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sabato 29 agosto 2026
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Cape 26, il nuovo sportboat di Mark Mills arriva in Italia: circuito nel Mediterraneo dal 2027

Il Cape 26 di Mark Mills ha concluso i test in Sudafrica e arriva in Italia con Negrinautica. Per il 2027 è allo studio un circuito nel Mediterraneo.

Cape 26, il nuovo sportboat di Mark Mills arriva in Italia
Cape 26, il nuovo sportboat di Mark Mills arriva in Italia
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Il Cape 26 ha concluso le prove in mare in Sudafrica e si prepara ad arrivare in Europa, con l’Italia scelta come punto di partenza per lo sviluppo della nuova classe nel Mediterraneo. Il piccolo sportboat progettato da Mark Mills sarà infatti distribuito nel nostro Paese da Negrinautica, mentre per il 2027 è già allo studio un circuito di regate dedicato. (IBI News)

Il primo esemplare, battezzato Ciao, è stato varato a Città del Capo e utilizzato negli ultimi mesi per mettere a punto il progetto. Il Cape 26 nasce sulla scia del Cape 31, il monotipo di 9,56 metri che negli ultimi anni è riuscito a creare flotte importanti in diversi Paesi e a portare sui campi di regata un concetto di barca molto veloce, ma relativamente semplice da gestire.

Un Cape 31 più piccolo e trasportabile

Con il Cape 26, Mills e il cantiere sudafricano Cape Performance Sailing hanno cercato di trasferire quella stessa filosofia su una barca più piccola, trasportabile e pensata per equipaggi ridotti. Lo scafo misura 7,80 metri, il baglio è di 2,55 metri e il dislocamento pronto a navigare è di circa 1.050 chili. Il Cape 26 può essere trasportato su rimorchio e, grazie alla chiglia e al timone sollevabili, può essere varato anche da una normale rampa. Barca, attrezzatura e rimorchio sono stati inoltre dimensionati per poter entrare in un container. (YACHT - Alles rund ums Segeln)

Una delle caratteristiche più evidenti del progetto è il Mills Ramp Deck, con il piano del pozzetto che prosegue verso prua senza i tradizionali dislivelli. L’equipaggio previsto è di quattro persone e il regolamento punta a evitare l’hiking estremo: i velisti rimangono seduti verso l’interno della barca e devono partecipare attivamente alle manovre.

Albero in carbonio e gennaker da 80 metri quadrati

Anche l’armo è stato studiato pensando alla semplicità. L’albero è in carbonio e il rig è privo di paterazzo. Il gennaker, di circa 80 metri quadrati, viene gestito attraverso un launcher e lavora su un lungo bompresso. Randa e fiocco misurano rispettivamente circa 26 e 16,6 metri quadrati. Scafo e coperta sono realizzati in sandwich di vetroresina con resina epossidica, mentre albero, pala del timone e parte strutturale della chiglia utilizzano fibra di carbonio. (YACHT - Alles rund ums Segeln)

Particolare anche la chiglia sollevabile, sistemata davanti all’albero. In configurazione di navigazione il pescaggio arriva a 2,05 metri, mentre la possibilità di sollevarla, insieme al timone retrattile, rende più semplici trasporto, alaggio e movimentazione della barca a terra.

Negrinautica punta a creare la classe Cape 26 nel Mediterraneo

Il Cape 26 arriva però in un segmento nel quale non basta progettare una barca veloce. Perché un nuovo monotipo abbia successo è necessario creare rapidamente una flotta sufficientemente numerosa da garantire regate e circuiti competitivi. Ed è proprio su questo aspetto che si concentrerà ora il lavoro commerciale.

Il primo Cape 26 è destinato all’Italia e Negrinautica avrà il compito di sviluppare la classe sul mercato europeo. L’obiettivo dichiarato è arrivare nel 2027 alla creazione di un circuito Cape 26 nel Mediterraneo. Se l’operazione riuscirà, per Mark Mills potrebbe nascere una sorta di fratello minore del Cape 31: meno impegnativo nelle dimensioni e nella gestione, ma costruito intorno allo stesso concetto di regata monotipo ad alte prestazioni. (Afloat)

© Riproduzione riservata

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