giovedì 9 luglio 2026
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The Italian Sea Group valuta aumento capitale da 100 milioni

The Italian Sea Group valuta un aumento di capitale da 100 milioni dopo il finanziamento soci da 25 milioni di GC Holding.

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The Italian Sea Group, gruppo nautico con sede a Marina di Carrara e proprietario dei marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti, valuta un aumento di capitale nell’ordine di 100 milioni di euro a partire dal quarto trimestre del 2026. L’operazione, indicata dalla società come possibile strumento di rafforzamento patrimoniale, si inserisce nel percorso di risanamento avviato dopo la crisi finanziaria emersa nei mesi scorsi e dopo il precedente intervento da 25 milioni di euro effettuato da GC Holding, azionista di maggioranza riconducibile alla famiglia Costantino, attraverso un finanziamento soci.

Il nuovo passaggio arriva dopo che il Tribunale di Firenze ha confermato le misure protettive richieste dalla società nell’ambito della procedura prevista dal Codice della Crisi. Le misure, secondo quanto comunicato dal gruppo, hanno l’obiettivo di consentire la prosecuzione dell’attività industriale e l’avanzamento delle commesse incluse nel piano di risanamento. In questa fase, gli armatori non potranno sciogliere i contratti in essere per eventuali inadempimenti del cantiere, né escutere le garanzie rilasciate. Anche i garanti non potranno procedere al pagamento di garanzie eventualmente già escusse.

L’ipotesi di aumento di capitale

L’ipotesi di aumento di capitale da 100 milioni non è ancora un’operazione definita nei tempi e nelle modalità. La società ha chiarito che l’eventuale ricorso al mercato sarà valutato nel quarto trimestre del 2026 e sarà subordinato al raggiungimento di accordi vincolanti con fornitori, armatori e istituti finanziatori, oltre che alle condizioni di mercato. Si tratta quindi di una possibilità prevista nel quadro del piano, non ancora di una delibera operativa.

Il precedente intervento da 25 milioni ha rappresentato la prima risposta finanziaria dell’azionista di maggioranza alla fase di tensione emersa a inizio anno. A febbraio, il Consiglio di Amministrazione di The Italian Sea Group aveva autorizzato la sottoscrizione di un contratto di finanziamento soci con GC Holding, dopo l’emersione di extra budget nella maggioranza delle commesse in corso. Quel finanziamento, destinato a rafforzare la liquidità del gruppo, è stato previsto con rimborso entro il 31 dicembre 2032, secondo le condizioni comunicate dalla società.

Il ruolo di Perini Navi nel gruppo

La crisi del gruppo è legata alla revisione dei costi di produzione e alla necessità di ridefinire l’equilibrio economico e patrimoniale dell’azienda. The Italian Sea Group ha avviato un percorso di verifica interna, con una due diligence sulle commesse e con l’elaborazione di un piano industriale e finanziario destinato a sostenere la continuità aziendale. La società, quotata su Euronext STAR Milan, opera nella costruzione e nel refit di grandi yacht a motore e a vela fino a 140 metri.

Per il mondo della vela, il nome più rilevante nel perimetro del gruppo è Perini Navi, marchio storico dei grandi velieri da crociera. L’ingresso di Perini Navi in The Italian Sea Group aveva segnato il ritorno sul mercato di uno dei nomi più riconoscibili della vela di grandi dimensioni, con progetti complessi e un posizionamento legato alla fascia alta della nautica internazionale.

La procedura davanti al Tribunale

Il Tribunale ha fissato un’udienza per il 22 luglio. Fino a quella data, il gruppo potrà contare sulle misure cautelari provvisorie concesse nell’ambito della procedura. Il punto centrale sarà ora la costruzione degli accordi necessari con banche, fornitori e armatori, condizione indicata dalla stessa società per sostenere il piano e rendere possibile l’eventuale aumento di capitale.

Nel frattempo, l’azienda resta operativa e le commesse previste dal piano proseguono nel quadro delle misure autorizzate. La società ha anche comunicato l’intenzione di procedere a un rinnovo del Consiglio di Amministrazione, passaggio che si inserisce nella riorganizzazione prevista durante la fase di risanamento.

Il percorso resta quindi aperto su più fronti: protezione giudiziale, continuità produttiva, accordi con i creditori, rapporto con gli armatori e possibile rafforzamento patrimoniale. Dopo il finanziamento soci da 25 milioni già effettuato da GC Holding, l’eventuale aumento di capitale da 100 milioni rappresenterebbe il passaggio successivo per consolidare il piano e dare al gruppo le risorse necessarie per affrontare la nuova fase.

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