
Il caso Bayesian continua a suscitare reazioni nel mondo della nautica internazionale. A intervenire questa volta è Giovanna Vitelli, presidente del Gruppo Azimut Benetti, che in un’intervista al Financial Times ha definito difficilmente comprensibile e senza precedenti la decisione di The Italian Sea Group di avviare una richiesta di risarcimento da 456 milioni di euro legata al naufragio del veliero.
L’azione coinvolge la società proprietaria dello yacht, alcuni membri dell’equipaggio e gli eredi dell’armatore britannico Mike Lynch, morto nell’incidente insieme alla figlia Hannah e ad altre cinque persone.
La posizione di Giovanna Vitelli sul caso Bayesian
Vitelli ha spiegato che, nel mondo della nautica, non era mai accaduto che un costruttore citasse un proprio cliente mentre le indagini sulle cause di un naufragio erano ancora aperte. La presidente di Azimut Benetti ha sottolineato come si tratti di una decisione riconducibile a un singolo cantiere e non di un nuovo orientamento dell’industria italiana degli yacht.
Le sue parole arrivano mentre la vicenda del Bayesian continua a produrre conseguenze che vanno oltre l’accertamento delle responsabilità. Secondo il quotidiano britannico, alcuni armatori avrebbero iniziato a chiedere chiarimenti ai broker sulla possibilità di essere chiamati a rispondere dei danni commerciali subiti da un cantiere dopo un incidente.
Un timore che rischia di modificare un rapporto costruito tradizionalmente sulla fiducia tra cliente, progettisti e costruttore.
The Italian Sea Group, proprietario del marchio Perini Navi dal 2021, sostiene che l’affondamento sia stato provocato da errori nella gestione dell’imbarcazione e che il disastro abbia causato un grave danno economico e d’immagine. Il gruppo ha dichiarato di non avere venduto nuove imbarcazioni con il marchio Perini Navi dopo il naufragio.
Il naufragio e le indagini ancora aperte
Il Bayesian, yacht a vela di 56 metri costruito nel 2008, affondò il 19 agosto 2024 mentre si trovava alla fonda davanti a Porticello, in Sicilia. A bordo c’erano 22 persone. Quindici riuscirono a salvarsi, mentre sei ospiti e un membro dell’equipaggio persero la vita.
Le cause dell’affondamento non sono state ancora definite in modo conclusivo. L’indagine della Marine Accident Investigation Branch britannica è ancora aperta. Il rapporto provvisorio ha evidenziato che lo yacht poteva essere vulnerabile a forti raffiche di vento in determinate condizioni e che queste caratteristiche non erano riportate in modo adeguato nelle informazioni sulla stabilità disponibili all’equipaggio. Tuttavia, il rapporto si basa su informazioni molto superficiali perché la procura italiana non ha ritenuto di condividerle con l’istituto inglese. Parallelamente, la procura italiana sta valutando il possibile ruolo degli errori umani.
Per Vitelli, proprio l’assenza di conclusioni definitive rende anomala l’azione intentata dal costruttore. La presidente di Azimut Benetti ha descritto il naufragio come un grande mistero, ricordando che non è stato ancora stabilito se la causa principale debba essere ricercata nella conduzione dello yacht, nelle sue caratteristiche progettuali o in una combinazione di fattori.
Le conseguenze per l’industria nautica italiana
La presa di posizione assume un peso particolare perché arriva dalla guida di uno dei principali gruppi nautici italiani. L’obiettivo è anche quello di rassicurare gli armatori internazionali e impedire che la causa avviata da The Italian Sea Group venga percepita come rappresentativa dell’intero settore.
La nautica italiana costruisce più del 50% dei superyacht ordinati nel mondo e dipende in larga misura da clienti stranieri. In questo mercato la reputazione non riguarda soltanto la qualità delle imbarcazioni, ma anche la capacità dei cantieri di accompagnare l’armatore durante tutta la vita dello yacht, compresi i momenti più difficili.
La causa sul Bayesian apre quindi una questione destinata a rimanere centrale: fino a dove può estendersi la responsabilità di un armatore quando un incidente provoca un danno commerciale al marchio che ha costruito la barca? La risposta arriverà dai tribunali. Nel frattempo, le parole di Giovanna Vitelli mostrano quanto la scelta di The Italian Sea Group abbia sorpreso anche chi opera ai vertici dell’industria nautica.
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