
Un Oyster 825 di oltre 25 metri si è capovolto nelle acque delle Whitsunday Islands, in Australia, durante i giorni della Hamilton Island Race Week. Si tratta di Viva La Vida, la barca degli statunitensi Barry e Susie Parkin, impegnata anche nell’Oyster World Rally. Secondo le prime informazioni che stanno circolando tra gli equipaggi presenti a Hamilton Island, lo yacht avrebbe urtato un oggetto o il fondale, danneggiando gravemente la parte inferiore della chiglia e perdendo il bulbo. Una ricostruzione che dovrà ancora essere confermata ufficialmente.
Viva La Vida era una delle barche più riconoscibili della regata. L’Oyster 825 aveva anche iniziato bene la settimana, vincendo la prima prova della divisione Hamilton Island Blue. La Race Week 2026, in programma dal 16 al 22 agosto, ha raccolto 194 imbarcazioni e oltre 1.200 velisti. Nei primi giorni le condizioni sono state impegnative, con alisei tra 20 e 25 nodi e raffiche superiori.
La perdita del bulbo e il tentativo di rientrare
La sequenza dell’incidente, sulla base delle informazioni disponibili in queste ore, sarebbe iniziata con un urto. L’impatto avrebbe provocato la rottura netta del bulbo a circa metà della sua altezza, lasciando la barca con una capacità di raddrizzamento drasticamente ridotta.
L’equipaggio avrebbe immediatamente cercato di chiudere lo spinnaker senza riuscirci e avrebbe quindi tentato di dirigersi verso il marina mantenendo però la randa issata. È questo uno degli aspetti dell’incidente che dovrà essere chiarito. Probabilmente il comandante non si è reso conto dell’entità del danno, altrimenti avrebbe ammainato anche la randa il più velocemente possibile.
Lo yacht si sarebbe rovesciato, ma avrebbe continuato a galleggiare, come testimonia la fotografia da noi pubblicata.
Non sono ancora note le modalità del recupero dell’equipaggio.
Un Oyster 825 di 56 tonnellate
L’incidente colpisce anche per le dimensioni della barca coinvolta. L’Oyster 825 misura 25,15 metri di lunghezza, 6,31 metri di larghezza e ha un dislocamento dichiarato di circa 56 tonnellate, con un pescaggio di 3,42 metri. È un grande yacht da crociera oceanica progettato da Humphreys Yacht Design e costruito per affrontare lunghe navigazioni.
Viva La Vida fa parte della flotta dell’Oyster World Rally 2026-2027, il giro del mondo di circa 27.000 miglia organizzato dal cantiere britannico. La flotta è composta da 23 Oyster e sta attraversando l’Australia dopo aver raggiunto il Pacifico. Viva La Vida è indicata ufficialmente da Oyster come un 825.
Per Barry e Susie Parkin quella di quest’anno era la prima partecipazione alla Hamilton Island Race Week. I due velisti statunitensi erano arrivati alle Whitsundays durante il loro giro del mondo e avevano deciso di prendere parte alla regata.
Il precedente dell’Oyster 825 Polina Star III
Il nome Oyster 825 riporta inevitabilmente alla memoria un altro incidente, quello di Polina Star III, che nel luglio 2015 perse la chiglia al largo della Spagna e si capovolse. L’affondamento fu repentino e solo la perizia del comandante italiano fece sì che non ci fossero vittime. In quel caso le successive indagini individuarono problemi strutturali legati alla costruzione dello scafo e Oyster intervenne sulle altre unità interessate; nonostante questo, il cantiere non riuscì a risollevarsi ed entrò nella procedura fallimentare per poi essere acquistato dall’attuale proprietà.
Al momento non esiste però alcun elemento che permetta di collegare i due episodi. Anzi, se sarà confermato che Viva La Vida ha perso il bulbo in conseguenza di un impatto, ci troveremmo davanti a una dinamica molto diversa da quella di Polina Star III.
Resta invece un elemento tecnico su cui sarà importante fare chiarezza: cosa ha colpito la chiglia, quale parte della struttura si è effettivamente staccata e perché, dopo la perdita del bulbo, si sia deciso di tentare il rientro mantenendo la randa issata.
Saranno l'ispezione dello yacht e le testimonianze dell'equipaggio a permettere di ricostruire con precisione gli ultimi minuti prima del capovolgimento.
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