sabato 4 luglio 2026
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Fountaine Pajot, cambio al vertice: girandola di incarichi nel gruppo francese

Fountaine Pajot prepara il passaggio di consegne: Nicolas Gardies lascerà la guida nel 2027 mentre il gruppo riorganizza il management.

Da sinistra, Nicolas Gardies, Mathieu Fountaine, Stéven Guedeu e Romain Motteau: i protagonisti della nuova organizzazione di Fountaine Pajot Group, il gruppo francese specializzato nei catamarani da crociera che prepara il passaggio di consegne vers
Da sinistra, Nicolas Gardies, Mathieu Fountaine, Stéven Guedeu e Romain Motteau: i protagonisti della nuova organizzazione di Fountaine Pajot Group, il gruppo francese specializzato nei catamarani da crociera che prepara il passaggio di consegne vers
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Fountaine Pajot prepara il passaggio di consegne: Nicolas Gardies, amministratore delegato del gruppo francese, lascerà progressivamente la guida dell’azienda in vista del pensionamento previsto nel 2027. La decisione arriva in un momento delicato per il mercato nautico, segnato da una domanda meno vivace rispetto agli anni immediatamente precedenti, ma anche mentre il cantiere si avvicina al suo cinquantesimo anniversario e riorganizza la propria struttura per affrontare una nuova fase di sviluppo.

Per il mondo della vela, la notizia non riguarda soltanto un cambio al vertice. Fountaine Pajot è uno dei nomi centrali nella produzione di catamarani da crociera e, attraverso il gruppo, controlla anche Dufour, marchio storico dei monoscafi francesi. Le scelte di governance di un cantiere di queste dimensioni hanno quindi un peso che va oltre i confini aziendali, perché incidono su prodotto, rete commerciale, innovazione e rapporto con armatori e charter.

La transizione dopo la guida di Nicolas Gardies

Gardies ha accompagnato la crescita del gruppo dal 2014, in una fase nella quale i catamarani hanno conquistato una posizione sempre più solida nel mercato della crociera. Il suo addio non sarà immediato, ma rientra in una transizione programmata. Il consiglio di amministrazione ha affidato a Mathieu Fountaine, già direttore generale delegato, il compito di seguire questa nuova fase organizzativa e garantire continuità alla strategia di lungo periodo.

Accanto a lui entra in una posizione più ampia anche Stéven Guedeu, nominato direttore generale delegato del gruppo con responsabilità su vendite e marketing. Guedeu lavora in Fountaine Pajot dal 2011 e ha contribuito allo sviluppo commerciale dei marchi Fountaine Pajot e Dufour, in particolare sui mercati internazionali. È un segnale chiaro: in una fase in cui il mercato torna a ritmi più selettivi, la relazione con concessionari, armatori e clienti diventa una leva decisiva.

L’avanzamento di Stéven Guedeu si rifletterà anche sull’Italia, sulla figura di Domenico Furci, responsabile Italia del gruppo, da sempre molto vicino a Stéven Guedeu, che con tutta probabilità acquisirà maggiore influenza, cosa che è probabile non tutta la rete vendita italiana apprezzerà particolarmente.

Nel nuovo assetto cambia anche il ruolo di Romain Motteau, figura legata da oltre vent’anni alla trasformazione del gruppo, allo sviluppo prodotto e alla crescita internazionale. Motteau lascia l’incarico di direttore generale delegato per passare a una nuova azienda partecipata del gruppo con una posizione di maggiore responsabilità. Per Motteau il passaggio rappresenta un successo e un grande riconoscimento.

I conti del gruppo e il rallentamento del mercato

La riorganizzazione di Fountaine Pajot arriva insieme ai risultati del primo semestre dell’esercizio 2025-2026. Il gruppo ha registrato ricavi per 136,3 milioni di euro, in calo del 12,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’Ebitda, cioè il margine operativo lordo, è sceso a 12,7 milioni, mentre l’utile netto di gruppo è rimasto positivo a 5,2 milioni. Numeri che raccontano un rallentamento, ma non una frenata strutturale. Un rallentamento dovuto prevalentemente alla situazione di mercato che, nel contesto di uno scenario politico-economico mondiale molto instabile e difficilmente prevedibile nelle sue evoluzioni, soffre molto insieme a tutta l’economia mondiale. Nonostante ciò, il gruppo continua a investire nel rinnovamento delle gamme, nell’innovazione e nella transizione energetica.

Per gli armatori e per chi guarda al mercato della vela da crociera, il punto centrale è proprio questo. Dopo anni di forte spinta, il settore è entrato in una fase più misurata. I cantieri devono gestire volumi più contenuti con maggiori costi industriali, aspettative crescenti sulla sostenibilità e una clientela sempre più attenta all’esperienza a bordo. In questo contesto, le scelte sul management di un’azienda sono ancora più importanti e hanno implicazioni più pericolose di quanto avverrebbe in una situazione più tranquilla.

Verso il cinquantesimo anniversario di Fountaine Pajot

Fountaine Pajot sembra voler evitare rotture brusche, anche se non è del tutto chiaro se il cambio di posizioni apicali sia determinato totalmente dall’esigenza di preparare l’uscita di Nicolas Gardies o dalla necessità di sostituire Romain Motteau nella sua posizione, che era strategica per l’azienda. Il gruppo parla di una struttura più agile, collaborativa e internazionale, sostenuta da un comitato esecutivo allargato che comprende anche industria, supply chain, finanza, risorse umane e acquisti.

Il 2027 sarà quindi l’anno del congedo di Nicolas Gardies, ma il percorso è già iniziato. Per il cantiere di La Rochelle, fondato nel 1976, il cinquantesimo anniversario non sarà solo una ricorrenza. Sarà anche un passaggio generazionale e industriale, in un mercato in cui la vela da crociera continua a cambiare forma, linguaggio e priorità.

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