in caso di avaria. Tuttavia, la storia della regata è segnata da incidenti gravi e anche da vittime nelle prime edizioni.

Golden Globe Race: come nel 1968
Niente GPS, niente routing meteo sofisticato, solo strumenti tradizionali e navigazione astronomica con barche tra i 32 e i 36 piedi costruite prima del 1988.
L’ultima edizione (2022-2023) è stata vinta da Kirsten Neuschäfer, prima donna a vincere una circumnavigazione in solitario senza scalo. La prossima è prevista nel 2026.
Le barche sono molto più lente rispetto agli IMOCA moderni, ma questo non significa che la regata sia più sicura. Al contrario, la lentezza espone più a lungo alle tempeste australi. Inoltre, l’errore umano nella navigazione può avere conseguenze importanti.
Il rischio è meno legato alla velocità e più alla gestione autonoma e tradizionale della navigazione oceanica.
La Golden Globe Race, come altre regate nate sulla sua scia, ha lo scopo di permettere anche a skipper che non hanno budget milionari di impegnarsi in un giro del mondo in regata. Il budget necessario per una Golden Globe Race è calcolato intorno ai 100.000/200.000 euro, inclusa la barca, contro i 5/9 milioni di euro necessari per un Vendée Globe e ancora di più per una The Ocean Race.

Global Solo Challenge: la formula inclusiva
È una circumnavigazione recente, con partenze scaglionate e diverse classi ammesse. La prima edizione (2023-2024) è stata vinta da Philippe Delamare. La prossima è prevista nel 2027.
Accetta barche molto diverse tra loro, dagli IMOCA ai Class40. Questo rende il livello tecnico eterogeneo, ma la rotta resta quella classica dei grandi oceani australi.
Il rischio è elevato, perché si tratta comunque di una regata in solitario e senza scalo. Anche questa è una regata che può essere fatta con un budget relativamente basso. Un Class40 non di ultima generazione può pensare di partecipare con un budget di 300.000 euro.

Clipper Round the World Yacht Race: il giro del mondo per non professionisti
È una regata a tappe con equipaggi misti, in cui partecipano velisti non professionisti selezionati e formati prima della partenza; con loro partono due professionisti.
L’edizione 2023–2024 è stata vinta dal team Ha Long Bay, Viet Nam. La successiva edizione 2025–2026 è partita nell’estate 2025 dal Regno Unito ed è attualmente in corso.
Le barche sono identiche e molto robuste, con skipper professionisti a bordo. Questo standardizza il livello tecnico e riduce alcune variabili, ma la navigazione oceanica resta impegnativa. Anche qui in passato non sono mancati incidenti gravi.

Barcelona World Race: il giro del mondo in due
Regata in doppio, senza scalo, con IMOCA 60.
L’ultima edizione (2014-2015) è stata vinta da Bernard Stamm e Jean Le Cam. Attualmente non è in calendario una nuova edizione.
Navigare in due significa dividere i turni e le responsabilità, ma anche ridurre il margine di errore rispetto a un equipaggio completo. È una formula che combina solitudine e collaborazione.
Rischi, differenze e motivazioni
Qual è la più pericolosa?
In termini generali, le regate in solitario e senza scalo sono considerate le più rischiose: Vendée Globe, Golden Globe e Global Solo Challenge.
La Vendée Globe è probabilmente la più estrema dal punto di vista tecnologico e della velocità. La Golden Globe lo è sotto il profilo umano e tradizionale. The Ocean Race presenta un rischio più legato alla velocità e alla navigazione collettiva su barche molto performanti. La Clipper è più accessibile, ma resta una vera circumnavigazione oceanica.
Tutte condividono un elemento: il passaggio nei grandi oceani australi, dove le distanze dai soccorsi sono enormi e le condizioni meteo possono diventare rapidamente critiche.
Perché continuano a farle?
Perché il giro del mondo a vela resta una delle ultime grandi avventure contemporanee.
Nonostante satelliti, tracker e comunicazioni continue, quando una barca scende sotto i 40° Sud entra ancora in una dimensione isolata, dove conta la preparazione, la capacità di resistere e la lucidità nelle decisioni.
Ed è proprio questa combinazione di tecnologia avanzata, vulnerabilità umana e confronto con l’oceano che rende le regate intorno al mondo non solo competizioni sportive, ma espressioni moderne dell’esplorazione.
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