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martedì 8 settembre 2026
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The Ocean Race Atlantic, la bonaccia riapre la regata verso Lorient

The Ocean Race Atlantic si riapre: il vento debole compatta gli IMOCA e riduce a poche miglia i distacchi nella corsa verso Lorient.

Il vento debole ha ricompattato la flotta di The Ocean Race Atlantic.
Il vento debole ha ricompattato la flotta di The Ocean Race Atlantic.
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Dopo quasi una settimana passata a correre sull’Atlantico, The Ocean Race Atlantic è ripartita quasi da zero. Il vento è diminuito, la flotta si è compressa e nel pomeriggio del 7 settembre i primi tre IMOCA erano separati da meno di 11 miglia quando mancavano ancora circa 1.200 miglia all’arrivo di Lorient. Una situazione che ha cancellato buona parte dei vantaggi costruiti nei giorni precedenti e che rende difficile indicare un favorito.

Al rilevamento delle 12 UTC era DMG MORI Global One di Kojiro Shiraishi a risultare davanti, con 1.203 miglia ancora da percorrere. United by the Ocean di Paul Meilhat seguiva a sette miglia, mentre Team Francesca Clapcich powered by 11th Hour Racing era terzo, a undici miglia dal leader. Distacchi molto ridotti per una traversata che nelle prime giornate aveva mostrato tutt’altro volto.

La regata, partita il 2 settembre da una linea virtuale al largo di New York, vede in mare sei IMOCA di 60 piedi con equipaggi composti da due uomini e due donne, oltre all’onboard reporter. Davanti a loro un percorso di circa 3.000 miglia fino a Lorient, in Bretagna.

I primi giorni erano stati dominati dalla velocità. Il nuovo Team Malizia di Boris Herrmann aveva mostrato subito un passo elevato, ma durante la traversata ha dovuto affrontare prima un danno al foil di sinistra e poi problemi all’autopilota, mentre la flotta navigava con raffiche vicine ai 40 nodi. In seguito, Team Francesca Clapcich era riuscito a prendere il comando, prima che il cambiamento della situazione meteorologica rimescolasse nuovamente le carte.

Il problema adesso è una dorsale di alta pressione che si trova sulla strada verso l’Europa. I primi hanno raggiunto una zona con vento più debole e instabile e le velocità sono diminuite rapidamente. Chi arrivava da dietro ha così iniziato a recuperare.

È uno dei meccanismi più interessanti delle regate oceaniche: quando davanti si forma una zona di poco vento, essere leader può trasformarsi in uno svantaggio. Il primo entra nella bonaccia e rallenta, mentre chi segue continua per qualche ora a navigare con più pressione. Il risultato è una compressione della flotta che può cancellare in poco tempo decine di miglia di vantaggio.

DMG MORI ne è stato un esempio. Il team giapponese era rimasto fermo in una zona senza vento nella serata di domenica, perdendo terreno, ma la posizione più meridionale gli ha poi consentito di ritrovare una rotta più diretta verso est e di rientrare nella battaglia per il comando.

Francesca Clapcich sa che questa fase non è necessariamente favorevole alla sua barca. La velista italiana ha spiegato che le condizioni di bolina con vento medio-leggero non rappresentano il punto di forza del suo IMOCA. La speranza è attraversare rapidamente l’alta pressione e ritrovare vento più sostenuto e angoli più favorevoli nell’avvicinamento alla Bretagna.

Anche Paul Meilhat aveva previsto la possibilità di un ricompattamento generale, arrivando a ipotizzare che Team Malizia potesse tornare in gioco e che più barche potessero presentarsi quasi insieme davanti a Lorient.

È proprio questo che rende particolarmente delicata l’ultima parte della traversata. Dopo giorni di mare duro, velocità elevate e una forte pressione sugli equipaggi e sulle barche, la regata potrebbe essere decisa non dalla velocità pura, ma dalla capacità di trovare poche miglia di vento in più all’interno di una situazione meteorologica instabile.

A Lorient gli arrivi sono previsti nella finestra tra l’8 e il 10 settembre. Dopo oltre 3.000 miglia di Atlantico, la prima edizione di The Ocean Race Atlantic potrebbe quindi concludersi con quello che all’inizio sembrava improbabile: una vera regata di flotta a poche centinaia di miglia dal traguardo.

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