
Quasi un’imbarcazione su due tra quelle sottoposte a controllo è risultata non in regola. È il dato emerso dall’operazione “Sigurna plovidba 2026”, Sicurezza della navigazione, organizzata il 29 luglio lungo l’intera costa croata dell’Adriatico. In otto ore le Capitanerie di porto hanno effettuato 382 ispezioni, accertando 182 violazioni e contestando sanzioni per 79.208,49 euro. Di queste, 44.884,24 euro sono stati riscossi direttamente sul posto.
Controlli lungo tutta la costa croata
L’operazione si è svolta tra le 10 e le 18 nelle aree di competenza di tutte le otto Capitanerie croate. Sono stati impiegati 115 addetti e 35 mezzi navali, che nel corso della giornata hanno percorso complessivamente 1.441 miglia nautiche.
A coordinare le unità in mare ha contribuito anche il servizio VTS, il sistema di controllo e gestione del traffico marittimo, che ha fornito in tempo reale informazioni sulle zone più congestionate, sui comportamenti sospetti e sulle imbarcazioni identificate o ancora da riconoscere.
I controlli hanno interessato diversi aspetti della navigazione da diporto e professionale. Gli ispettori hanno verificato la validità dei documenti di bordo, il numero dei membri dell’equipaggio, il possesso delle abilitazioni richieste e il rispetto dei limiti di carico sulle unità passeggeri impiegate nelle escursioni giornaliere.
Verifiche su charter, documenti e scarichi in mare
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle attività di noleggio, alle comunicazioni obbligatorie attraverso il sistema croato CIMIS e allo scarico in mare delle acque nere e grigie. Le verifiche non hanno riguardato soltanto le barche, ma anche il comportamento di nuotatori e subacquei nelle zone interessate dal traffico nautico.
Il numero delle infrazioni, pari a poco meno della metà dei controlli eseguiti, mostra quanto il rispetto delle norme continui a essere un problema durante i mesi estivi, quando nelle acque croate aumenta sensibilmente la presenza di barche private, unità charter, traghetti ed escursioni turistiche.
Secondo quanto comunicato dal Ministero croato del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture, l’obiettivo dell’operazione non era però soltanto sanzionatorio. Gli equipaggi controllati sono stati informati anche sull’importanza di conoscere le regole prima di lasciare il porto e di mantenere comportamenti prudenti durante la navigazione.
Cosa viene controllato sulle barche da diporto
Per chi naviga a vela lungo la costa croata, i controlli riguardano soprattutto la regolarità dei documenti dell’imbarcazione e dell’equipaggio, le abilitazioni del comandante, le dotazioni previste e il rispetto delle norme ambientali. Nel caso delle barche utilizzate per il charter, possono essere verificate anche la documentazione commerciale e la corretta registrazione dell’attività.
L’operazione arriva nel periodo di maggiore affollamento dell’Adriatico croato, una delle aree più frequentate dai diportisti europei. In queste settimane la concentrazione di imbarcazioni vicino alle coste, nei canali tra le isole e nelle zone di accesso ai porti rende più alto il rischio di incidenti.
Per le autorità, l’aumento dei controlli serve quindi a ridurre i comportamenti pericolosi e a ricordare che le regole si applicano anche durante una vacanza in barca.
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