
Sono passati esattamente due anni. All’alba del 19 agosto 2024, nella baia di Porticello, a pochi chilometri da Palermo, il Bayesian scomparve dalla superficie del mare in pochi minuti. Oggi il suo scafo non è più a 50 metri di profondità, ma a Termini Imerese, sotto sequestro, a disposizione degli investigatori. Eppure, a due anni da quella notte, non sappiamo ancora con certezza perché una barca ritenuta inaffondabile si sia inabissata così rapidamente, portando con sé la vita di sette persone.
Le ultime notizie, anziché chiudere il caso, lo rendono ancora più complesso. L’inchiesta italiana non è conclusa e anche il MAIB britannico continua a considerare aperta la propria indagine. Al centro ci sono ormai due ricostruzioni che non coincidono: da una parte quella degli investigatori italiani, che stanno concentrando l’attenzione sulla gestione dell’emergenza e sulle azioni dell’equipaggio; dall’altra quella britannica, che ha individuato una possibile vulnerabilità nella stabilità del Bayesian in una particolare configurazione, vulnerabilità che non sarebbe stata evidenziata nella documentazione a disposizione di comandante ed equipaggio.
Nelle due linee di indagine bisogna considerare che il MAIB, nonostante sia considerato un ente autorevole in materia, ha redatto un report perché la legge inglese glielo impone, ma questo non è suffragato, come dicono gli stessi inquirenti, da alcuna prova, perché la Procura italiana non li ha ammessi all’indagine. Quindi il MAIB si è mosso né più né meno come noi giornalisti, che cercano di sapere qualche cosa da una fonte, la Procura, che non parla.
Quella notte a Porticello
Il Bayesian era uno yacht a vela di 56 metri costruito da Perini Navi nel 2008. A bordo c’erano 22 persone: 12 ospiti e 10 membri dell’equipaggio. La barca era all’ancora davanti a Porticello. La maggior parte degli ospiti dormiva. Era la conclusione di una crociera in Sicilia che avrebbe dovuto avere tutt’altro significato: Mike Lynch, proprietario (ombra) della barca, aveva invitato amici, familiari e collaboratori dopo essere stato assolto, poche settimane prima, nel processo per frode che aveva affrontato negli Stati Uniti.
Poi, poco prima dell’alba, il tempo cambiò.
Il vento aumentò rapidamente, la pioggia investì la rada e il Bayesian cominciò a sbandare. Quello che avvenne dopo si consumò in un tempo incredibilmente breve. Secondo l’analisi preliminare del MAIB, la barca fu spinta oltre un angolo di sbandamento di circa 70 gradi, oltre il quale non sarebbe più stata in grado di raddrizzarsi. La raffica la portò quasi sul fianco e il mare cominciò a entrare.
In quei momenti non c’erano più un miliardario, avvocati, banchieri, ospiti o marinai. C’erano soltanto persone che cercavano di uscire da una barca che, nel buio, stava scomparendo sotto di loro.
Charlotte Golunski finì in acqua insieme alla figlia Sophie, di appena un anno. Raccontò di averla persa per pochi istanti tra le onde e di essere riuscita ad afferrarla nuovamente, tenendola stretta mentre intorno sentiva le urla degli altri. Madre e bambina sopravvissero. In totale 15 persone riuscirono a salvarsi.
Poco distante era ancorato il Sir Robert Baden Powell. Il suo comandante, Karsten Börner, aveva acceso il motore per mantenere il controllo della propria barca durante il temporale. Passato il fronte, guardò verso il punto in cui poco prima si trovava il Bayesian. Non c’era più. Il suo equipaggio individuò quindi la zattera con alcuni dei superstiti e partecipò al loro recupero.
Sette persone non riuscirono a uscire dalla barca.
Morirono Mike Lynch (imprenditore attivo nel settore della cybersicurezza. Lavorava a stretto contatto con diversi servizi segreti) e la figlia Hannah, di 18 anni; Jonathan Bloomer (presidente di una delle più importanti banche d’affari del mondo, la Morgan Stanley) e la moglie Judy; l’avvocato Christopher Morvillo e la moglie Neda; e il cuoco di bordo Recaldo Thomas. Il relitto venne individuato sul fondo davanti a Porticello e nei giorni successivi i sommozzatori recuperarono le vittime.
Due anni dopo, il punto decisivo è capire perché
All’inizio si parlò soprattutto di una tromba marina e di un evento meteorologico eccezionale. Oggi il quadro è molto meno semplice.
La consulenza meteorologica acquisita dalla Procura di Termini Imerese nel 2026 avrebbe ridimensionato il carattere eccezionale del fenomeno (SVN solovelanet aveva indicato sin dai primi momenti che, basandosi sulle immagini dei video online, era evidente che non si fosse trattato di un evento eccezionale): secondo quanto riportato, si sarebbe trattato di un forte groppo temporalesco, pericoloso ma non necessariamente tale da rendere inevitabile la perdita di una nave di quelle dimensioni. Su questo versante l’attenzione degli investigatori italiani si è concentrata sulla preparazione al maltempo, sulla sorveglianza e sui tempi di reazione dell’equipaggio.
Sono tuttora indagati il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e il marinaio di guardia Matthew Griffiths nell’ambito dell’inchiesta per naufragio e omicidio colposo plurimo. Essere indagati non significa essere responsabili e, a oggi, non esiste una ricostruzione giudiziaria definitiva. Secondo gli ultimi aggiornamenti, la Procura dispone di tempo fino a febbraio 2027 per completare le indagini preliminari.
Ma il MAIB britannico ha introdotto un elemento che potrebbe cambiare profondamente la lettura della tragedia.
Nella configurazione ipotizzata quella notte — vele ammainate e deriva mobile sollevata — gli studi commissionati dal MAIB hanno calcolato per il Bayesian un Angle of Vanishing Stability di circa 70,6 gradi (angolo di non ritorno). Una raffica trasversale superiore a circa 63 nodi avrebbe potuto portare la barca oltre il punto dal quale non sarebbe più riuscita a raddrizzarsi. Soprattutto, questa vulnerabilità non sarebbe risultata chiaramente dal Stability Information Book disponibile a bordo.
Tuttavia, l’ex comandante del Bayesian, Stephen Edwards, imbarcato dal 2015 al 2020, ha dichiarato che nello stability book è tutto specificato con molta cura e che, negli anni in cui lui ha comandato la barca, il Bayesian in rada ha preso colpi di vento anche a 70 nodi senza conseguenze.
Ed è qui che la vicenda diventa molto più difficile di quanto apparisse nelle ore successive al naufragio.
Se l’equipaggio ha sottovalutato il temporale, dovrà stabilirlo la magistratura. Ma se esisteva contemporaneamente una caratteristica di stabilità, come asserisce il MAIB, della quale chi conduceva la barca non poteva essere consapevole, allora stabilire dove finisca l’errore umano e dove inizi il problema tecnico diventa estremamente complesso.
Il relitto, recuperato nel giugno 2025 e trasferito a Termini Imerese, dovrebbe fornire parte delle risposte. Gli investigatori possono finalmente verificare direttamente la posizione e lo stato dei diversi elementi della barca, le possibili vie d’ingresso dell’acqua e confrontare ciò che resta dello yacht con i modelli teorici utilizzati finora.
In tutto questo bisogna sempre tenere conto degli enormi interessi che ci sono in gioco. A livello assicurativo, vista la caratura dei personaggi coinvolti, si parla di risarcimenti che possono oscillare tra i 400 milioni e i 2,5 miliardi di sterline. È evidente che le assicurazioni inglesi stiano facendo di tutto per portare l’acqua al loro mulino e le teorie del MAIB per loro sarebbero perfette per addossare tutta la colpa al cantiere.
Una tragedia diventata anche una battaglia giudiziaria
Intorno al Bayesian si è aperto nel frattempo un contenzioso enorme. The Italian Sea Group, che nel 2021 ha acquisito il marchio Perini Navi ma non era il proprietario del cantiere quando il Bayesian fu costruito nel 2008, ha promosso una richiesta di risarcimento da circa 456 milioni di euro contro la società proprietaria dello yacht e alcuni membri dell’equipaggio, sostenendo di avere subito gravissimi danni economici e di immagine dopo il naufragio. Le contestazioni, ritenute inconcepibili e molto pericolose da buona parte dei CEO dei cantieri italiani, sono respinte dall’altra parte e saranno i tribunali a stabilire eventuali responsabilità.
In tutto questo il gruppo The Italian Sea Group sta attraversando un periodo finanziariamente burrascoso dovuto a una cattiva gestione degli ordini. Un periodo dal quale uscirà un gruppo del tutto rinnovato e, probabilmente, tra le prime cose che il nuovo CEO farà ci sarà proprio il ritiro delle richieste di danni, richiesta che, se confermata, con tutta probabilità avrà conseguenze estremamente negative sull’immagine del gruppo.
E proprio alla vigilia del secondo anniversario è arrivata un’altra notizia: Perini Navi è tra gli asset che The Italian Sea Group sta valutando di cedere. Sembra difficile attribuire la situazione economica del gruppo al solo caso Bayesian, ma è evidente che il naufragio continua ad avere conseguenze che vanno molto oltre la rada di Porticello.
Sette persone sono morte.
Due anni fa, alla stessa ora di questa mattina, a Porticello erano già iniziate le ricerche. In mare galleggiava una zattera con dei sopravvissuti. Una madre stringeva sua figlia dopo aver creduto per qualche secondo di averla persa. Poco più al largo, dove fino a pochi minuti prima si vedeva l’altissimo albero illuminato del Bayesian, non c’era più nulla.
Oggi la barca è tornata sulla terraferma. È davanti agli investigatori, ferita e coperta dai segni di dieci mesi trascorsi sul fondo del mare.
Quello che ancora manca, due anni dopo, è la voce della Procura di Termini Imerese che, pesantemente sotto organico e gravata da diversi procedimenti importanti, non riesce a pronunciarsi su quanto accaduto e, fintanto che la Procura non parlerà, nessuno saprà cosa è realmente successo, sempre che le indagini dei procuratori abbiano portato a una conclusione credibile.
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