Perché alcune barche a vela battono sull’onda? Forma della carena, V, spigolo, ginocchio, peso e beccheggio spiegano le differenze nello slamming.
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Ci sono barche che, navigando contro un mare corto, entrano nell’onda con un movimento relativamente morbido. Altre sollevano la prua e ricadono sull’acqua con un colpo secco che si avverte in tutto lo scafo. È quello che normalmente definiamo una barca che “batte” sull’onda. Quando l’impatto diventa importante, il fenomeno prende il nome di slamming.
Attribuire tutto al peso della barca è però troppo semplice. Il dislocamento conta, ma sono soprattutto la forma delle sezioni di prua, la distribuzione dei volumi, il beccheggio e la velocità con cui la carena rientra nell’acqua a determinare quanto sarà violento l’impatto.
Per capire il principio possiamo immaginare di far cadere sull’acqua una tavola piatta e un elemento a forma di V. La tavola incontra quasi contemporaneamente una grande superficie d’acqua e produce un colpo secco. La V entra prima con la parte centrale e successivamente immerge quelle laterali. L’ingresso avviene quindi in maniera più prog
ale il fenomeno è molto più complesso, ma questo semplice esempio aiuta a capire perché la forma della parte immersa della prua sia così importante. Non conta quanto è larga la prua, ma come è larga Guardare una barca dall’alto e stabilire che batterà perché ha una prua larga può essere fuorviante. Ciò che bisogna osservare è soprattutto la forma delle sezioni sotto e immediatamente sopra la linea di galleggiamento. Una prua che conserva una V abbastanza pronunciata può penetrare nell’acqua progressivamente. Una superficie larga e poco inclinata, invece, se ricade sull’onda con una forte velocità verticale può generare un impatto molto più secco. L’angolo formato dalla superficie della carena rispetto all’orizzontale, quello che in architettura navale viene normalmente indicato come deadrise, è infatti uno degli elementi che influenzano le pressioni generate durante l’ingresso nell’acqua. Ma non è l’unico: contano la velocità, l’assetto e la geometria complessiva della sezione. Questo concetto è particolarmente importante per comprendere le barche moderne. Molte hanno prue che, viste dalla coperta, appaiono molto più larghe rispetto a quelle delle barche di qualche decennio
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