
A Marina di Campo, nel Comune di Campo nell’Elba, si sono concluse le procedure per il rilascio di due concessioni demaniali destinate all’installazione di nuovi campi boe. La notizia riguarda uno dei punti più frequentati della costa sud dell’Isola d’Elba e interessa da vicino i diportisti che, durante la stagione estiva, cercano un ormeggio ordinato e sicuro in una zona molto richiesta.
I posti barca disponibili saranno complessivamente 136. Secondo quanto comunicato dal Comune e riportato dalla stampa locale, 40 saranno collocati nella zona della Foce, mentre 96 saranno sistemati nell’area antistante il Club del Mare, esternamente all’area portuale. È un intervento che punta a dare una risposta concreta alla pressione estiva sulla rada di Marina di Campo, dove il traffico nautico cresce nei mesi centrali della stagione.
Marina di Campo e i nuovi posti barca
Marina di Campo è uno degli approdi più noti dell’Elba. Il porto si affaccia sull’omonima spiaggia ed è situato nell’angolo nord-occidentale del golfo, in una posizione comoda per chi naviga lungo la costa meridionale dell’isola. Il sito del porto indica circa 150 posti barca nel porticciolo, divisi tra residenti, attività commerciali e diportisti, con possibilità di accogliere imbarcazioni fino a 25 metri. I nuovi campi boe aggiungono quindi una capacità importante fuori dall’area strettamente portuale.
La scelta dei campi boe non è solo una questione di numeri. In molte località turistiche, soprattutto dove baie e fondali sono sottoposti a forte pressione, l’ormeggio organizzato su boa permette di ridurre l’ancoraggio libero e di gestire meglio la presenza delle barche. Per il diportista significa avere un punto di ormeggio definito; per il territorio significa contenere il disordine in rada e limitare l’impatto degli ancoraggi ripetuti.
Forse proprio la volontà di contenere il disordine in rada si scontra con l’anima della vela. Vedere queste barche messe l’una dopo l’altra, con esasperante simmetria che ricorda gli ombrelloni degli stabilimenti balneari, è voler obbligare qualcosa che nasce per essere libero in un’organizzazione che ha poco di naturale.
Campi boe, ordine e libertà della rada
Probabilmente chi progetta questi campi boe dovrebbe ricorrere più spesso a una delle migliori doti dell’essere umano, la creatività, per creare campi che somiglino il più possibile a una situazione naturale di barche in rada e non a uno scacchiere da riempire con pezzi di vetroresina, senza che ci sia neanche lo spazio per fare un bagno.
Nel caso di Marina di Campo, la distribuzione dei posti tra la Foce e la zona del Club del Mare conferma la volontà di organizzare due aree distinte, alleggerendo la pressione sul porto e sulla rada. Il dato dei 136 posti è significativo, perché arriva in una località dove la domanda di ormeggio stagionale è alta e dove, negli anni scorsi, il tema delle concessioni e della gestione dei punti di ancoraggio aveva già generato attese e richieste di chiarimento da parte degli operatori.
Per chi naviga, la notizia va letta anche in chiave pratica. I campi boe sono una soluzione diversa dal porto: non offrono gli stessi servizi di una banchina, ma permettono di fermarsi in rada con un ormeggio predisposto e con regole definite e, soprattutto, permettono di scendere a terra anche allo skipper che diversamente dovrebbe rimanere a bordo a far da guardia alla barca. Restano quindi fondamentali le informazioni aggiornate su gestione, prenotazioni, dimensioni ammesse, assistenza e modalità di utilizzo.
Una gestione più ordinata della nautica turistica
L’intervento di Marina di Campo si inserisce in una tendenza più ampia della nautica turistica: non basta aumentare i posti barca nei porti, spesso difficili da realizzare e costosi. Serve anche organizzare meglio gli specchi acquei esistenti, soprattutto nelle località dove il diporto stagionale è forte e dove l’equilibrio tra turismo, ambiente e residenti è delicato.
Per l’Elba, che vive molto del suo rapporto con il mare, la gestione delle rade è uno dei temi centrali dei prossimi anni. I campi boe possono diventare uno strumento utile, a condizione che siano regolati con chiarezza, gestiti con efficienza e inseriti in una visione più ampia della fruizione della costa, senza però cercare di incasellare un diporto che per sua natura vuole essere libero.
Marina di Campo, con queste due concessioni, aggiunge 136 posti barca in un’area strategica della costa sud. Per i diportisti è una possibilità in più. Per il territorio è una prova di organizzazione: trasformare la forte domanda di mare in un sistema più ordinato, più sicuro e più rispettoso della rada.
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