Comprare o noleggiare una barca? Il charter elimina costi e problemi, mentre possedere una barca costruisce conoscenza, autonomia ed esperienza.
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Le immatricolazioni delle barche nuove sono in forte calo, mentre il numero delle persone che vanno in barca non sembra diminuire nella stessa misura. Dietro questi numeri c’è un cambiamento che va oltre il mercato: sempre più persone preferiscono utilizzare una barca invece di possederla.
La spiegazione economica è semplice. Noleggiare significa pagare la barca quando la si usa e dimenticarsene quando si scende. Niente posto barca per dodici mesi, niente assicurazione, antivegetativa, manutenzione del motore, vele da controllare, batterie da sostituire, pompe da riparare e impianti che smettono di funzionare proprio quando non dovrebbero.
Ma ridurre la scelta tra acquisto e noleggio a una questione economica significa non cogliere una differenza molto più profonda. Possedere e noleggiare sono due modi diversi di fare vela e, con il passare degli anni, possono formare due tipi di velisti molto diversi.
Con il charter paghi quando usi la barca
Il nol
ettere in discussione. Si sceglie una destinazione, si prenota una barca e si parte. Quest’anno possiamo navigare in Sardegna, il prossimo in Grecia e quello successivo alle Baleari. Possiamo prendere un 40 piedi per quattro persone e un 46 piedi quando siamo in otto. Possiamo provare un catamarano senza doverlo comprare. E quando la vacanza finisce consegniamo le chiavi. Se durante l’anno si rompe l’autoclave non è un nostro problema. Non dobbiamo lavare i coprimaterassi, controllare le pompe di sentina, cambiare l’olio del motore, sostituire una batteria o capire perché il WC non scarica. Paghiamo qualcuno perché si occupi di tutto questo. È uno dei grandi vantaggi del charter, ma è anche ciò che lo rende profondamente diverso dalla proprietà. Possedere una barca significa imparare a occuparsene Quando la barca è nostra non esiste un capobase al quale telefonare ogni volta che qualcosa non funziona. Se si rompe l’autoclave possiamo certamente chiamare un tecnico, ma molto presto scopriremo che conviene almeno capire cosa è successo. Apriremo il gavone degli attrezzi, controlleremo la pompa, il pressostato, i collegamenti elettrici e cercheremo di individuare il problema.
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