
A pochi giorni dallo scadere del secondo anno da quando, il 19 agosto 2024, il Bayesian è affondato inspiegabilmente nella baia di Porticello, l’arrivo di un nuovo magistrato al Tribunale di Termini Imerese potrebbe finalmente portare a una svolta nell’inchiesta sul naufragio.
La forte carenza negli organici della Procura di Termini Imerese, che dovrebbe risolversi con i nuovi arrivi, può contribuire a spiegare, almeno in parte, perché a quasi due anni dall’affondamento non sia stata ancora presa una decisione definitiva sulla posizione dei componenti dell’equipaggio indagati.
Nuovi magistrati al Tribunale di Termini Imerese
Il Consiglio superiore della magistratura ha deliberato il trasferimento a Termini Imerese della giudice Sofia Milone, attualmente in servizio come gip presso il Tribunale di Caltanissetta. La nomina riguarda un posto rimasto vacante in una sede giudiziaria che da tempo opera con un organico ridotto. Al suo arrivo si aggiunge quello del nuovo presidente della sezione penale, nel tentativo di rafforzare un ufficio che deve gestire procedimenti numerosi e, in alcuni casi, particolarmente complessi.
Tra questi c’è l’inchiesta sul Bayesian, il veliero di 56 metri affondato il 19 agosto 2024 davanti a Porticello, causando la morte di sette persone. Nel procedimento risultano indagati il comandante James Cutfield, l’ufficiale di macchina Timothy Parker Eaton e il marinaio Matthew Griffiths, che quella notte era impegnato nel turno di guardia.
La Procura di Termini Imerese deve stabilire se chiedere il rinvio a giudizio dei tre uomini oppure domandare l’archiviazione delle loro posizioni. Al momento non è stata formulata un’imputazione definitiva e la responsabilità degli indagati non è stata accertata. Le indagini preliminari sono state prorogate e la Procura avrebbe tempo fino a febbraio 2027 per completare gli accertamenti.
La scarsità di giudici può incidere indirettamente sui tempi del procedimento. Durante le indagini è infatti il giudice per le indagini preliminari a valutare le richieste della Procura, comprese quelle relative alle proroghe, agli accertamenti irripetibili e ad altri passaggi che richiedono un controllo giurisdizionale. Lo stesso Tribunale di Termini Imerese indica, tra le attività della propria area penale, la gestione delle richieste di proroga delle indagini preliminari e degli adempimenti successivi.
Un’inchiesta complessa sul naufragio del Bayesian
Non sarebbe però corretto attribuire i ritardi soltanto alle carenze di organico. L’inchiesta sul Bayesian presenta difficoltà tecniche e internazionali poco comuni. Gli investigatori hanno dovuto coordinare il recupero del relitto, l’esame delle apparecchiature di bordo, le testimonianze dell’equipaggio e dei superstiti, le consulenze nautiche e meteorologiche e il confronto con le indagini condotte nel Regno Unito dal Marine Accident Investigation Branch.
A rendere il quadro ancora più articolato sono le differenti conclusioni emerse finora. Secondo la consulenza meteorologica disposta dalla Procura, le condizioni incontrate dal Bayesian sarebbero state impegnative ma gestibili e non sarebbero sufficienti, da sole, a spiegare l’affondamento. Questa ricostruzione attribuisce quindi maggiore importanza alla configurazione della barca e alle decisioni assunte a bordo. Il rapporto preliminare britannico ha invece descritto un vento molto intenso e una rapida perdita di stabilità dello yacht.
La Procura deve quindi ricomporre valutazioni tecniche non coincidenti e stabilire se eventuali errori dell’equipaggio abbiano avuto un rapporto diretto con il naufragio e con la morte delle sette vittime. Prima di prendere una decisione dovranno essere valutati anche lo stato degli accessi allo scafo, la posizione della chiglia mobile, l’ingresso dell’acqua, i sistemi di allarme e il tempo effettivamente disponibile per avvertire e mettere in sicurezza le persone presenti a bordo.
L’attesa per una decisione sull’equipaggio
L’arrivo di nuovi magistrati non risolve automaticamente questi problemi, ma segnala che le difficoltà del Tribunale di Termini Imerese erano concrete. La carenza di personale può dunque essere considerata uno degli elementi che hanno pesato sui tempi, insieme alla mole degli accertamenti e alla complessità tecnica del caso.
Per i familiari delle vittime, per i superstiti e per gli indagati, l’attesa resta lunga. La decisione finale non dovrà soltanto chiarire se vi siano responsabilità penali, ma dovrà spiegare con precisione quale sequenza di eventi abbia portato un grande veliero, considerato sicuro e con un equipaggio professionale, ad affondare in pochi minuti mentre si trovava alla fonda.
Intanto, chi spinge per i complotti più fantasiosi, in questa situazione di totale mancanza di informazioni, ha vita facile.
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