
L’arrivo della Coppa America a Napoli ha rimesso Bagnoli al centro di una trasformazione attesa da oltre trent’anni. Per capire, però, se la competizione velica stia realmente accelerando il risanamento del quartiere, bisogna distinguere tre cose diverse: ciò che era stato promesso agli abitanti dopo la chiusura dell’Italsider, quello che oggi è effettivamente in costruzione e ciò che dovrebbe essere realizzato dopo la Coppa del 2027.
La promessa originaria risale agli anni Novanta ed era molto chiara: bonificare l’ex area industriale, restituire il mare alla città, recuperare la costa e creare un grande sistema di spazi pubblici e verde. La legge 582 del 1996 prevedeva il risanamento ambientale dell’area e il ripristino della morfologia naturale della costa. Negli anni successivi, i programmi urbanistici hanno aggiunto un grande parco urbano, spiagge pubbliche, impianti sportivi e nuove infrastrutture. Una richiesta che non veniva soltanto dalle istituzioni: nel 2012 circa 14.000 firme furono raccolte a sostegno dell’iniziativa “Una spiaggia per tutti”.

Il simbolo di quella promessa è sempre stato la grande colmata artificiale realizzata dall’Italsider davanti alla costa negli anni Sessanta. Per decenni il progetto prevedeva la sua rimozione e il recupero della linea di costa precedente all’industrializzazione. Ed è proprio qui che oggi si registra il cambiamento più importante.
La colmata non verrà più eliminata integralmente. Il progetto attuale prevede la sua messa in sicurezza permanente, con copertura superficiale (già realizzata), interventi sui terreni e dragaggio dei sedimenti contaminati del bacino antistante. Secondo la struttura commissariale, la rimozione completa avrebbe comportato difficoltà tecniche, rischi ambientali e una movimentazione molto complessa dei materiali contaminati. I comitati e una parte dell’associazionismo locale contestano questa scelta e continuano, invece, a considerare la rimozione della colmata e il ripristino della costa una delle promesse fondamentali fatte a Bagnoli.

Cosa sta facendo realmente la Coppa America
La Coppa America non ha fatto nascere il progetto di bonifica. Il programma esisteva già. Ha però imposto una scadenza che Bagnoli non aveva mai avuto: avere una parte significativa delle infrastrutture pronta per accogliere le basi degli AC75 nel 2027.
Questo ha prodotto un’accelerazione molto concreta dei cantieri. Secondo i dati ufficiali aggiornati al 30 giugno 2026, il protocollo per Bagnoli comprende otto interventi strategici del valore complessivo di circa 1,249 miliardi di euro, dei quali circa 1,218 miliardi finanziati attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione. Alla stessa data risultavano impegnati circa 339,8 milioni di euro e realizzate opere per circa 173,4 milioni. La struttura commissariale precisa che la parte prevalente dell’avanzamento riguarda colmata, arenili e risanamento dei sedimenti marini.
I lavori più avanzati riguardano proprio le zone che serviranno alla Coppa: messa in sicurezza della colmata, risanamento degli arenili e dei sedimenti marini, dragaggio del bacino di calma, nuove scogliere, pontili galleggianti, piazzali per le basi dei team, reti elettriche e tecnologiche. Nel luglio 2026 erano, inoltre, già operative le strutture temporanee di Nisida utilizzate per la Preliminary Regatta e una prima area era stata consegnata a Emirates Team New Zealand.
Il 31 luglio sono stati, inoltre, approvati i progetti relativi alle ulteriori opere a mare, agli impianti tecnologici e agli interventi sul Pontile Nord e sul Lido Pola. Non siamo quindi più soltanto davanti ad annunci o stanziamenti: una parte consistente della trasformazione è entrata effettivamente nella fase dei cantieri. La documentazione ufficiale comprende pontili galleggianti, passerelle, manutenzione del Pontile Sud, reti idriche, fognarie, antincendio ed elettriche, oltre alla manutenzione del Pontile Nord e alla ristrutturazione del Lido Pola.
Ma è importante chiarire un punto: queste opere non equivalgono al completamento della bonifica di Bagnoli.
La stessa struttura commissariale distingue gli interventi necessari alla Coppa dal programma complessivo di risanamento, che proseguirà oltre il 2027. Restano da completare le bonifiche a terra, il sistema infrastrutturale, il grande parco urbano, la sistemazione definitiva degli arenili e una parte sostanziale della rigenerazione del quartiere.
Cosa dovrebbe rimanere dopo la Coppa
Ed è probabilmente questo il vero banco di prova dell’operazione.
L’amministrazione sostiene che gran parte delle infrastrutture realizzate per la Coppa non sarà temporanea. La colmata messa in sicurezza dovrebbe diventare una grande terrazza pubblica affacciata sul mare e collegata agli arenili e al futuro parco urbano. Sono, inoltre, programmati la riqualificazione del Pontile Nord, della piazza davanti a Città della Scienza, del Circolo Ilva e del Lido Pola, nuovi parcheggi alla Porta del Parco, collegamenti con autobus elettrici e una nuova fermata della Linea 2 della metropolitana.
Il progetto continua, inoltre, a prevedere un grande parco urbano e la restituzione della costa all’uso pubblico. L’obiettivo dichiarato resta quello di avere nuovamente spiagge accessibili e mare balneabile, ma i tempi sono molto più lunghi di quelli della Coppa: nelle ricostruzioni più recenti della struttura commissariale viene indicato il 2031 come possibile orizzonte per il ritorno alla piena balneabilità di questa parte della costa.
Anche il progetto definitivo non è ancora completamente cristallizzato. Entro il 31 dicembre 2026 è prevista la trasmissione al Ministero dell’Ambiente di un nuovo pacchetto VIA-VAS con l’aggiornamento del progetto di risanamento, dello studio di impatto ambientale, della relazione paesaggistica e del piano di monitoraggio.
È questa la ragione per cui le valutazioni sulla Coppa America a Bagnoli sono così diverse.
Per Governo, Comune e struttura commissariale, la regata ha finalmente imposto tempi e risorse capaci di sbloccare opere ferme da decenni. I dati sui cantieri mostrano effettivamente un’accelerazione che sarebbe difficile negare.
Per una parte dei residenti e dei comitati, però, il problema è differente: Bagnoli rischia di ottenere finalmente lavori e investimenti, ma attraverso un progetto diverso da quello promesso per decenni. La colmata rimarrà, la linea di costa originaria non verrà ricostruita integralmente e resta da verificare quanto del waterfront futuro sarà realmente destinato alla libera fruizione pubblica.
La Coppa America, quindi, può essere considerata un acceleratore del risanamento di Bagnoli, ma non coincide con il risanamento stesso.
Nel 2027 sarà relativamente semplice verificare se Napoli sarà riuscita a costruire in tempo le basi degli AC75. La verifica molto più importante arriverà negli anni successivi: quando le barche della Coppa saranno andate via, si potrà capire se quelle infrastrutture avranno realmente restituito ai cittadini ciò che Bagnoli aspetta dagli anni Novanta — un territorio bonificato, un grande parco pubblico e soprattutto l’accesso al suo mare.
Una speranza che l’amministrazione della città tenga fede alle sue promesse risiede nel fatto che è già stata confermata una seconda edizione della Coppa a Napoli, quella del 2029, e c’è in forse una terza edizione che porterebbe la città a essere protagonista dell’evento di nuovo nel 2031. La presenza della Coppa avrà il vantaggio di non permettere di spegnere le luci sulla situazione di Bagnoli: questa continuerà a essere sotto gli occhi del mondo e, per la politica, sarà più difficile disattendere le tante promesse fatte.
Lo scetticismo degli abitanti della zona è pienamente comprensibile: su Bagnoli sono state fatte centinaia di promesse e tutte disattese. Storica quella dell’allora sindaco Iervolino che, in occasione della Coppa del 2007, quando Napoli era in lizza con Valencia come sede della Coppa e questa fu aggiudicata alla città spagnola, dichiarò che a perdere non era stata Napoli, ma la Coppa, perché loro di Bagnoli avrebbero fatto un meraviglioso giardino. La promessa durò il tempo di una conferenza stampa.
Appendice – A che punto sono realmente i lavori di Bagnoli
Per comprendere quanto del progetto sia già diventato realtà è utile dividere gli interventi tra opere già eseguite, cantieri effettivamente avviati e lavori che rimangono ancora da realizzare.
Cosa è già stato fatto
- È stata realizzata una parte sostanziale della messa in sicurezza della colmata ex Italsider, attraverso il sistema di capping destinato a isolare i materiali contaminati senza procedere alla loro completa rimozione. La struttura commissariale presenta questa soluzione come parte del percorso verso la futura fruizione pubblica dell’area.
- Sono state predisposte le aree e le strutture temporanee di Nisida necessarie alle attività preliminari della Coppa America.
- Sono stati realizzati interventi preparatori e opere preliminari sulle aree che ospiteranno le infrastrutture della Coppa.
- È stato potenziato il monitoraggio ambientale collegato alle lavorazioni sulla colmata, sui terreni e a mare.
- È stato approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica della nuova fermata Porta del Parco della Linea 2, passaggio amministrativo importante, ma che non significa ancora realizzazione materiale della stazione.

Cosa è effettivamente in corso di realizzazione
- Messa in sicurezza definitiva della colmata e completamento delle lavorazioni connesse.
- Risanamento degli arenili e delle aree costiere contaminate.
- Dragaggio e risanamento dei sedimenti marini nel bacino davanti all’ex Italsider.
- Realizzazione del bacino di calma, delle scogliere frangiflutti e delle altre opere marittime necessarie al nuovo assetto dell’area.
- Installazione dei pontili galleggianti e delle passerelle di accesso dalla colmata.
- Realizzazione dei piazzali per le basi dei team della Coppa America.
- Reti tecnologiche, elettriche, idriche, fognarie e antincendio, con cabine elettriche, server room e control room.
- Manutenzione del Pontile Nord e del Pontile Sud e interventi sul sistema portuale esistente.
- Ristrutturazione del Lido Pola, inserita tra le opere strategiche connesse alla trasformazione dell’area.
Al 30 giugno 2026, su un programma di otto interventi strategici del valore di circa 1,249 miliardi di euro, risultavano impegnati circa 339,8 milioni e realizzati lavori per 173,4 milioni di euro.
Cosa resta ancora da fare
È questa la parte decisiva, perché riguarda ciò che Bagnoli dovrà diventare una volta terminata la Coppa America.
- Completare la bonifica dei terreni dell’ex area industriale.
- Portare a termine il risanamento del mare e dei fondali fino al raggiungimento della piena balneabilità.
- Realizzare definitivamente le spiagge pubbliche e garantire il libero accesso al mare.
- Realizzare il grande parco urbano, previsto su circa 120 ettari.
- Realizzare il Parco dello Sport.
- Completare la sistemazione del waterfront e la trasformazione della colmata in uno spazio pubblico affacciato sul mare.
- Portare a termine la nuova viabilità e la rete fognaria.
- Costruire materialmente la nuova fermata ferroviaria Porta del Parco.
- Completare la riqualificazione del Pontile Nord, del Lido Pola e delle altre strutture pubbliche previste.
- Realizzare le future funzioni urbane, ricettive e di servizio previste dal piano generale di rigenerazione.
Il Comune ha ribadito nel 2026 che il progetto definitivo deve mantenere spiaggia pubblica, libero accesso al mare, parco urbano di 120 ettari, Parco dello Sport e piena balneabilità, sostenendo inoltre che non è previsto un porto turistico davanti alla colmata.

Cosa chiedono gli abitanti e i comitati di Bagnoli
Non esiste una posizione unica di tutti i residenti, ma dalle manifestazioni e dagli interventi pubblici dei comitati emergono alcune richieste ricorrenti:
- una bonifica completa e verificabile dell’ex area industriale;
- spiagge libere e accesso gratuito al mare;
- la realizzazione del bosco e del grande parco urbano previsti nei programmi precedenti;
- maggiore trasparenza sui lavori e sui controlli ambientali;
- maggiore partecipazione degli abitanti alle decisioni sul futuro del quartiere;
- per alcuni comitati, la rimozione della colmata e il ripristino della precedente linea di costa;
- garanzie affinché il bacino di calma e le opere della Coppa non vengano trasformati successivamente in un porto turistico;
- il mantenimento della natura pubblica degli spazi e la limitazione di eventuali processi di privatizzazione o trasformazione immobiliare dell’area.
Durante le proteste del febbraio 2026, i comitati hanno indicato esplicitamente tra le proprie richieste una “bonifica vera”, la spiaggia libera, il bosco urbano, maggiore trasparenza e il coinvolgimento degli abitanti nelle scelte sul futuro di Bagnoli.
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