Spartivento
ADVERTISEMENT
Spartivento
ADVERTISEMENT
martedì 8 settembre 2026
Spartivento
  aggiornamenti

The Italian Sea Group, arriva da Hong Kong un nuovo potenziale acquirente

Un investitore di Hong Kong entra nella corsa per The Italian Sea Group. La proposta riguarderebbe l’intero gruppo, compreso il marchio Perini Navi.

The Italian Sea Group, arriva da Hong Kong un nuovo potenziale acquirente
The Italian Sea Group, arriva da Hong Kong un nuovo potenziale acquirente
Barcando Barcando Barcando
PUBBLICITÀ

Si allarga la corsa per il futuro di The Italian Sea Group. Un nuovo investitore di Hong Kong avrebbe presentato una proposta per acquisire il gruppo nella sua interezza, comprendendo le attività produttive e i marchi. La notizia è stata pubblicata il 7 settembre da International Boat Industry e introduce un nuovo concorrente nel processo avviato dal cantiere di Marina di Carrara per individuare investitori in grado di accompagnarne la ristrutturazione.

Al momento non sono stati resi pubblici né il nome dell’investitore asiatico né il valore economico della proposta. Il dato significativo è però il perimetro indicato: l’interesse riguarderebbe The Italian Sea Group nel suo complesso e non soltanto singoli stabilimenti o marchi.

Nel gruppo c’è anche Perini Navi

È un elemento importante perché TISG possiede alcuni nomi di peso della nautica italiana. Nel gruppo rientrano Admiral, Tecnomar, Perini Navi e Picchiotti, oltre alle attività produttive di Marina di Carrara e La Spezia e alle partecipazioni in Celi e TISG Turkey. Per il mondo della vela, in particolare, il nodo centrale è Perini Navi, marchio acquisito da The Italian Sea Group nel 2021 per 80 milioni di euro dopo il fallimento dello storico cantiere.

L’arrivo dell’investitore di Hong Kong aggiunge quindi un’altra possibilità a una partita che nelle ultime settimane ha già visto muoversi diversi protagonisti. Sanlorenzo ha confermato il proprio sostegno al progetto Polo Nautico Carrara, un consorzio costituito con l’obiettivo di acquisire l’intero complesso aziendale di TISG. Sanlorenzo parteciperebbe con una quota di minoranza.

Anche SRI Global, controllata da Giulio Gallazzi insieme alla Finvacchi di Bernardo Vacchi, ha presentato una manifestazione di interesse per l’intero gruppo. Baglietto ha invece confermato un interesse più circoscritto agli asset di TISG presenti a La Spezia.

La procedura per trovare nuovi investitori

La procedura competitiva era stata aperta ufficialmente da The Italian Sea Group il 9 agosto dopo l’arrivo spontaneo di diverse manifestazioni di interesse. Il processo è seguito da Meti Corporate Finance e KPMG Advisory e si svolge sotto la vigilanza dei commissari giudiziali.

Le possibilità previste sono sostanzialmente due. La prima è un Asset Deal, quindi l’acquisizione dell’intero complesso aziendale oppure di singole attività. La seconda è uno Share Deal attraverso un aumento di capitale che consenta di ricapitalizzare la società e ripristinare le condizioni finanziarie necessarie alla continuità aziendale.

I tempi sono abbastanza stretti. Le offerte indicative non vincolanti dovranno essere presentate entro il 15 settembre. Gli investitori selezionati accederanno quindi alla seconda fase e alla due diligence, mentre il termine previsto per le offerte vincolanti è il 15 ottobre. Il signing dell’operazione è indicativamente fissato per il 26 ottobre, anche se il calendario potrà essere modificato in funzione degli adempimenti societari e delle autorizzazioni necessarie.

La situazione finanziaria di The Italian Sea Group

Sul tavolo c’è una società che attraversa una situazione finanziaria complessa. L’ultima relazione depositata, aggiornata al 31 luglio 2026, indica un patrimonio netto negativo per 402,1 milioni di euro, passività correnti per 512,4 milioni e una perdita di periodo di 25,6 milioni. I dati sono preliminari e non sottoposti a revisione e la stessa TISG precisa che potranno essere oggetto di rettifiche e riclassificazioni.

Proprio per questo l’ingresso di un nuovo soggetto interessato all’intero gruppo assume un peso particolare. Più che il numero degli offerenti, sarà però decisivo capire quale proposta riuscirà a garantire risorse finanziarie, continuità produttiva, tutela dell’occupazione e conservazione di marchi che rappresentano una parte importante della storia recente della nautica italiana.

Per Perini Navi la vicenda ha inoltre un significato particolare. Dopo il fallimento e l’acquisizione da parte di The Italian Sea Group, il marchio si trova nuovamente all’interno di un processo destinato a ridisegnarne la proprietà. Questa volta, però, non è Perini Navi da sola a essere in gioco, ma l’intero equilibrio industriale di uno dei principali gruppi italiani della costruzione di grandi yacht.

© Riproduzione riservata

SVN VIAGGI SVN VIAGGI SVN VIAGGI
ARTICOLI DI VIAGGI
Gais Gais Gais
PUBBLICITÀ