
The Ocean Race Atlantic 2026 partirà da New York il 1° settembre e porterà la flotta IMOCA fino a Lorient, in Bretagna, con arrivo previsto intorno al 9 settembre.
Sarà una transatlantica veloce, con equipaggi completi e una formula pensata per unire regata oceanica, inclusione e raccolta di dati ambientali.
Una transatlantica per la flotta IMOCA
La nuova prova nasce come evento autonomo nel calendario di The Ocean Race e segna un passaggio importante per la classe IMOCA. Non sarà una tappa del giro del mondo, ma una regata punto a punto, da ovest verso est, attraverso l’Atlantico.
Una rotta breve rispetto alle grandi circumnavigazioni, ma intensa, perché concentra in pochi giorni tutte le difficoltà della navigazione oceanica: partenza tecnica, scelta della rotta, gestione dei sistemi di bordo, velocità degli IMOCA con foil e capacità dell’equipaggio di mantenere alte le prestazioni senza perdere lucidità.
Il formato è uno degli elementi più significativi. Ogni barca avrà a bordo quattro velisti, due donne e due uomini, più un on board reporter.
La regola del 50/50 rende la composizione degli equipaggi parte centrale dell’evento e introduce un criterio obbligatorio di equilibrio tra uomini e donne. Per la vela oceanica professionistica è un passaggio concreto, perché non si limita a promuovere la partecipazione femminile, ma la inserisce direttamente nella struttura sportiva della regata.
Da New York a Lorient
La partenza da New York darà alla corsa una forte visibilità internazionale. La città ospiterà anche gli Speed Runs del 28 e 29 agosto, prima dello start ufficiale.
Poi la flotta lascerà la costa americana per attraversare l’Atlantico e arrivare a Lorient, uno dei centri più importanti della vela oceanica mondiale, dove hanno sede team, skipper, cantieri specializzati, progettisti e aziende legate alle regate offshore.
Dal punto di vista sportivo, The Ocean Race Atlantic sarà anche un banco di prova per molti team in vista della prossima edizione del giro del mondo, prevista nel 2027.
Gli IMOCA sono barche complesse, nate per navigare a velocità elevate in condizioni dure, e una transatlantica in equipaggio permette di verificare affidabilità, assetti, turni, comunicazione interna e capacità di spingere la barca in modo costante.
Sport, oceano e dati ambientali
Accanto alla parte agonistica, resta centrale il programma Racing for the Ocean. Durante la traversata, i team contribuiranno alla raccolta di dati utili alla conoscenza dello stato dell’oceano.
È un aspetto ormai strutturale di The Ocean Race, che usa le barche come piattaforme in movimento per osservare il mare in zone difficili da monitorare con continuità.
Il valore della regata, quindi, non sta solo nell’arrivo o nella classifica. The Ocean Race Atlantic 2026 sarà una corsa breve e concentrata, ma costruita su più livelli: sport, tecnologia, sostenibilità, comunicazione e cultura del mare.
Per il pubblico sarà l’occasione di vedere gli IMOCA in una prova ad alta intensità. Per i team sarà un test reale in Atlantico. Per la vela, sarà un nuovo formato che prova a portare la regata oceanica verso una dimensione più aperta, più visibile e più legata ai temi ambientali.
La rotta New York-Lorient ha anche un valore simbolico. Collega una metropoli affacciata sull’Atlantico a una città che vive di vela oceanica e che da anni è uno dei luoghi dove si costruisce il futuro delle regate d’altura.
In mezzo ci sarà l’oceano, con le sue scelte, i suoi rischi e la sua capacità di riportare ogni progetto alla realtà del mare.
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