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domenica 31 maggio 2026
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Giorgio Armani Superyacht Regatta, Porto Cervo chiude la settimana dei grandi yacht a vela

A Porto Cervo si è chiusa la Giorgio Armani Superyacht Regatta, tra grandi yacht a vela, tattici olimpici e regate costiere.

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La Giorgio Armani Superyacht Regatta si è chiusa a Porto Cervo confermando il ruolo della Costa Smeralda come uno dei palcoscenici più importanti del Mediterraneo per i grandi yacht a vela. Dal 26 al 30 maggio, lo Yacht Club Costa Smeralda ha ospitato una flotta di superyacht impegnata in regate costiere tra le isole, in uno scenario in cui la competizione sportiva si intreccia con progettazione, tecnica, immagine e relazioni internazionali.

La notizia non è soltanto il risultato finale. A Porto Cervo, quando scendono in mare barche di queste dimensioni, ogni giornata diventa una vetrina per cantieri, progettisti, velisti professionisti e armatori. La Giorgio Armani Superyacht Regatta non è una regata come le altre: le barche sono grandi, complesse, spesso molto diverse tra loro, e per farle correre servono equipaggi numerosi, manovre precise e un’organizzazione che tenga insieme sicurezza, spettacolo e agonismo.

Liberty Squared protagonista nella divisione White

Nella divisione White, il Southern Wind 96 Liberty Squared è stato tra i protagonisti della settimana. Dopo aver vinto più prove, ha consolidato la propria posizione in classifica davanti a yacht come Nostromo, Dubois 100, e Magic Blue, Southern Wind 94 dell’armatore Tonino Cacace. Su Magic Blue era presente alla tattica Luis Doreste, due volte oro olimpico, un dettaglio che racconta bene il livello tecnico di queste regate.

Nella divisione Blue, Moat ha guidato la classifica provvisoria nella fase decisiva dell’evento, nonostante una penalizzazione dopo una protesta. Inoui, Briand 108 dell’armatore Marco Vogele, ha vinto una delle prove più importanti, con Gavin Brady alla tattica, confermando quanto il risultato finale di queste regate dipenda da un equilibrio sottile tra velocità della barca, scelte tattiche e gestione delle penalità.

Partenze scaglionate e regate costiere tra le isole

A rendere particolare la Giorgio Armani Superyacht Regatta è anche il sistema di partenza scaglionata, pensato per far regatare in sicurezza yacht molto grandi e con caratteristiche differenti. Non si tratta di flotte compatte che partono tutte insieme come in una regata tradizionale. Ogni barca ha tempi e margini studiati per evitare incroci pericolosi e permettere una competizione più equilibrata.

Le condizioni meteo hanno accompagnato l’evento con giornate diverse. Nei primi giorni il maestrale ha offerto vento sostenuto e mare adatto a mettere in movimento barche che, per dimensioni e inerzia, hanno bisogno di spazio e pressione nelle vele. Nella parte finale, invece, il vento più leggero ha richiesto maggiore attenzione tattica e una gestione ancora più precisa delle manovre.

Porto Cervo e il valore tecnico dei superyacht a vela

Per Porto Cervo, la regata ha un valore che va oltre il campo di gara. I superyacht a vela sono oggetti complessi, costruiti spesso su misura, con progetti che coinvolgono studi di architettura navale, cantieri specializzati, sailmaker, elettronica di bordo, sistemi di coperta e servizi di refit. Vederli regatare significa osservare una parte alta della filiera nautica in movimento.

C’è anche un altro aspetto: queste regate raccontano come sta cambiando il mondo dei grandi yacht a vela. Non sono più soltanto barche da crociera di lusso, ma piattaforme tecniche capaci di competere, comunicare e generare attenzione mediatica. La presenza di tattici di livello olimpico o di Coppa America dimostra che, dietro l’immagine elegante dell’evento, c’è una componente sportiva reale.

La Giorgio Armani Superyacht Regatta resta quindi un appuntamento particolare nel calendario della vela. Non ha i numeri popolari delle grandi regate d’altura, né la tensione continua dei circuiti professionistici più puri. Ma ha una forza diversa: porta in mare alcune delle barche a vela più importanti del mondo e le mostra nel loro ambiente naturale, quando non sono ferme in banchina ma navigano, manovrano e competono.

Per la vela italiana è un evento utile anche dal punto di vista del racconto. Mostra una parte del settore che raramente arriva al grande pubblico, ma che muove competenze, professionalità e investimenti. Porto Cervo, ancora una volta, non è stato soltanto uno sfondo. È stato il luogo in cui il mondo dei superyacht a vela ha aperto la stagione mediterranea, tra regata, tecnica e industria nautica.

© Riproduzione riservata

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