lunedì 7 settembre 2026
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The Ocean Race Atlantic, tre IMOCA provano la fuga verso Lorient

The Ocean Race Atlantic entra nella fase decisiva: tre IMOCA provano la fuga verso Lorient tra mare duro, velocità elevate e problemi tecnici.

The Ocean Race Atlantic entra nella fase decisiv
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La battaglia nell’Atlantico si sta restringendo a un gruppo di testa. Dopo cinque giorni di The Ocean Race Atlantic, le condizioni dure incontrate dalla flotta sulla rotta tra New York e Lorient stanno cominciando a pesare sulle barche e sugli equipaggi, mentre davanti tre IMOCA sono riusciti a prendere un margine sul resto del gruppo.

La regata, alla sua prima edizione, è una transatlantica di circa 3.000 miglia riservata agli IMOCA e disputata in equipaggio. Sei barche sono partite da New York e stanno attraversando il Nord Atlantico verso Lorient, uno dei centri della vela oceanica francese.

Nelle ultime 24 ore il problema principale non è stato soltanto andare veloci. Vento sostenuto e stato del mare hanno sottoposto gli IMOCA a continue sollecitazioni, costringendo gli equipaggi a trovare il compromesso tra prestazione e conservazione della barca. A queste velocità ogni scelta può avere conseguenze importanti: spingere significa guadagnare miglia, ma anche aumentare i carichi su vele, appendici e attrezzatura.

Davanti la situazione rimane molto combattuta. 11th Hour Racing, con Francesca Clapcich, è entrata nella fase decisiva della regata insieme agli altri protagonisti del gruppo di testa, mentre alle loro spalle il distacco comincia ad aumentare. La posizione sulla carta, tuttavia, racconta soltanto una parte della storia. In una traversata atlantica la distanza dalla meta deve essere letta insieme alla posizione rispetto ai sistemi meteorologici e all’angolo con cui ogni barca potrà affrontare le prossime ore.

Una transatlantica corsa quasi come una regata costiera

È proprio questa una delle caratteristiche più interessanti di The Ocean Race Atlantic. La distanza è quella di una grande regata oceanica, ma gli IMOCA moderni permettono di percorrerla a velocità che trasformano la traversata in una lunga volata.

Le barche sono condotte da equipaggi di quattro persone, due uomini e due donne, oltre all’On Board Reporter. Questo permette di mantenere ritmi molto elevati, con una pressione sulla barca differente rispetto a quella di una regata in solitario come il Vendée Globe.

Gli equipaggi possono intervenire continuamente sulla regolazione delle vele, sui foil e sull’assetto della barca. Il risultato è che gli IMOCA possono mantenere per molte ore velocità elevate, ma proprio questa possibilità rende ancora più importante capire quando rallentare.

Il mare sta presentando il conto

Le condizioni incontrate dalla flotta hanno già mostrato quanto sia sottile il confine tra velocità e affidabilità. Team Malizia, che aveva occupato le prime posizioni, ha urtato nei giorni scorsi un animale marino o un grosso pesce mentre navigava a circa 25 nodi. Nell’impatto è stato interessato il foil di sinistra ed è stato danneggiato il cilindro idraulico che ne controlla il movimento. L’equipaggio non ha riportato conseguenze e non sono stati rilevati danni strutturali al foil, ma l’episodio dà la misura delle velocità con cui queste barche attraversano l’oceano.

Anche Embrace the Challenge ha dovuto affrontare problemi tecnici, con un danno alla randa avvenuto durante una manovra di presa di terzaroli.

Sono episodi che possono diventare determinanti quando davanti le differenze sono ridotte. Perché su un IMOCA moderno perdere una vela, un foil o anche soltanto la possibilità di utilizzare completamente un’appendice può trasformarsi rapidamente in molte miglia perse.

Ora conta arrivare a Lorient con la barca intera

Con la costa europea che si avvicina, la regata entra quindi nella sua fase più delicata. Chi è davanti deve continuare a spingere per difendere il vantaggio, ma contemporaneamente deve evitare un’avaria che potrebbe cancellare in poche ore quanto costruito durante tutta la traversata.

È questo probabilmente il vero confronto che sta emergendo dalla The Ocean Race Atlantic: non soltanto quello tra equipaggi e progetti diversi, ma quello tra velocità e affidabilità.

Gli IMOCA di ultima generazione sono capaci di attraversare l’Atlantico mantenendo medie che fino a pochi anni fa sarebbero state difficili da immaginare. Ma più aumenta la velocità, più violento diventa il rapporto con il mare.

E nelle ultime miglia verso Lorient potrebbe essere proprio la capacità di capire quando spingere e quando togliere il piede dall’acceleratore a decidere chi arriverà davanti.

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