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mercoledì 5 agosto 2026
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Skaw A, il 40 piedi da crociera con prua scow e foil

Skaw A è una barca da crociera di 11,95 metri con prua scow, foil retrattili e chiglia sollevabile, progettata per velocità e stabilità.

Skaw A, il 40 piedi da crociera con prua scow e foil
Skaw A, il 40 piedi da crociera con prua scow e foil
Gais Gais Gais
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Lo Skaw A è un progetto francese di 11,95 metri che ha lo scopo di trasferire nella crociera alcune soluzioni sviluppate negli ultimi anni sulle barche oceaniche da regata. Lo scafo ha una prua larga e arrotondata, due foil laterali retrattili, una chiglia sollevabile e un pozzetto protetto. L’obiettivo non è far volare completamente la barca, ma ridurne lo sbandamento e alleggerire lo scafo durante la navigazione.

Lo Skaw A è quindi la prima barca da crociera pensata al contempo con foil e prua scow.

Il progetto è stato sviluppato da Skaw Sailing, società con sede a Lorient fondata dall’ingegnere e velista oceanico Benoît Marie. L’architettura navale porta la firma dello stesso Marie e di Clément Bercault, che ha lavorato anche alla progettazione degli interni. Il primo esemplare è in costruzione in Francia e, secondo le informazioni diffuse dall’azienda, dovrebbe essere prossimo al varo.

Uno scow largo quasi cinque metri

Lo Skaw A è lungo 11,95 metri e largo 4,87, una misura elevata per una barca di questa lunghezza. La larghezza viene mantenuta anche nella parte anteriore dello scafo, secondo il principio delle prue scow già utilizzate sui Mini 6.50, sui Class40 e su alcuni IMOCA.

A differenza di una prua tradizionale, stretta e affilata, quella dello Skaw A presenta volumi importanti sopra e vicino alla linea di galleggiamento. Quando la barca sbanda, una parte maggiore dello scafo entra in acqua e contribuisce alla stabilità di forma. La superficie interna quasi rettangolare permette inoltre di utilizzare meglio gli spazi, in particolare nella zona prodiera.

Il costruttore sostiene che il volume abitabile sia paragonabile a quello di un monoscafo di circa 50 piedi e non è difficile credere che abbia ragione.

La barca dovrebbe avere un dislocamento leggero compreso tra 5,5 e 6 tonnellate, a seconda delle fonti e della configurazione definitiva. Il pescaggio varia da 1,20 a 3,50 metri grazie alla chiglia sollevabile. Questa soluzione permette di ridurre il pescaggio durante l’ingresso nei porti e negli ancoraggi, mantenendo una maggiore profondità della deriva in navigazione.

I foil servono a ridurre lo sbandamento

L’elemento più particolare dello Skaw A è rappresentato dai due foil laterali a C, retrattili all’interno dello scafo. Queste appendici non sono state progettate per sollevare completamente la barca fuori dall’acqua, come avviene sui foiler da regata, ma per produrre una spinta verticale e laterale.

Quando il foil sottovento entra in funzione, una parte del peso della barca viene sostenuta idrodinamicamente. Nello stesso tempo, l’appendice contrasta lo scarroccio e genera un momento che riduce lo sbandamento. Secondo Skaw Sailing, questo sistema dovrebbe rendere la navigazione più stabile e diminuire la resistenza dello scafo alle velocità più elevate.

Il vantaggio teorico è quello di ottenere una barca veloce senza ricorrere ai sistemi di controllo complessi necessari per mantenere un vero foiler in equilibrio. Rimangono però da verificare il comportamento con mare formato, la facilità di regolazione dei foil, le sollecitazioni strutturali, la manutenzione delle appendici e le limitazioni che una barca del genere potrebbe avere in fase di ormeggio in porto.

Skaw Sailing indica prestazioni paragonabili a quelle di un catamarano di 60 piedi e velocità superiori ai 20 nodi. Al momento si tratta di valori previsionali elaborati dai progettisti e non ancora confermati da prove indipendenti in mare.

Il piano velico comprende una randa di 64 metri quadrati e una vela di prua principale di 45 metri quadrati. Per le andature portanti sono previsti un gennaker di 93 metri quadrati e spinnaker che, a seconda della configurazione, possono arrivare a 184 metri quadrati. La propulsione ausiliaria è affidata a un motore entrobordo da 38 cavalli.

Una costruzione orientata alla riduzione dell’impatto

La costruzione è affidata a Shoreteam e prevede l’impiego di compositi in infusione. Per la matrice è stata scelta una resina epossidica GreenPoxy di Sicomin, contenente una quota di materie prime di origine biologica. Il ricorso a questa resina viene presentato come un modo per ridurre l’impiego di componenti derivati dal petrolio rispetto a un sistema epossidico tradizionale, senza rinunciare alle caratteristiche meccaniche richieste dalla struttura.

L’impostazione generale dello Skaw A rimane quella di una barca da crociera veloce destinata a equipaggi che accettano una maggiore complessità tecnica in cambio di prestazioni e spazi superiori alla media della categoria. La chiglia mobile, i foil retrattili e le dimensioni trasversali richiederanno comunque una gestione diversa rispetto a quella di un normale cruiser di 12 metri.

Il progetto mette insieme soluzioni già sperimentate separatamente nelle regate oceaniche, ma ancora poco diffuse su una barca da crociera di queste dimensioni. Saranno le prove del primo esemplare a chiarire se il sistema riuscirà a mantenere l’equilibrio promesso tra velocità, comfort, semplicità di utilizzo e affidabilità.

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