
A circa un miglio a nord-est di Panarea, sotto uno dei tratti di mare più frequentati dalle barche che navigano alle Eolie, è stato individuato un grande cratere sottomarino di circa 100 metri per 60, accompagnato da nuovi camini idrotermali dai quali fuoriescono gas. Si trova a una profondità compresa tra 60 e 80 metri e la sua scoperta porta gli studiosi a rivedere le dimensioni del sistema idrotermale che circonda l’isola.
Un grande cratere sotto uno dei mari più frequentati delle Eolie
Per chi arriva a Panarea in barca è difficile immaginare ciò che accade qualche decina di metri sotto la chiglia. In superficie ci sono il mare delle Eolie, Basiluzzo, gli ancoraggi e le barche che durante l’estate riempiono questo tratto di Mediterraneo. Sul fondo, invece, il territorio continua a mostrare la sua natura vulcanica.
La scoperta è il risultato di uno studio coordinato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) insieme alla Stazione Zoologica Anton Dohrn, attraverso il Sicily Marine Centre e il Calabria Marine Centre. Le strutture erano state individuate attraverso la mappatura dei fondali e nel luglio 2026 i ricercatori sono tornati nell'area con un ROV, un robot subacqueo controllato dalla superficie, per osservare direttamente ciò che avevano rilevato attraverso gli strumenti.
Le immagini hanno confermato la presenza del grande cratere e soprattutto una intensa attività di degassamento. Le emissioni sono distribuite lungo le pareti e nella zona più profonda della depressione, mentre nei dintorni sono stati osservati nuovi camini idrotermali con evidenze di attività recente e fuoriuscite di gas dal fondale.
I nuovi camini idrotermali e il sistema vulcanico di Panarea
Non è la prima volta che il mare intorno a Panarea sorprende i ricercatori. Nel 2015, poco più a sud dell'isolotto di Basiluzzo, era stata individuata l'area successivamente chiamata Smoking Land, un campo idrotermale formato da oltre 200 strutture a forma di camino, alcune alte fino a quattro metri. La scoperta venne resa pubblica nel 2018 e mostrò quanto fosse articolato il sistema vulcanico sommerso delle Eolie.
I nuovi rilievi indicano ora che questo sistema potrebbe essere più esteso di quanto si pensasse. I camini si formano quando l'acqua marina penetra nelle fratture del fondale, viene riscaldata e arricchita di sostanze provenienti dalle rocce e successivamente risale verso il mare. Quando i fluidi caldi incontrano l'acqua più fredda, parte dei minerali precipita e nel tempo costruisce le caratteristiche strutture che si innalzano dal fondo.
La scoperta ha anche un'importante componente biologica. Le prime immagini realizzate dal ROV mostrano intorno ai camini comunità bentoniche con macroalghe verdi e colonie della gorgonia Eunicella singularis. All'interno del cratere, dove le emissioni sono più intense, il paesaggio cambia e compaiono soprattutto estesi tappeti batterici.
Cosa significa la scoperta per chi naviga nelle acque di Panarea
Per il momento la scoperta non significa che sia in corso un'eruzione né indica un pericolo immediato per chi naviga nelle acque di Panarea. L'isola è in una fase di quiescenza, ma le manifestazioni idrotermali testimoniano che sotto il fondale il sistema rimane attivo. Proprio per questo conoscere posizione, estensione ed evoluzione di queste strutture è importante per il monitoraggio dell'area.
Per i velisti è anche un nuovo modo di guardare un mare che conosciamo soprattutto dalla superficie. Tra Panarea e Basiluzzo, sotto rotte percorse ogni estate da migliaia di barche, esiste un paesaggio nascosto fatto di crateri, fratture, gas e camini idrotermali. Un mondo che non vediamo dal pozzetto, ma che racconta quanto le Eolie siano ancora oggi il risultato di una storia geologica tutt'altro che conclusa.
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