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mercoledì 16 settembre 2026
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World Sailing verso lo stop agli autopiloti nelle regate offshore con equipaggio

World Sailing valuta di vietare l’autopilota nelle regate offshore alle barche con tre o più persone. RORC, NYYC e CYCA chiedono un confronto.

World Sailing verso lo stop agli autopiloti nelle regate offshore con equipaggio
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Niente più pilota automatico in regata se a bordo ci sono tre o più persone: questa è la decisione che si appresta a prendere World Sailing, decisione che già sta suscitando molte polemiche.

Una proposta di World Sailing potrebbe cambiare in modo significativo le regate offshore con equipaggio. Al centro della discussione c’è l’utilizzo dell’autopilota, oggi consentito in molte competizioni anche sulle barche con tre, quattro o più persone a bordo.

L’Oceanic and Offshore Committee di World Sailing ha approvato il 4 settembre una proposta per un nuovo Oceanic and Offshore Code che, se arriverà al termine del percorso previsto, impedirebbe agli organizzatori delle regate di autorizzare l’uso dell’autopilota sulle barche con tre o più persone di equipaggio nelle competizioni offshore comprese tra le categorie 0 e 4.

Non si tratta ancora di una nuova regola in vigore. La proposta dovrà infatti essere esaminata nell’ambito della World Sailing Annual Conference che si terrà a Qingdao, in Cina, dal 16 al 21 novembre.

Cosa cambierebbe nelle regate offshore

Il punto centrale riguarda la Regola 52 delle Racing Rules of Sailing. Attualmente gli organizzatori possono modificare questa regola attraverso il bando o le istruzioni di regata, permettendo in alcuni casi sistemi di governo automatico.

È quello che avviene già in diverse importanti competizioni offshore.

L’autopilota, infatti, non viene utilizzato soltanto dagli equipaggi in doppio. Alcune regate consentono il suo impiego anche sulle barche con equipaggio più numeroso, soprattutto nelle divisioni dedicate ai racer-cruiser o nelle competizioni molto lunghe, dove la possibilità di ridurre il numero delle persone a bordo può rappresentare un elemento importante per la partecipazione.

Tra le regate che hanno previsto forme di utilizzo dell’autopilota ci sono il Rolex Fastnet Race, alcune divisioni della Newport Bermuda Race, la Pacific Cup e diverse altre competizioni oceaniche e d’altura.

Con la nuova impostazione proposta da World Sailing, gli organizzatori non potrebbero più introdurre questa deroga per le barche con tre o più persone a bordo.

Il nuovo codice raccomanderebbe inoltre classifiche separate tra le barche che corrono applicando integralmente la Regola 52 e quelle eventualmente ammesse a competere con una versione differente della stessa regola.

RORC, NYYC e CYCA chiedono una consultazione

La proposta ha immediatamente provocato reazioni da parte di alcuni dei principali organizzatori mondiali di regate offshore.

Royal Ocean Racing Club, New York Yacht Club, Cruising Yacht Club of Australia e Storm Trysail Club sono tra le organizzazioni che chiedono a World Sailing di aprire un confronto più ampio prima di introdurre una norma valida per tutte le regate.

Il problema non riguarda soltanto la tecnologia.

Gli organizzatori sostengono che l’impiego dell’autopilota sia stato regolamentato negli anni in maniera differente in funzione del tipo di regata, della barca, della lunghezza del percorso e del numero minimo di componenti dell’equipaggio.

Imporre una soluzione unica a livello mondiale toglierebbe quindi agli organizzatori la possibilità di decidere quale formula adottare per le proprie competizioni.

La questione è particolarmente delicata perché negli ultimi anni molte regate offshore hanno cercato di favorire equipaggi più piccoli. Su alcune barche trovare otto o dieci persone disponibili per una regata oceanica può essere molto più difficile rispetto al passato e l’autopilota consente in alcuni casi di affrontare la stessa competizione con quattro o cinque persone.

La decisione arriverà a novembre

Per il momento, quindi, gli autopiloti non vengono vietati.

Quello espresso dall’Oceanic and Offshore Committee è un passaggio del processo decisionale di World Sailing e non una modifica già entrata in vigore.

La documentazione destinata alla Annual Conference dovrebbe essere pubblicata in ottobre e il confronto proseguirà fino agli incontri di novembre a Qingdao.

La discussione che si sta aprendo va però oltre la semplice presenza di un autopilota a bordo. Da una parte c’è l’idea che nelle regate con equipaggio la conduzione della barca debba rimanere principalmente nelle mani delle persone; dall’altra quella degli organizzatori che vogliono conservare la possibilità di adattare le regole alle caratteristiche delle proprie regate.

Per migliaia di velisti che partecipano alle grandi competizioni offshore, la decisione di World Sailing potrebbe quindi avere conseguenze molto concrete sul modo di formare gli equipaggi e di organizzare una regata d’altura.

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