
Un Dufour 530 Smart Electric ha preso fuoco nel pomeriggio di venerdì 28 agosto nella baia di Palma di Maiorca ed è successivamente affondato. Le cinque persone che si trovavano a bordo sono riuscite ad abbandonare la barca e sono state recuperate senza conseguenze. Secondo le prime informazioni diffuse dalle autorità spagnole, l’incendio avrebbe avuto origine nel sistema di batterie al litio del veliero.
La barca, The Third Man, si trovava nella zona A-2 del porto di Palma quando, poco prima delle 17, è scoppiato l’incendio. In pochi minuti ha iniziato a levarsi una densa colonna di fumo nero, visibile da diversi punti della città e dai comuni vicini.
Le cinque persone presenti a bordo sono state soccorse da imbarcazioni che si trovavano nelle vicinanze. Sul posto sono poi intervenute due unità di Salvamento Marítimo e un’imbarcazione della Guardia Civil.
Quando i soccorsi sono arrivati, l’incendio aveva ormai interessato gran parte della barca e non è stato possibile salvarla.
Il Dufour 530 è affondato nella baia
Salvamento Marítimo ha seguito le ultime fasi dell’incendio e supervisionato l’affondamento del veliero, cercando di limitare i rischi per le altre imbarcazioni e per l’area portuale.
Dopo l’affondamento, la Salvamar Libertas ha recuperato parte dei materiali rimasti a galleggiare, mentre il mezzo Marta Mata è intervenuto su una chiazza di gasolio proveniente dalla barca effettuando operazioni di dispersione.
The Third Man era un Dufour 530 Smart Electric, versione del 530 equipaggiata con un sistema di propulsione elettrica alimentato da batterie al litio. La barca era destinata al charter e operava a Palma di Maiorca.
Il Dufour 530 è un’imbarcazione di 16,35 metri di lunghezza e poco meno di cinque metri di larghezza. Nella configurazione charter può disporre di sei cabine e ospitare fino a dodici persone.
L’incendio sarebbe partito dalle batterie
L’elemento che rende particolarmente interessante l’incidente è proprio la presenza a bordo del sistema di propulsione elettrica.
Le prime informazioni diffuse a Maiorca indicano nelle batterie al litio il punto nel quale si sarebbe sviluppato l’incendio. Questo, tuttavia, non significa che sia già stata determinata la causa che ha provocato il surriscaldamento o l’innesco.
Sarà necessario stabilire se all’origine dell’incidente ci sia stato un problema interno a una batteria, un’anomalia dell’impianto elettrico, del sistema di ricarica oppure un altro guasto. Saranno le indagini a dover ricostruire la sequenza degli eventi.
Gli incendi che coinvolgono batterie agli ioni di litio presentano caratteristiche differenti rispetto a quelli alimentati da combustibili tradizionali. Quando una cella entra in una condizione di instabilità termica, il calore può propagarsi alle celle vicine e rendere particolarmente difficile interrompere il processo.
Su una barca il problema è ancora più complesso, perché i pacchi batterie sono normalmente installati all’interno dello scafo, in ambienti relativamente confinati e vicino ad altri impianti.
Una tecnologia sempre più presente sulle barche
La propulsione elettrica sta trovando progressivamente spazio anche nella nautica da diporto. Sulle barche a vela offre alcuni vantaggi evidenti: riduzione del rumore durante la navigazione a motore, assenza di gas di scarico locali e possibilità di integrare la produzione di energia con sistemi differenti.
Allo stesso tempo, però, rappresenta un nuovo pericolo. È ormai dimostrato che le batterie al litio sono più instabili delle batterie al gel e soprattutto che, una volta che hanno preso fuoco, è difficilissimo spegnerle. L’aumento della capacità delle batterie installate a bordo impone criteri di progettazione, installazione, monitoraggio e protezione adeguati all’energia accumulata.
L’incendio di Palma sarà quindi interessante anche dal punto di vista tecnico perché potrà fornire indicazioni su cosa sia realmente accaduto a bordo di un’imbarcazione relativamente recente progettata per utilizzare questo tipo di propulsione.
Per The Third Man, invece, l’incendio ha avuto conseguenze definitive. Il Dufour 530 è stato completamente distrutto dalle fiamme ed è finito sul fondo della baia di Palma. Le cinque persone che erano a bordo sono riuscite a mettersi in salvo. Ironia della sorte, una barca progettata per inquinare di meno ha creato un inquinamento migliaia di volte più importante che se si fosse trattato di una semplice barca con motori termici.
© Riproduzione riservata













