
Un velista che navigava in solitario nel Baltico è caduto fuori bordo dal suo Jollenkreuzer e si è ritrovato in mare mentre la barca continuava la navigazione senza nessuno al comando. È accaduto nel pomeriggio di sabato 15 agosto davanti al faro di Kalkgrund, nella Flensburger Förde, in Germania. L’uomo è stato recuperato dall’equipaggio di uno yacht a motore ed era soltanto leggermente ipotermico.
La dinamica dell’intervento raccontata dalla DGzRS, il servizio tedesco di soccorso in mare, è particolarmente interessante per chi naviga da solo.
La barca navigava da sola davanti al faro di Kalkgrund
Intorno alle 14:30 alcuni velisti hanno trasmesso un Mayday sul canale VHF 16 dopo aver avvistato una barca a vela che procedeva senza nessuno a bordo nelle vicinanze del faro di Kalkgrund. Quasi contemporaneamente il centro di coordinamento dei soccorsi di Brema ha ricevuto anche il segnale di emergenza proveniente da un Personal Locator Beacon, un PLB personale, nella stessa zona.
I soccorritori hanno così compreso rapidamente che la barca vuota e il segnale personale potevano appartenere allo stesso incidente. Le unità della DGzRS di Langballigau e Gelting sono state fatte uscire immediatamente. Poco dopo, però, l’equipaggio di uno yacht a motore ha comunicato di aver individuato e recuperato un uomo in acqua.
Il naufrago era lo skipper del Jollenkreuzer, una piccola barca a vela di 7,5 metri, e aveva attivato il PLB dopo essere caduto fuori bordo. Non necessitava di assistenza medica urgente, anche se mostrava segni di un inizio di ipotermia. I soccorritori hanno quindi raggiunto la sua barca, un’unità di circa sette metri, sono saliti a bordo e l’hanno rimorchiata fino in porto.
Al momento dell’incidente soffiava vento da nord-ovest forza 4-5 Beaufort, con onde intorno al metro e acqua a circa 19 gradi.
Il PLB personale fa la differenza quando si cade in mare
L’episodio è quasi una dimostrazione pratica di quello che significa organizzare la sicurezza quando si naviga da soli. Se l’uomo non avesse avuto addosso il dispositivo, una volta separato dalla barca la possibilità di localizzarlo sarebbe dipesa principalmente dall’avvistamento da parte di altre imbarcazioni, come poi è avvenuto.
Il particolare importante è proprio questo: il dispositivo era personale. Una radio, un telefono o un apparato lasciato in pozzetto servono poco quando il velista è in acqua e la barca si allontana: il PLB lo si ha addosso.
Navigazione in solitario: perché il dispositivo va tenuto addosso
Il PLB è ancora più importante in mari come il Mediterraneo d’estate. Nel Baltico, dove la temperatura dell’acqua in pieno agosto è di 19°, il tempo di sopravvivenza è di poche decine di minuti, il che significa che se i soccorsi non sono già in mare e abbastanza vicini, arriveranno troppo tardi. Nel Mediterraneo, dove la temperatura dell’acqua è sempre sopra i 25° con punte di 30°, i tempi di sopravvivenza sono molto più lunghi e si calcolano in ore. In questi casi il PLB è fondamentale, perché aumenta enormemente le possibilità che il navigatore solitario venga localizzato e soccorso.
Lo skipper di questa notizia ha goduto di diversi elementi favorevoli: qualcuno ha visto la barca abbandonata, il PLB ha trasmesso l’emergenza e uno yacht a motore ha individuato l’uomo. Non ultimo il fatto che in mari come il Baltico, dove le condizioni di navigazione sono più difficili e pericolose, i diportisti sono più attenti. Probabilmente nel Mar Tirreno ad agosto nessuno si sarebbe accorto che quella piccola barca non aveva equipaggio a bordo.
La somma di questi fattori ha trasformato una caduta fuori bordo durante una navigazione solitaria da un incidente con conseguenze drastiche in un incidente concluso senza conseguenze gravi.
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