
La Golden Globe Race è iniziata da poco più di un giorno, ma il primo tratto di navigazione ha già cominciato a mostrare quanto questa regata possa essere diversa dalle altre grandi prove oceaniche. Dopo la partenza da Les Sables-d’Olonne del 6 settembre, i 16 solitari stanno attraversando la prima parte del Golfo di Biscaglia con velocità contenute e una navigazione prevalentemente di bolina. Non c’è stata, almeno per ora, la rapida discesa verso sud che spesso caratterizza le partenze delle regate oceaniche dalla costa francese.
La flotta lascia Les Sables d’Olonne
Dopo le prime 24 ore il francese Damien Guillou, a bordo del Rustler 36 Solarem, risultava al comando della flotta, davanti al britannico Ertan Beskardes e all’irlandese Pat Lawless. Guillou era uno dei nomi da seguire già prima della partenza: aveva vinto il prologo SITraN disputato ad agosto e torna alla Golden Globe dopo il ritiro del 2022 causato da un problema al sistema di autogoverno.
Anche Lawless arriva dall’edizione precedente, nella quale era rimasto nelle prime posizioni prima di essere costretto ad abbandonare per il cedimento del suo sistema di autogoverno.
Guido Cantini parte nel gruppo di testa
Per l’Italia la prima indicazione interessante arriva da Guido Cantini. Con il Vancouver 34 Hannah of Cowes, dopo circa un giorno di regata il veronese occupava la quarta posizione.
È un risultato che, a questo punto del giro del mondo, non permette naturalmente di fare previsioni, ma indica che Cantini è riuscito a mantenere il contatto con il gruppo di testa durante una fase nella quale anche differenze apparentemente piccole di rotta possono modificare rapidamente la classifica.
Andrea Lodolo più arretrato con BiBi
Più arretrato Andrea Lodolo con BiBi, il Rustler 36 con il quale aveva concluso al terzo posto il prologo di agosto. Nell’aggiornamento delle prime 24 ore Lodolo risultava 13°.
Anche in questo caso il numero va letto con cautela. La Golden Globe non è una regata nella quale qualche decina di miglia guadagnate o perse nelle prime giornate possa avere un significato definitivo: davanti ci sono oltre 28.000 miglia, gli oceani del Sud e molti mesi durante i quali affidabilità della barca, gestione della fatica e capacità di interpretare il meteo conteranno almeno quanto la velocità.
Una classifica che può cambiare rapidamente
La partenza stessa ha ricordato quanto la GGR sia particolare. Non c’è stata una linea con i 16 concorrenti lanciati contemporaneamente. Le barche hanno lasciato una alla volta la marina di Les Sables-d’Olonne, a intervalli di due minuti a partire dalle 14:30, secondo una formula pensata per richiamare la Golden Globe del 1968.
Dopo l’uscita dal canale hanno completato un breve percorso davanti alla costa prima di mettere definitivamente la prua verso l’Atlantico.
Ora la rotta verso sud
Ora comincia la parte meno spettacolare ma probabilmente più importante della prima fase della regata. Bisogna uscire dal Golfo di Biscaglia, trovare la strada verso le Canarie e iniziare quella lunga discesa dell’Atlantico che porterà successivamente la flotta verso il Sudafrica e gli oceani meridionali.
Guardare la classifica oggi serve soprattutto per capire le prime scelte dei navigatori. Stabilire chi stia realmente andando meglio è molto più difficile. Nella Golden Globe la velocità è solo una parte del problema. Conservare la barca e arrivare con tutti i sistemi funzionanti quando il viaggio entrerà nella sua fase più dura potrebbe essere molto più importante delle posizioni guadagnate nei primi giorni.
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