Con onda contro stringere il vento non sempre conviene. Poggiando pochi gradi la barca può accelerare, superare meglio le onde e migliorare la VMG.
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Con onda contro, spesso conviene poggiare qualche grado anziché cercare di stringere il vento il più possibile. Può sembrare un controsenso: la prua punta meno verso la nostra destinazione e la strada da percorrere aumenta.
A volte, soprattutto se si è alle prime armi, è difficile anche psicologicamente. Il mare quando si alza fa paura, e quando non si ha esperienza è difficile determinare il grado di pericolosità di un mare, quindi, istintivamente, si vuole arrivare in porto il prima possibile e fare la rotta più lunga richiede uno sforzo mentale non da poco.
Ma se poggiare di pochi gradi permette alla barca di acquistare velocità, superare meglio le onde e ridurre lo scarroccio, il risultato può essere esattamente l’opposto: arrivare prima.
È uno degli aspetti più interessanti della navigazione di bolina, perché mette in discussione un comportamento quasi istintivo. Quando dobbiamo raggiungere un punto sopravvento tendiamo a guardare la prua e a cercare l’ango
e. Il problema è che la rotta più diretta non è necessariamente quella più veloce. Quando stringere troppo rallenta la barca Su mare piatto una barca ben regolata può mantenere un angolo di bolina piuttosto stretto conservando velocità. Con onda contraria la situazione cambia. Ogni volta che la prua incontra un’onda viene frenata e la barca deve utilizzare parte della propria energia per superarla. Se navighiamo già al limite dell’angolo di bolina, dopo ogni rallentamento le vele possono non avere sufficiente potenza per accelerare nuovamente la barca. La velocità diminuisce, la chiglia e il timone lavorano peggio e può aumentare lo scarroccio. North Sails, nelle proprie indicazioni sulla conduzione di bolina, suggerisce infatti di poggiare di qualche grado quando la barca beccheggia eccessivamente nell’onda, proprio per recuperare potenza e velocità. Questo non significa che con mare formato bisogna sempre poggiare. Significa trovare un nuovo equilibrio tra angolo e velocità. Una barca che procede a 6 nodi stringendo 42 gradi al vento può sembrare più efficiente di una che naviga a 45 o 47 gradi. Ma se, incontrando le onde, la prima rallenta continuamente a 4 o 5 nodi mentre la s
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