
Un incendio scoppiato a bordo di uno yacht di 16 metri ha costretto due adulti e un ragazzo di 11 anni ad abbandonare l’imbarcazione nelle acque tra Capo Ceraso e l’isola di Tavolara, in Sardegna. I tre occupanti, tutti italiani, sono riusciti a mettersi in salvo prima che le fiamme avvolgessero completamente la barca. Nessuno di loro è rimasto ferito.
L’incendio del Bluegame BG54 davanti a Tavolara
L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di mercoledì 8 luglio, nella zona della Secca dei Topi, lungo uno dei tratti di mare più frequentati della Sardegna nord-orientale durante la stagione estiva. La barca coinvolta era un Bluegame BG54, yacht a motore lungo 16,57 metri che, secondo le specifiche del cantiere, può imbarcare fino a 1.800 litri di carburante.
Quando l’incendio si è sviluppato, le persone a bordo hanno avuto il tempo di lasciare lo yacht e gettarsi in acqua. Sono state recuperate da un’altra imbarcazione presente nella zona e successivamente affidate ai soccorritori. Una volta raggiunta la terraferma sono state visitate dal personale sanitario: erano scosse per quanto accaduto, ma in buone condizioni.
Una colonna di fumo nero, visibile anche dalla costa, ha segnalato immediatamente la gravità dell’emergenza. Sul posto sono intervenute le motovedette CP 894 e CP 726 della Guardia Costiera di Olbia. A bordo di una delle unità sono stati trasportati anche i Vigili del fuoco, impegnati insieme a un rimorchiatore nel tentativo di contenere il rogo.
Le fiamme, però, avevano già interessato gran parte dell’imbarcazione. Il Bluegame è stato completamente distrutto ed è successivamente affondato a circa un miglio dalla costa, fermandosi su un fondale profondo una ventina di metri.
Le ipotesi sulle cause dell’incendio
Le cause dell’incendio non sono ancora state accertate. Una prima ricostruzione indica la possibilità che lo yacht abbia urtato una secca e che il rogo si sia sviluppato subito dopo l’impatto. Un’altra ipotesi riguarda invece un guasto all’impianto elettrico. Saranno gli accertamenti tecnici disposti dalle autorità marittime a stabilire l’origine delle fiamme e la sequenza esatta degli eventi.
I controlli ambientali dopo l’affondamento
Dopo l’affondamento sono state attivate anche le procedure previste per la tutela dell’ambiente marino. La Guardia Costiera ha disposto il controllo dell’area e l’intervento di un mezzo specializzato nella prevenzione dell’inquinamento, per verificare eventuali fuoriuscite di carburante o altri liquidi dal relitto.
La zona dell’incidente si trova vicino all’Area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, un tratto di costa caratterizzato da fondali, secche e passaggi che richiedono attenzione anche in condizioni di mare favorevoli. Il relitto rimane ora sul fondo mentre proseguono le verifiche sulle cause dell’incendio e sulle misure necessarie per evitare conseguenze ambientali.
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