
Cosa succede quando in mare il vento aumenta, le onde crescono e quella che doveva essere una normale navigazione diventa una situazione difficile? Incontri di Vela 2026, l’evento annuale che vede la Lega Navale Italiana e SVN solovelanet insieme sul palco del Teatro del Mare per parlare di vela con i grandi protagonisti del mare, sarà dedicato alla burrasca in mare aperto e a come prepararsi e affrontare il cattivo tempo attraverso l’esperienza di alcuni tra i più importanti navigatori italiani.
La maggior parte dei diportisti cerca, giustamente, di evitare il cattivo tempo. Oggi le previsioni meteorologiche sono molto più precise di quanto fossero venti o trent’anni fa e, soprattutto durante una crociera estiva, è spesso possibile scegliere quando partire, quando fermarsi e quando aspettare che una perturbazione passi.
Ma non sempre tutto procede secondo le previsioni. Il tempo può cambiare rapidamente, un temporale può svilupparsi durante la navigazione oppure ci si può trovare troppo lontani da un porto sicuro quando le condizioni iniziano a peggiorare.
È da questa situazione che partirà Incontri di Vela 2026, dedicato quest’anno a “La burrasca in mare aperto”. L’obiettivo non sarà spiegare al diportista come affrontare una burrasca attraverso regole teoriche, ma capire come si comportano navigatori che hanno incontrato più volte condizioni difficili in oceano e in mare aperto e cosa della loro esperienza possa essere utile anche a chi naviga normalmente nei nostri mari.
Cosa fanno i grandi navigatori quando arriva il cattivo tempo
A raccontare le proprie esperienze saranno Francesca Clapcich, Ambrogio Beccaria, Alberto Bona e Luca Rosetti, navigatori con percorsi molto diversi tra loro, ma accomunati da migliaia di miglia percorse in mare aperto.
Attraverso i loro racconti cercheremo di capire cosa cambia realmente a bordo quando arriva il cattivo tempo. Quando bisogna ridurre le vele? Quanto conta anticipare l’arrivo della burrasca? È preferibile rallentare oppure continuare a far camminare la barca? Come cambia il modo di governare con mare formato? E quali sono gli errori che possono trasformare una situazione impegnativa in un’emergenza?
Non si parlerà soltanto di tecnica. Una burrasca mette alla prova anche la capacità di prendere decisioni quando si è stanchi, la barca sbatte, il rumore aumenta e ci si trova in condizioni molto diverse da quelle alle quali è abituata la maggior parte dei diportisti.
L’esperienza dei navigatori oceanici può essere particolarmente utile perché durante una traversata non sempre è possibile evitare il cattivo tempo: bisogna preparare la barca, interpretare l’evoluzione meteorologica e decidere come affrontare le condizioni che si incontrano.
Dall’esperienza oceanica alla navigazione del diportista
Affrontare una burrasca durante una regata oceanica su una barca preparata per condizioni estreme è molto diverso dal trovarsi in difficoltà durante una crociera estiva con una normale barca da diporto.
Per questo, insieme a Tullio Picciolini, navigatore oceanico e istruttore della Lega Navale Italiana con una lunga esperienza di navigazione e formazione, cercheremo di trasferire quanto emerso dai racconti dei grandi navigatori alla realtà del diportista.
L’obiettivo sarà capire quali comportamenti e tecniche utilizzate nella vela oceanica possano essere applicati durante una normale navigazione lungo costa e quali, invece, appartengano a un contesto completamente diverso.
Si parlerà quindi di preparazione della barca e dell’equipaggio, riduzione della velatura, scelta della rotta, gestione delle onde e, soprattutto, di come evitare che una situazione difficile diventi un’emergenza.
Quanto è probabile incontrare una burrasca nei nostri mari
Nella terza parte dell’incontro il tema verrà affrontato dal punto di vista meteorologico, riportandolo ancora una volta alla realtà del diportista.
Con il meteorologo e weather strategist Riccardo Ravagnan cercheremo di capire quanto sia realmente probabile incontrare condizioni di cattivo tempo potenzialmente pericolose nel Mediterraneo durante i mesi estivi.
Analizzeremo quali fenomeni possono rappresentare un rischio per chi naviga, con quanto anticipo possono essere individuati e quanto siano affidabili le previsioni quando si parla di temporali, colpi di vento e repentini cambiamenti delle condizioni.
Cercheremo inoltre di capire se gli episodi di cattivo tempo estivo nel Mediterraneo siano eventi sostanzialmente casuali oppure se, osservando le serie meteorologiche, emergano condizioni ricorrenti o pattern che possano aiutare il diportista a valutare meglio il rischio prima di partire.
Incontri di Vela 2026 vuole così mettere insieme tre elementi: l’esperienza di chi ha affrontato il cattivo tempo in oceano, la capacità di trasferire quell’esperienza alla navigazione del diportista e l’analisi scientifica di chi cerca di prevedere quando e come il cattivo tempo può presentarsi.
Non per insegnare al diportista ad andare incontro a una burrasca, ma per aiutarlo a evitarla e, quando non è possibile, a sapere cosa fare quando, nonostante tutte le precauzioni, è la burrasca a incontrare lui.
L’appuntamento con Incontri di Vela 2026 è sabato 3 ottobre alle ore 11 al Teatro del Mare, oggi Eberhard & Co. Theatre.
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