
Laveno Mombello, sulla sponda lombarda del Lago Maggiore, ospiterà dal 1° ottobre 2026 una Scuola di Maestri d’Ascia dedicata alla formazione di nuovi carpentieri navali. Il progetto, presentato dalla Fondazione Officine dell’Acqua come un percorso unico in Italia, durerà tre anni e alternerà lavoro in cantiere, lezioni teoriche ed esperienze presso imprese, musei e realtà nautiche di altre regioni.
Un maestro d’ascia 2.0
La notizia riguarda un mestiere che non appartiene soltanto alla memoria delle barche in legno. Il maestro d’ascia costruisce, ripara e restaura gli scafi, ne interpreta le forme e le strutture, sceglie i materiali e interviene su imbarcazioni nelle quali ogni elemento deve tornare a lavorare insieme. È un sapere tecnico che si acquisisce soprattutto osservando, provando e correggendo e che oggi rischia di restringersi insieme al numero dei cantieri tradizionali e degli artigiani disponibili a trasmetterlo.
L’obiettivo dichiarato dalla Fondazione è formare un “maestro d’ascia 2.0”: una figura capace di rispettare le tecniche storiche senza restare separata dalla nautica contemporanea. Gli allievi lavoreranno su imbarcazioni reali e affronteranno costruzione navale in legno, geometria dello scafo, tracciamento, manutenzione e restauro conservativo, insieme a sicurezza, organizzazione del lavoro e normativa.
La parte didattica sarà sviluppata con il Dipartimento di Architettura e Design dell’Università di Genova, che collabora da anni con le Officine dell’Acqua nello studio e nella tutela delle barche storiche. Già nel 2022 oltre trenta studenti del corso di laurea magistrale in Design Navale e Nautico avevano lavorato a Laveno su alcune imbarcazioni tradizionali del lago. La nuova scuola trasforma quindi una collaborazione già avviata in un percorso professionale strutturato.
La nuova sede della scuola in un ex edificio abbandonato
La sede nascerà in un luogo recuperato alla città: l’ex deposito dei pullman di via Labiena, rimasto inutilizzato per anni e trasformato dalla Fondazione in rimessaggio e cantiere didattico. Il progetto amplia il lavoro delle Officine dell’Acqua, nate dalla rigenerazione degli antichi magazzini del porto di Laveno e diventate museo, laboratorio e punto d’incontro per la cultura delle vie d’acqua.
Il percorso richiederà un impegno di 35 ore settimanali, dal mercoledì mattina alla domenica mattina, per dieci mesi all’anno. La formazione è gratuita, ma è previsto il versamento di una cauzione di 5.000 euro, che sarà restituita al conseguimento dell’esame finale. Vitto e alloggio resteranno invece a carico dei partecipanti. È un dettaglio importante per chi valuterà una scelta che non è un semplice corso, ma un impegno professionale lungo tre anni.
Attorno alla scuola si è formata una rete che comprende, oltre all’Università di Genova, la Federazione Italiana Barche Storiche, Confartigianato Varese, la Camera di Commercio di Varese, cantieri, associazioni e musei. Il sostegno è arrivato anche dal Rotary Club Sesto Calende-Angera e da altri club del Distretto attraverso un Global Grant internazionale. L’idea è che la tutela di un mestiere possa produrre anche lavoro, collegando restauro, cantieristica, turismo e patrimonio nautico.
Candidature aperte fino al 1° settembre
Le candidature resteranno aperte fino al 1° settembre 2026. Possono presentarsi aspiranti maggiorenni in possesso dei requisiti previsti per il percorso e per il successivo esame professionale. Dopo una prima valutazione, i candidati ritenuti idonei saranno convocati per un colloquio conoscitivo e motivazionale. In gioco non c’è soltanto la conservazione delle barche del passato, ma la possibilità di consegnare alla nautica di domani persone capaci di comprenderle e continuare a farle navigare.
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