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giovedì 28 maggio 2026
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Giorgio Armani Superyacht Regatta: a Porto Cervo la vela dei grandi yacht

A Porto Cervo la Giorgio Armani Superyacht Regatta apre la stagione dei superyacht a vela con vento, partenze scaglionate e tecnica.

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La Giorgio Armani Superyacht Regatta si è aperta a Porto Cervo con una prima giornata ideale per navigare e regatare. Il 27 maggio 2026, nelle acque della Costa Smeralda, la flotta dei superyacht a vela è uscita in mare con un maestrale stabile intorno ai 14 nodi, una condizione perfetta per mettere in movimento barche grandi e complesse, ma anche per mostrare quanto sia particolare il mondo delle regate riservate agli yacht di grandi dimensioni.

La partenza è avvenuta alle 12.05 con Nostromo, il 100 piedi disegnato da Dubois, prima barca a tagliare la linea nel sistema di partenza scaglionata. In questo tipo di regata, infatti, i superyacht non partono tutti insieme come accade nelle classi più tradizionali, ma vengono fatti partire a intervalli prestabiliti. Nel caso della prima giornata di Porto Cervo, ogni barca è partita a distanza di due minuti dall’altra, secondo una sequenza studiata per tenere conto delle dimensioni, del rating e delle prestazioni.

Perché i superyacht partono in modo scaglionato

È uno degli aspetti più interessanti di queste regate. Quando si parla di superyacht a vela, il pubblico tende spesso a immaginare soprattutto lusso, ospiti, eventi a terra e grandi nomi. Tutto questo fa parte del contesto, ma in mare la questione è molto più tecnica. Far regatare yacht di 30, 40 o 50 metri non è come far partire una flotta di monotipi. Le barche hanno inerzie enormi, spazi di manovra diversi, velocità differenti e attrezzature che richiedono equipaggi numerosi e molto preparati.

Per questo il sistema della partenza scaglionata non è un dettaglio organizzativo, ma una scelta centrale. Serve a rendere la regata più sicura, ma anche più leggibile e più equilibrata. Le barche più lente partono prima, quelle più veloci inseguono. Nel corso della prova, quando gli yacht più performanti recuperano terreno, la flotta si ricompatta e le manovre diventano uno dei momenti più delicati della giornata.

Un percorso di 28 miglia tra le isole della Maddalena

Il Comitato di Regata dello Yacht Club Costa Smeralda ha scelto per la prima prova un percorso di 28 miglia per entrambe le flotte, Blue e White, attraverso le isole dell’Arcipelago della Maddalena. Dopo la partenza, i superyacht hanno navigato nel Passo delle Bisce, lasciando la secca di Tre Monti a dritta, per poi dirigersi verso l’Isola dei Monaci. Da lì la flotta ha proseguito verso sud con i gennaker issati, girando l’isola di Soffi prima di tagliare il traguardo davanti a Porto Cervo.

È un campo di regata che sembra disegnato per questo tipo di barche. La Costa Smeralda offre scenario, vento, passaggi tecnici e spazi sufficienti per far correre yacht molto grandi senza trasformare la prova in una semplice navigazione panoramica. Tra le isole, ogni scelta pesa: l’angolo del vento, la pressione, la gestione delle vele portanti, la distanza dalle zone di basso fondale, la necessità di preparare le manovre con largo anticipo.

La regata dei superyacht a vela vive proprio su questo equilibrio. Da una parte c’è il fascino evidente di barche costruite per armatori esigenti, spesso nate per lunghe navigazioni e per la crociera di alto livello. Dall’altra c’è una componente sportiva reale, che richiede tattici, randisti, prodieri, trimmer e comandanti capaci di lavorare su mezzi molto diversi da quelli delle regate tradizionali. Su una barca di queste dimensioni, ogni manovra è più lenta da avviare e può diventare difficile da correggere se viene impostata male.

La regata che apre la stagione mediterranea dei superyacht

La Giorgio Armani Superyacht Regatta, organizzata dallo Yacht Club Costa Smeralda con il title sponsor Giorgio Armani, apre la stagione mediterranea dei superyacht a vela. L’edizione 2026 si svolge dal 26 al 30 maggio e riunisce a Porto Cervo 17 superyacht. All’interno dell’evento è presente anche il 20° Southern Wind Rendezvous, dedicato agli armatori del cantiere Southern Wind, con uscite in mare e navigazioni tra le isole.

La flotta della regata è stata divisa nelle classi Blue e White secondo il sistema ORCsy, il rating specifico per i superyacht. Alcune barche partecipano anche alla Corinthian Division, pensata per armatori che vogliono mantenere un’impostazione più vicina alla crociera, con un numero ridotto di vele e una configurazione meno esasperata rispetto a quella da regata pura. Anche questo è un dato importante, perché racconta una delle anime del settore: non tutti gli armatori vogliono trasformare il proprio yacht in una macchina da competizione, ma molti desiderano vivere la vela sportiva senza snaturare la barca.

La prima giornata di Porto Cervo ha quindi mostrato bene la natura di questo evento. Non è soltanto una vetrina del lusso nautico e non è nemmeno una regata paragonabile a quelle dei circuiti più agonistici. È un punto d’incontro tra armatori, cantieri, equipaggi professionali e cultura della navigazione a vela. Un mondo nel quale l’immagine conta, ma dove in mare la differenza la fanno ancora il vento, le vele, le manovre e la capacità di portare barche enormi con precisione.

In un periodo in cui la vela cerca sempre più visibilità, le regate dei superyacht rappresentano una parte particolare ma significativa del racconto. Sono eventi che attirano sponsor, cantieri, ospiti internazionali e attenzione mediatica, ma conservano un contenuto tecnico spesso sottovalutato. Vedere questi yacht navigare tra le isole della Maddalena non significa soltanto osservare oggetti di grande valore economico. Significa vedere barche a vela impegnate in un esercizio complesso, dove dimensioni, sicurezza e competizione devono restare in equilibrio.

La prima giornata della Giorgio Armani Superyacht Regatta lo ha dimostrato con chiarezza. Con vento giusto, percorso tecnico e partenze studiate, anche il mondo dei superyacht può raccontare una vela vera, diversa da quella delle classi olimpiche o dei grandi oceani, ma non per questo meno interessante. A Porto Cervo, dietro la cornice elegante della Costa Smeralda, il centro della scena resta il mare.

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