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lunedì 23 novembre 2020

Josè racconta: ero disperso nell'oceano e inutilmente ho chiesto aiuto

Diverse navi sono passate vicine alla barca di Josè, il naufrago delle isole Marshall, ma nessuno l’ha aiutato

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San Salvador, El Salvador – Josè Salvador Alvarenga, l’uomo che è rimasto alla deriva nell’oceano Pacifico per più di 13 mesi su di una barca a motore aperta di 7 metri, è rientrato in patria e ora è in una clinica di El Salvador dove lo aspetta una lunga convalescenza per riprendersi dai lunghi mesi passati in oceano a mangiare uccelli e bere sangue di tartaruga.

Il pescatore ha raccontato come più volte navi mercantili siano passate vicine alla sua barca, ma di come mai, nessuna di loro, lo abbia avvistato e aiutato.

“Una volta – racconta Josè al Ministro della Sanità di El Salvator che lo è andato a trovare - una nave mi è quasi venuta addosso e mi ha affondato, ma nessuno si è accorto di me. In un altra occasione, un marinaio da una nave mi ha anche salutato, ma poi la nave se ne è andata lasciandomi li a morire di fame. Proprio non comprendo come si possa trovare una persona in mezzo all'oceano Pacifico su di una barca di sette metri e non far nulal per salvarlo."

E’ proprio l’aver visto diverse navi senza che queste abbiano mai visto lui che gli ha fatto pensare che non sarebbe mai tornato alla civiltà.

L’uomo, partito a Natale del 2012 da El Salvador per una battuta di pesca di un giorno, in conseguenza alla rottura del motore della barca, è andato alla deriva per quasi 14 mesi. Una deriva che lo ha portato ad approdare su di un’isola dell’arcipelago delle Marshall, a 8.000 miglia di distanza (per l’intera storia leggi le notizie correlate).

Non è raro che le navi non avvistino dei naufraghi. Molti mercantili navigano senza guardia o timoniere, condotte dal pilota automatico. Una cattiva abitudine che ogni anno provoca diversi incidenti.