Consumi del motore in barca: come calcolare il dato teorico, quanto incidono carena, mare, giri ed elica nella navigazione reale.
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Quanto consuma davvero il motore di una barca? La domanda è importante, il consumo del motore è un dato fondamentale per lo skipper perché gli permette di calcolare la sua autonomia nel caso dovesse navigare a motore.
La risposta a questa domanda, per quanto si cerchi un numero preciso, parte sempre da una stima teorica. È da lì che ogni armatore comincia, prima di adattare il dato alla propria barca, al proprio modo di navigare e alle condizioni del mare.
Come si calcola il consumo teorico
Il consumo teorico è il punto di riferimento. Non è il valore reale che si leggerà a fine giornata, ma quello che permette di capire se si sta navigando in modo efficiente oppure no.
Per arrivarci non servono strumenti complessi, ma è fondamentale sapere dove guardare. Ogni motore ha un consumo specifico, espresso in grammi per cavallo per ora, e una potenza effettivamente utilizzata a un certo regime di giri. Questi due dati, combinati, permettono di costruire u
o è semplice: si moltiplica la potenza richiesta dal motore per il consumo specifico, ottenendo il consumo orario in grammi. Il valore va poi convertito in litri dividendo per la densità del gasolio, circa 0,84 kg per litro. Facendo un esempio concreto, tipico per un motore entrobordo su una barca a vela tra i 35 e i 45 piedi, a un regime di crociera intorno ai 2800–3000 giri si utilizzano circa 15–20 cavalli reali di quelli che si hanno a disposizione, con un consumo specifico medio tra 190 e 220 g/CVh. Il risultato porta a un consumo teorico compreso tra 3,5 e 5 litri l’ora. Quanto incidono mare, carena e regime Questo numero, però, non è mai quello che si ritrova realmente in navigazione. È una base di partenza. Ed è qui che entra in gioco l’esperienza del marinaio, che conosce la sua barca e il mare e sa leggere gli scostamenti. Una carena sporca da un anno, ad esempio, incide in modo evidente. Non si tratta di una variazione marginale: i consumi possono aumentare tra il 15% e il 30%. La barca oppone più resistenza all’acqua, il motore lavora sotto sforzo e, per mantenere la stessa velocità, si è costretti ad aumentare i giri. Il mare amplifica ulteriormente il fenomeno. N
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